giovedì 8 aprile 2021

Curino: anello tra boschi, ruderi e frazioni (San Nicolao, Gnerro, Ronco, San Giorgio e San Sebastiano) #innamoratidelbiellese

 


Testo e immagini di Enea Grosso

                   La nostra passeggiata inizia dalla Frazione San Nicolao di Curino. Ci dà il benvenuto una gigantesca nuvola verticale posata sulle colline. 

Questa cappella si trova attraversando la frazione per intero, sulla sinistra, ad un centinaio di metri dopo una minuscola chiesetta. Per trovarla bisogna attraversare la frazione per intero.

Pochi passi dopo una  cappella - ben visibile, posta ad un incrocio - imbocchiamo sulla destra una strada sterrata che sale nel bosco con larghi tornanti.



 In  una decina di minuti, dopo aver fiancheggiato un alto muraglione in pietra, incrociamo la strada asfaltata che sale a destra verso Cantone Olzera Inferiore  ( Frazione Santa Maria di Curino). 


Benvenuti al Cantone Olzera Inferiore


Panorama da Olzera Inferiore verso Canton Gnerro, una delle tappe del cammino.


Cappella sulla sinistra, appena dopo la chiesa di Olzera Inferiore

L'oratorio  di Santa Elisabetta (precedentemente di Santa Maria e di Santa Elisabetta), costruito tra il 1628 e il 1661. Così scrive Don Vittorino Barale nel suo libro dedicato a Curino: "dalle strutture murarie sembra che la chiesa sia stata costruita in due tempi, metà per volta. Si vede che la prima chiesa era piccola e chiusa davanti con una cancellata in legno- In seguito fu aggiunta la sacrestia, la seconda parte e la facciata. [...] Per la festa di S. Elisabetta, nei tempi passati, la chiesetta era frequentata da molte persone, poiché aveva il privilegio dell'indulgenza plenaria. Aveva una statua della Madonna in legno annerito che fu rubata nel 1966. 



In due curve saliamo ad Olzera Superiore: 


In basso a destra, in lontananza, un'altra meta molto interessante: la diga di Asei (o della Ravasanella).





Attraversato il cantone, ecco sulla sinistra la chiesa di San Sebastiano. La facciata, che reca la data del 1739, è rivolta verso il bosco.                                     

San Sebastiano,  situata tra Olzera Superiore e Colmo di Santa Maria




L'interno di San Sebastiano 




Il sentiero accanto alla chiesa

Imbocchiamo il sentiero che scende  tra gli alberi ...









Sculture viventi lungo il sentiero 

... e ci porta ad un altro angolo di Curino: Canton Gnerro (sempre Frazione di Santa Maria).


Il sentiero finisce alle spalle del cantone, che attraversiamo per intero in pochi passi...


L'arrivo dal bosco sul retro del cantone








... fino ad arrivare alla chiesa principale, il centro di Frazione Santa Maria.


La chiesa principale di Santa Maria



       

Oltrepassata la chiesa, proseguiamo lungo la salita sulla destra verso Cantone Ronco.




Sulla collina a sinistra le case di Olzera Inferiore...

...e Gnerro e la chiesa alle nostre spalle.

Olzera


Il cantone ha in serbo piccole sorprese. 
All'ingresso c'è un bel pozzo, restaurato di recente, con il suo secchio lustro  in bella vista e una meditazione appesa su di un lato: "la meditazione del pozzo", scritta a mano.



"E la verità appartiene allo spirito, l'amore all'anima, la saggezza all'intelletto, la bontà al cuore, la giustizia alla volontà".


Camminiamo lungo il muro di Cascina Motta fino ad un arco, dal cui fondo arriva una voce squillante: dunque il piccolo borgo non è deserto!


Il Signor Gianfranco ci invita a scendere nel suo cortile colorato di fiori, bandierine tibetane e sculture. Ci accoglie gentilmente e ci dà suggerimenti per successive passeggiate: da non perdere,  il ponte romanico












In cambio di queste preziose informazioni, accettiamo un incarico: prima di uscire dal paesino dovremo appendere al pozzo la meditazione  di aprile. Perché è proprio il Signor Gianfranco a trascrivere a mano ogni mese un passo dai libri del filosofo e pedagogo francese di origine bulgara  Omraam Michael Aivanhov. 


La meditazione di Aprile


Garage a Cantone Ronco di Curino


Col foglio di Aivanhov tenuto in punta di dita per non sgualcirlo, andiamo a curiosare fin dove finisce la strada, oltre la chiesa, dove troviamo il sentiero ai margini del bosco che perlustreremo la prossima volta. 




Ritornando sui nostri passi, attraversiamo di nuovo il cortile del nostro ospite e riceviamo un altro suggerimento: il rudere di San Giorgio, poco lontano. 
La mia giornata era iniziata casualmente con  un'immagine di San Giorgio e il Drago (un quadro di Edward Burne-Jones del1868, inviatami da un collega) e questa deviazione mi sembra offra il cerchio perfetto per concludere questa tappa non prevista. 





Dopo aver appeso al pozzo il foglio con la riflessione di Aprile, in prossimità di Cascina Frarol imbocchiamo un sentiero poco battuto che sale a destra. 


Scavalchiamo con rispetto i guardiani del bosco - un bisonte e i suoi demoni? -  posti di traverso per scoraggiare gli incauti che osano violare quel luogo sacro e silenzioso, evitiamo con cura le spine dei rami penzolanti  e dopo una decina di minuti scorgiamo quel che resta della chiesa sulla collina.






Dopo l'abbandono dell'edificio da parte degli uomini, la vegetazione se ne è impadronita: lo ha avvolto, lo ha trasformato in una creatura ibrida a metà tra pietra e albero, una creatura viva sepolta nell'oblio. Sembra di avvertirne il respiro, nel silenzio. 











L'interno di San Giorgio














Il tetto di Cascina Frarol

L'imbocco del sentiero verso San Giorgio

Percorriamo il sentiero a ritroso, giriamo a sinistra per ridiscendere a Gnerro, nello spiazzo con la chiesa con le colonne. Invece di tornare a San Sebastiano risalendo nel bosco, scegliamo la via più lunga:  la strada asfaltata che attraversa il paese. 



Passiamo davanti alla deviazione per Termino...




...attraversiamo San Martino...






...andiamo oltre la chiesa principale e oltre il laghetto recintato che si vede sulla sinistra, tra i pini.
Per ritornare al punto di partenza si può arrivare fino alla svolta che indica San Nicolao, percorrendo la lunga salita fino alla frazione: oppure si può imboccare un'ampia strada sterrata che taglia attraverso il bosco. 
O, terza alternativa, si può velocizzare il ritorno con un passaggio in auto, come abbiamo fatto noi! Ma questo non è assicurato... per migliorare il servizio di trasporti è necessario prima incrementare il turismo e valorizzare il nostro  territorio e i suoi piccoli  tesori nascosti.   



         




Un grazie ad Anna Arietti per  le foto de La Voce di  Curino e a Sergio Marucchi per le informazioni sull'oratorio di  Santa Elisabetta  tratte dagli scritti di Don Vittorino Barale.