sabato 6 giugno 2026

La terra dei miei fiori #poesia #avi #ancestors #graves - My flowers' soil


 

Silenziosamente 
nutro la terra 
dei  miei fiori
sulle tombe dei miei avi
- le loro ossa esauste
tra le mie mani
trovano pace
sui sentieri della luce.
Scendono le preghiere
come spade
nella coltre di dolore
antico.
Piango
mentre sento 
il loro cuore
volare
nella gioia
verso Dio.
(Testo e immagini di Enea Grosso)

Nelle immagini; il cimitero di Masserano. Nell'ultima fotografia in basso: le mani della statua  nella tomba di famiglia di Corrado Corradino.

Le prime parole sono arrivate all'improvviso ("Silenziosamente nutro la terra dei  miei fiori sulle tombe dei miei avi) poco dopo aver accudito una poesia precedente (accudito ovvero ascoltato annotato, messo al sicuro sulla carta); e sono rimaste da sole ad ondeggiare nell'aria per un po' di ore. senza dare cenno ad un seguito. Poi è arrivata l'immagine delle ossa esauste tra le mani, e  per qualche giorno tutto è rimasto fermo sui "sentieri della luce". I
Il senso della poesia in arrivo ormai  mi era chiaro: aspettavo - senza forzarle - parole che descrivessero la forza della preghiera capace di spezzare le catene del passato,  liberando schiere di anime ancora appese a retaggi inutili - sensi di colpa, rimpianti, rimorsi, dolore per i "fallimenti" terreni. Come sempre, ogni sforzo mentale per trovare la strofa finale era deludente, così ho lasciato andare, come se la questione non mi riguardasse più.
Poi qualche giorno dopo, mentre ero ferma ad un semaforo, ho avvertito, non so perché, una tenerezza improvvisa  verso le schiere  di coloro che mi avevano preceduta, anche di chi non avevo conosciuto mai. 






Silently 
I tend the soil 
of my flowers
upon the graves 
of my fathers
— their weary bones
in my hands
find peace
on the paths of light.
Prayers fall
like swords
into the blanket 
of ancient sorrow.
I weep
as I feel 
their hearts
soaring in joy
towards God.
(Words&images by Enea Grosso)





The first words came suddenly (“Silently I tend the soil of my flowers upon the graves of my fathers”) shortly after I had been caring for a previous poem (caring for it meaning listening to it, noting it down, and setting it safely down on paper); and they remained alone, floating in the air for a few hours, with no sign of a continuation. Then came the image of weary bones in my hands, and  for a few days everything remained still on the ‘paths of light’. 
The meaning of the poem to come was now clear to me: I waited – without forcing them – for words that would describe the power of prayer capable of breaking the chains of the past, freeing multitudes of souls still clinging to useless legacies – guilt, regrets, remorse, pain over earthly ‘failures’. As always, every mental effort to find the final verse proved fruitless, so I let it go, as if the matter no longer concerned me.
Then a few days later, whilst I was stopped at a traffic light, I felt, I don’t know why, a sudden tenderness  towards the multitudes  of those who had gone before me, even those I had never known.





martedì 2 giugno 2026

Nella piccola biblioteca, per stare insieme


È un mazzo di rose di un bel giallo brillante, quello che spicca sul tavolo.

Un volto nuovo per Sassaia

 

Le cime dei monti sono coperte da fitte nuvole grigie.

Mi piacciono i giorni di pioggia #poesia - I love those days of light rain #masserano










 Mi piacciono i giorni di pioggia
leggera
in cui l'estate si ferma 
nell'ombra
e ascolta la verde frescura
e le gocce dal cielo sul volto
e il cuore ritrova il suo senso
nell'ansia di felicità.
Mi piacciono i giorni 
in cui l'aria
è come una piuma
             una foglia
e la leggerezza ritorna
negli occhi assetati di sole. 
(Testo e immagini di Enea Grosso)

Nelle immagini: la Via della Croce a Rongio di Masserano, il 2 Giugno. 
L'incipit della poesia è arrivato a casa e il resto poi durante la corsa alla Via della Croce sotto al cielo che prometteva pioggia.
La seconda strofa ha preso forma subito dopo aver trovato per terra una foglia bianca dagli occhi grandi, sugli scalini della scultura dell'orto degli ulivi. Ho guardato altre foglie, ma non avevano occhi, non erano creature vive come lei. 


The opening lines of the poem came to me at home, and the rest came to me as I ran along Via della Croce under a sky that promised rain 

The second verse took shape straight after I found a white leaf with big eyes on the ground, on the steps leading up to the sculpture in the Garden of Gethsemane. I looked at other leaves, but they didn’t have eyes; they weren’t living creatures like her. 

I love those days of
light rain
when summer pauses
in the shade
and listens 
to the cool green air
and to raindrops 
falling on my face
and the heart 
rediscovers its purpose
in its longing for happiness.
I love those days
when the air
is like a feather
             a leaf
and lightness returns
to the eyes  
thirsty for sunshine.
(Words&images by Enea Grosso)









sabato 23 maggio 2026

Fede incrollabile (Non c'è dolore grande - così grande) #poesia #unwavering faith


 Non c'è dolore grande 
 - così grande -
da non trovare un nido
nell'immenso
in cui, dalle sue lacrime,
rinascere
 - come un seme 
nella terra scura
spezza le pareti
alla sua tomba
covando nel silenzio
una corolla
che incendia di bellezza
tutto il prato
al tocco
di un raggio di sole. 
(- fede incrollabile - Enea Grosso)


Nelle fotografie: i fiori della Legia a Rongio di MASSERANO (parcheggio sempre davanti al suo cancello quando vado a correre, e spesso mi soffermo a fotografare il suo giardino)  e un'immagine da un video di Victoria Ailin Rozengurt. 




There is no pain so great 
— so very great—
that it can't find a nest
in the immensity
where, from its tears,
it is reborn
— like a seed 
in the dark earth
breaking through
 the walls of its tomb
nurturing in silence
a blossom
that sets the whole meadow
ablaze with beauty
at the touch
of a ray of sunshine. 
(- unwavering faith . Enea Grosso)

In the photographs: Legia's flowers in Rongio, MASSERANO (I always park in front of her gate when I go for a run, and I often stop to take photos of her garden) and a screenshot from a video by Victoria Ailin Rozengurt. 



martedì 19 maggio 2026

Noi certi lavori li faremmo? di Alessandra Turra



La provincia di Biella conta circa 168.257 abitanti.
Pertanto è una cittadina relativamente "piccola", immersa nel verde, nella pace e tranquillità, soprattutto nelle zone collinari.

lunedì 18 maggio 2026

#poesia - Canta come se mai dovesse scendere la notte - Sing as if night were never to fall

 

Immagine da un video di Victoria Ailin Rozengurt

Canta come se mai 
dovesse scendere la notte,
come se fossi tu
l'unica stella del tuo buio,
la sola rosa bianca
tra le erbe del tuo giardino
nato tra le pietre e le spine.

Prendi tra le tue mani
il mare come se fossi
il vuoto senza fine
che ogni goccia contiene.

Trova la tua canzone
tra le note che la Terra
intona nel suo cuore di fuoco.
( Enea Grosso)

Nelle immagini: il mio pianoforte e un'immagine da un video di Victoria Ailin Rozengurt 

Per prima è arrivata la strofa centrale, mentre camminavo dopo essere uscita dalla chiesa di San Sebastiano a Biella: mi piaceva quest'ordine perentorio di prendere il mare tra le mie mani, l'ho annotato, e mi domandavo se avrebbe trovato un capo e una coda, ma senza preoccuparmi troppo. Ho imparato che le poesie non amano la preoccupazione e non amano essere forzate: sarebbe come tirare un fiore per la corolla per farlo crescere più in fretta. Loro trovano la loro strada da sole. 

La risposta è arrivata pochi giorni dopo: mentre correvo nel verde della Via della Croce a Masserano sono arrivate tutte insieme le parole del'incipit, seguite dalle immagini della stella e della rosa bianca,  e poi l'ultima immagine della terra e della musica del suo cuore di fuoco. 

Sing as if night
were never to fall,
as if you were
the only star in your darkness,
the lone white rose
among the grasses of your garden
born amid stones and thorns.

Take the sea into your hands
as if you were
the endless void
that every drop contains.

Find your song
among the notes that the Earth
sings in her heart of fire.
(Enea Grosso)

In the images: my piano and a still from a video by Victoria Ailin Rozengurt 


The middle stanza came first, as I was walking after leaving the church of San Sebastiano in Biella: I liked this imperious command to take the sea into my hands, so I jotted it down, wondering if it would ever find a beginning and an end, but without worrying too much about it. I’ve learned that poems don’t like worry and don’t like being forced: it would be like pulling a flower by its corolla to make it grow faster. They find their own way. 

The answer came a few days later: as I was running through the greenery of Via della Croce in Masserano, the opening lines came all at once, followed by the  images of the star and the white rose, and then the final image of the earth and the music of its fiery heart. 





Domenica pomeriggio sarò a Strona