domenica 26 giugno 2022

L' Osteria di Sant'Antonio a Masserano - di Sergio Marucchi - Ospiti di Baffidigatto #innamoratidelbiellese

 

L’OSTERIA DI S. ANTONIO a Masserano

di Sergio Marucchi

A San Giacomo del Bosco, presso il bivio fra le attuali via Repubblica e via 2 Giugno (SP 142),  si nota il rudere di un caseggiato, in parte ricoperto da un glicine rampicante: si tratta dell’antica Osteria di S. Antonio che rimase attiva per più di 120 anni. 



Il nome era legato ad un dipinto presente sul muro dell’edificio rappresentante S. Antonio abate, ora scomparso. L’edificio corrispondeva probabilmente alla “Cascina Guado”, citata nel 1809, che sorgeva presso il guado sul torrente Ostola (il ponte fu costruito soltanto nel 1843). Nel 1827  Benedetto Cagna di Castelletto Cervo ottenne dal Comune il permesso di aprirvi un’osteria, che nel 1835 fu ceduta a Francesco Marucchi-Danna, originario di Rongio. Si trattava di una “osteria con stallaggio”, dotata di un’ampia stalla dove gli animali da tiro (cavalli e muli) potevano riposarsi ed essere rifocillati. Il locale era molto frequentato da carrettieri e commercianti, perché si trovava sulla direttrice Biella - Gattinara e sulla via per Vercelli; un tempo lungo le principali vie di transito sorgevano numerose osterie, quasi come le stazioni di una “via crucis” dove i conducenti dei carri si sentivano in obbligo di fermarsi ...a volte spendendo per il vino buona parte della somma guadagnata con la vendita delle loro merci. 

In questa fotografia di Alfonso Sella del 1963 è ancora ben visibile il dipinto raffigurante Sant'Antonio abate




Un’altra categoria di avventori del locale era rappresentata dai contadini di Masserano che andavano a coltivare i campi della Baraggia e vi facevano sosta perché il paese distava non meno di quattro chilometri. Pur essendo piuttosto trafficato, il luogo era comunque isolato ed esposto al rischio di visite sgradite. Sappiamo ad esempio che nel 1849 l’osteria fu vandalizzata “da vari soldati fuggiaschi dopo la battaglia di Novara” che causarono  ben 800 lire di danni: Margarita Marucchi, vedova di Francesco aveva presentato richiesta di risarcimento all’Intendenza della Provincia di Biella, ma nel 1851 attendeva ancora di essere soddisfatta. 




Un’altra categoria di clienti pericolosi erano i briganti che infestavano la Baraggia depredando i carrettieri e che a volte bussavano in piena notte alla porta, pretendendo di avere un piatto di minestra e un litro di vino! Dopo la morte di Margherita nel 1867 la gestione passò a suo figlio Giovanni Marucchi, e poi alla figlia di questo, Angela detta ”Angilòt”, che tenne l’osteria con il marito Emilio Lanza.  




Nel 1933 si festeggiò il “centenario” (interpretando erroneamente come “1833” la data 1835 incisa su di una lastra di pietra): nel cortile fu imbandita una tavolata con 220 commensali,  fu allestito il “balpalchèt” ed arrivò persino la giostra “pé ‘nt al cül” per i giovani! La famiglia Lanza tenne l’osteria sino ai primi anni ‘50 del secolo scorso, poi la affittò ad una famiglia bresciana, i quali chiusero definitivamente nel 1958-1959.

 Testo di Sergio Marucchi

Immagini di Enea Grosso



giovedì 23 giugno 2022

Una nuova avventura



Da quando è iniziata l'avventura dello scrivere libri, che poi non sono altro che collezioni di incontri avuti negli anni con tante persone, si è certamente mossa dell'energia. Come spesso dico, da una iniziativa scaturisce almeno un appiglio che porta a una nuova esperienza.

San Vigilio



Un campanile in pietra, rustico e antico, svetta fra gli alberi. È il richiamo che attendevo e lo avvicino certa di perdermi in un momento da condividere.

domenica 5 giugno 2022

Io sono la mia luce nella notte #poesia #poetry #encodedfrequency

 
Picture created by Grethel Borrego (Encodedfrequency)


Io sono la mia luce nella notte
e sul mare nero cavalco
un azzurro destino
-  e mentre tutt'intorno 
il mondo inghiotte
se stesso con bocche di follia
dalla preghiera rinasce
la spada adamantina 
della Terra.
(Enea Grosso)

Thank you to Grethel Borrego for her picture and light codes. (Grethel Borrego)

I am my light in the night
and on the black sea I ride
a blue destiny
- and while all around 
the world swallows isfels
with mouths of madness
from prayer is reborn
the Earth's 
adamantine sword.
(Enea Grosso)


Yo soy mi luz en la noche
y en el mar negro cabalgo
un destino azul
- y mientras que el mundo
se traga a sí mismo
con bocas de locura
de la oración renace
la espada adamantina 
de la Tierra.
(Enea Grosso)

Ich bin mein Licht in der Nacht
Und ich reite 
auf dem schwarzen Meer
ein blaues Schicksal
- und während rundherum 
die Welt schluckt sich selbst
 mit Mündern des Wahnsinns,
aus dem Gebet wiedergeboren wird
das eiserne Schwert der Erde.
(Enea Grosso)










giovedì 2 giugno 2022

A lado de mi vida hay un sol #poesia #poetry

 
Picture created by Abigail Wainwright - https://quantumlightcodes.com/


A lado de mi vida hay un sol
con los rayos blancos 
brillando
en la noche dorada
y todo lo que cruza 
mi alma
- duda, polvo, dolor -
se quema en mis manos 
de fuego - se vuelve
en amor. 
(Enea Grosso)

Estas palabras nacieron en español. Llegaron en la noche y me despertaron.
These words were born in Spanish. They came at night and woke me up. 
Diese Worte wurden auf Spanisch geboren. Sie kamen in der Nacht und weckten mich auf.


Next to my life 
there is a sun
with white rays 
shining
in the golden night
and everything that crosses 
my soul
- doubt, dust, pain -
burns in my hands 
of fire  and turns
into love. 
(Enea Grosso)


Accanto alla mia vita 
c'è un sole
dai raggi bianchi
che brilla
nella notte dorata
e tutto ciò che incontra 
la mia anima
- dubbio, polvere, dolore - 
brucia nelle mie mani
di fuoco
e diventa amore.
(Enea Grosso)


Neben meinem Leben 
steht eine Sonne
mit weißen Strahlen
leuchtend
in der goldenen Nacht
und alles, was 
meine Seele trifft
- Zweifel, Staub, Schmerz - 
brennt in meinen Händen
des Feuers
und wird zur Liebe.
(Enea Grosso)

Thanks to Abigail Wainwright (https://quantumlightcodes.com/ ) for her  picture and light codes. 
Grazie a Francesca Dalla Pozza  e ad Alessandra Ottina per il costante incoraggiamento a parlare e a scrivere in questa lingua "caliente" e solare.