martedì 2 giugno 2026
Nella piccola biblioteca, per stare insieme
È un mazzo di rose di un bel giallo brillante, quello che spicca sul tavolo. Sono fiori artificiali, ma la loro presenza non lascia dubbi: fanno respirare la passione che i volontari mettono nel loro impegno, affinché la Biblioteca comunale “Federico Garlanda” sia accogliente.
Siamo a Strona, borgo di poco meno di 1.000 abitanti situato sulle colline del Biellese Orientale, nella Valle di Mosso, o di Strona appunto, il cui nome deriva dall’omonimo torrente che scorre più a ovest rispetto alla frazione Fontanella Ozino, in cui ha sede il municipio, con la sala dei libri.
Il sabato pomeriggio, in cui ci rechiamo a far visita, incontriamo Renzo e Simona, che parlottano fra loro sulla disposizione dei libri che, come ci spiegano, sono organizzati in ordine di entrata. Sull’ampio tavolo al centro della sala, accanto alle rose, c’è il catalogo consultabile, con tutti i volumi a disposizione, ben 14 mila.
«Abbiamo creato noi un elenco di argomenti, che purtroppo non è ancora legato al Sistema di classificazione decimale Dewey, è il metodo standard mondiale che permette di ordinare e ritrovare qualsiasi libro, utilizzato dalla rete bibliotecaria biellese – spiegano -. Per aderire occorre frequentare un corso specifico a Torino. Quindi per ora noi, quando cerchiamo un volume, lo rintracciamo nel database del nostro computer. Periodicamente provvediamo a catalogare i libri che ci vengono donati, considerando quelli di maggiore interesse.»
I sei volontari prestano, a turno, la loro disponibilità, solitamente il sabato, dalle 15 alle 18, salvo diversa richiesta, che si può concordare. Loro si chiamano Mariella, Letizia, Enrica, Simona, Lucia e Renzo, che si dice beato fra le donne. Alcuni di loro sono operativi da 40 e più anni. La biblioteca infatti è una fra le più longeve del territorio, sorta negli anni Sessanta grazie all’impegno di Giacomo Donna Bianco, Walter Boero e Luigi Capra. La bibliotecaria storica è stata per molti anni Roselda Fontanella.
«Alcuni anni fa, partecipando a un bando, la regione Piemonte ci aveva elargito un contributo di 5 mila euro, con i quali avevamo acquistato libri per la biblioteca – spiega ancora Renzo, indicando i volumi disposti su tre scaffali in bella vista –. Con parte del denaro avevamo comprato testi per l’asilo e per la scuola primaria. Avremmo voluto aggiornare anche il nostro sistema informatico, ma purtroppo la somma era spendibile unicamente in volumi. Il nostro maggiore problema riguarda l’utenza, che è veramente esigua. Solitamente arrivano donne, gli uomini a Strona non leggono - Renzo si dice un’eccezione, spunta poi anche il nome di Elio, buon frequentatore -. Al piano superiore abbiamo una sala che accoglie unicamente libri per ragazzi, circa un migliaio, avviata da Lucia, con l’aiuto della figlia, nel 2010, organizzando letture con bambini e genitori. Vantiamo anche libri storici, in consultazione, sul Biellese, che meritano attenzione.»
Rincresce a Renzo che le enciclopedie non siano più utilizzate per le ricerche scolastiche, come faceva lui un tempo. Oggi, del resto, si trova tutto aggiornatissimo online.
«C’è però un’iniziativa molto carina di Letizia – conclude Simona -. Quando è il suo turno, oltre al servizio di bibliotecaria, a volte porta dei dolcetti ed è l’occasione per diverse donne di darsi appuntamento. Quando poi io ero piccola e mio papà allenava i ragazzini, ricordo che trascorrevo il tempo in biblioteca. Una sera d’inverno avevo messo gli occhi sui racconti dello Zio Tibia, genere horror, che a me è sempre piaciuto.»
La biblioteca diventa così un luogo d’incontro, protetto, in cui dialogare serenamente. È l’idea da cui si può ricostruire lo stare insieme nei piccoli paesi sparsi sulle colline. Ricreare il piacere di passare dalla biblioteca pian piano insegna, educa alla buona lettura. Si possono coinvolgere i caffè del territorio, le attività e gli anziani, che a loro volta hanno la possibilità di condividere saperi e alimentare la luminosità dei luoghi.
Anna Arietti, testo
Immagine di copertina della Biblioteca di Strona, per gentile concessione
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