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domenica 12 aprile 2026

Sul campanile di Masserano #luoghichesonopoesia #innamoratidelbiellese #masserano #territorio

 


"Di impronta romanica (poteva essere datato XI o XII secolo, nella sua struttura più antica) secondo gli esperti della Scuola Superiore d'Arte Cristiana "Beato Angelico" di Milano, che fecero un sopralluogo negli anni 1929-30, è il campanile, situato a destra dell'edificio: ha il suo ingresso nella navata di destra, possedeva l'orologio e 4 campane già nel 1573. Nel 1770 invece è citato perché le campane erano diventate cinque". 

(Tratto da "Chiesa Parrocchiale Collegiata della Santissima Annunziata di Masserano" di Grazia Achino)




Questo "biglietto da visita" introduttivo ci invita a conoscere meglio il campanile di Masserano e le sue campane: inerpichiamoci insieme al suo interno in una visita guidata da Giacomo Baltera...


... Dopo pochi "tornanti" dell'antica scala a chiocciola illuminata dalla luce del cellulare, si è già piacevolmente premiati dal colpo d'occhio sul tetto della chiesa e la piazza antistante. Di curva in curva il panorama si allarga e ci sorprende. 







Sul retro dell'orologio (fotografia di Giacomo Baltera)


Dedichiamo la prima sosta allo stanzino dietro al grande orologio della Collegiata e poi proseguiamo fino alla fine dei gradini in pietra. 

La stanza dell'orologio

Dalla scala a chiocciola in pietra ... 

... alle scale a pioli, fino alle prime due campane.

La salita prosegue lungo  scale a pioli in legno e in metallo...

In primo piano: la campana del Principe. A sinistra: la "Campana dei Bambini"


Superata la prima scala a pioli, ci troviamo al cospetto delle due campane più piccole e più antiche: una è quella  di  Carlo Besso Ferrero Fieschi (1721, suonata ormai solo a martello ), mentre l'altra è la cosiddetta "Campana dei Bambini", la più antica ((del 1500) e più piccola di tutte, così chiamata perché i suoi rintocchi annunciavano la scomparsa di bambini non battezzati. Oggi suona anch'essa a martello insieme alla sorella più grande in occasione delle "baudette" e "ducali" delle grandi feste, nonché durante la cosiddetta Agonia. Si distingue dalle altre per la sua forma più conica e stretta, tipica del Rinascimento. 





Procediamo la prudente ascesa verso il piano successivo, suscitando sorpresa tra i pennuti poco avvezzi ad avere ospiti... 


... e infilando lo sguardo nei pertugi  che regalano incantevoli scorci sui tetti sempre più lontani. 

"Bisogna chiudere bene le aperture, o colonizzano il campanile!" borbotta  Giacomo mentre  sistema con cura la zanzariera ad una finestra,  ben intenzionato ad ignorare le proteste dei piccioni abusivi e a lasciarli fuori a cercarsi un altro hotel.  Risolta la questione, ci accostiamo alla successiva coppia di campane: quella dell'Angelus o "Ave Maria" e quella del Requiem. 


A sinistra: la campana dell'Ave Maria. A destra: quella del Requiem. 


"La campana dell'Ave Maria (realizzata da Roberto Mazzola nel 1911) riporta un'immagine della Vergine Maria e la citazione "Angelus Domini nuntiavit Mariae" - mi spiega Giacomo. 
"Rifusa in occasione dell'Incoronazione della Salus Infirmorum, è colei il cui rintocco da più di 100 anni saluta l'ultimo sole alle 19 e invita i masseranesi ad un momento di raccoglimento in preghiera. In passato avvertiva acne  i lavoratori nelle campagne che era ora di tornare a casa, fungendo quindi da coprifuoco. Ha un bel suono argentino che echeggia tra le chiome degli alberi  fino a Rongio e a Brusnengo d'estate, e fende il freddo vento che soffia sui tetti  e le strade d'inverno".


L'Ave Maria dal suono delicato e argentino

"Questa a fianco invece è la campana da Requiem, realizzata da Achille Mazzola nel 1991", prosegue Giacomo. "I suoi rintocchi, suonati a martello velocemente. annunciano a Masserano che uno dei suoi abitanti è tornato alla casa del Padre, nella sequenza di scampanate chiamata ancora oggi "Agonia". Chiude la frase musicale il campanone in cima, che incontreremo tra poco". 



Sono quasi le 19. Ci soffermiamo in attesa che partano i rintocchi soavi  dell'"Ave Maria" ... Invece, inaspettatamente, il saluto della sera è scandito dal suono grave della campana del Requiem! Aspettiamo pazienti in un angolo che il concerto abbia il suo corso. Questo d'altronde era il motivo della non prevista salita alla torre della chiesa: Giacomo aveva notato qualcosa che non quadrava nella centralina di comando in sacrestia. Mentre noi siamo quassù, c'è Martina che tiene d'occhio la "scatola dei comandi" al piano terra. 





Parte il concerto della sera...ma con la campana del Requiem!



Terminato il concerto dal suono severo, riprendiamo a salire lungo l'ultima scala a pioli, in metallo. "Finché ondeggia, vuol dire che va tutto bene, mi diceva mio nonno Francesco". 
Dando fiducia alla mia guida e a suo nonno, m'arrampico anch'io lungo la scala ondeggiante che conduce al campanone (realizzato da Achille Mazzola nel 1983), alloggiato nella lanterna del campanile.  

""
"Finché ondeggia, va tutto bene"

"Dedicato ai Santi Teodulo e Vitale, oltre che a San Carlo Borromeo, il grande "Campanun" ha sempre l'onore dell'ultima parola nelle frasi musicali. Campana civica per eccellenza, sveglia i masseranesi alle 7 e annuncia loro il mezzogiorno, oltre a scandire le ore. La domenica è accompagnato dalle altre due sorelle oggi motorizzate - quella dell'Angelus e quella del Requiem".


Il "Campanun" (Achille Mazzola, 1983)

La mia guida aggiunge qualche dato molto tecnico sul gruppo di campane.
"È un concerto di 5 campane in Mib3, con scala di Salve Regina con rinforzo di II", mi spiegherà nei giorni successivi, rispondendo alle mie tante domande seguite alla visita. 
"Il sistema si compone di 3 maggiori (sistema ambrosiano) e 2 minori (con ceppo ligneo, mezzoambrosiano).
"Ambrosiano" significa che la campana è dotata di ruota che le permette di girarsi "a bicchiere", per pause durante i concerti. Il "mezzoambrosiano"  è un sistema di suonata a corda che prevedela trave di legno cui è attaccata la corda. Questo permette alla campana di ruotare fino a 180 gradi sul telaio. Nell'ambrosiano può invece girare di 360 gradi, alla spagnola". 

Sopra alle nostre teste rimane la cima vera e propria, non visibile e non raggiungibile dalle scale,  che ospita il "fungone" con la croce e la cupoletta ornata di maioliche tirolesi gialle e verdi, come la facciata.  



Prima di ritornare sui nostri passi e prepararci alla discesa, ecco la parte più bella e panoramica di questa visita improvvisata: la balconata attorno al campanone. 


La luce che annuncia il tramonto definisce e dà risalto ai dettagli delle case, delle chiese e delle colline tutt'intorno, sotto allo sguardo maestoso del Monte Barone. 







Sulla destra: Il Palazzo dei Principi Ferrero Fieschi




San Teonesto (a sinistra) e Santo Spirito (il campanile a destra, nei pressi di Palazzo Corrado Novaro )



Il Monte Barone di Coggiola  svetta nel cielo  di Pasquetta.

La villa arcivescovile - detta "Belvedere" dai masseranesi -  con il Monte Barone sullo sfondo




Testo e immagini di Enea Grosso e Giacomo Baltera.
Ringrazio Giacomo per il dettagliato racconto, per l'attenta rilettura della bozza  e per le informazioni tratte dal libro di Grazia Achino.



























giovedì 20 novembre 2025

Preghiera alla Salus Infirmorum #poesia #madonnanera #littleprayer

 

Sale la mia preghiera
in questa chiesa
con la voce silenziosa 
della fiamma
di una candela accesa 
alla Madonna
che dal suo volto antico
tutto osserva
e ogni pena affida 
ad una stella.
(Testo e immagini di Enea Grosso)



My prayer rises
in this church
with the silent voice 
of the flame
of a candle lit 
at the feet 
of the Holy Mother
whose ancient face,
everything
observes
and commends 
every sorrow 
to a star.
(Text and images by Enea Grosso)









Questa piccola preghiera è arrivata il tre Novembre, ma le parole hanno trovato la loro risoluzione solo dopo quasi due settimane, spontaneamente. 

 This little prayer arrived on 3 November, but the words only found their way into full shape after almost two weeks, spontaneously. 






martedì 27 maggio 2025

Raccordo dal Santuario della Brughiera alla Conca dei Rododendri e Casa Zegna (anello) - fotografie - photogallery #innamoratidelbiellese #oasizegna #luoghichesonopoesia

 



Testo e immagini di Enea Grosso


Dal Santuario della Brughiera (Trivero, Oasi Zegna) parte un sentiero che, attraverso il bosco e il Villaggio Residenziale, conduce alla Conca dei Rododendri.
Per una passeggiata ad anello, invece di tornare sui propri passi si può imboccare il sentiero che dal Villaggio scende al Centro Zegna e Casa Zegna, e da lì attraversare Trivero lungo la strada asfaltata, fino a ritrovare la deviazione verso il Santuario della Brughiera.
In alternativa, attraverso un portico accanto all'unica fontana, si può imboccare il Sentiero della Fantasia, risalire verso il bosco e poi, tenendo la sinistra, ripercorrere parte del sentiero dell'andata. 






Proseguendo lungo l'asfalto si procede in direzione Bocchetto Luvera o San Bernardo, o si può fare un giro ad anello passando da Capomosso. A sinistra invece s'imbocca il raccordo che conduce alla Conca dei Rododendri.







Al ponte di legno si sale, si costeggia la recinzione di una casa e si arriva allo sterrato che porta al Villaggio Residenziale 

I boschi della Fata della Brughiera
https://www.baffidigatto.com/2017/08/la-fata-della-brughiera-di-enea-grosso.html






La chiesa di Trivero e le bandiere azzurre sul tetto del Centro Zegna


Attraversando il Villaggio s'incontra un sentiero cheattraverso il bosco,  sale alla Conca dei Rododendri



In cima ai gradini, a sinistra si arriva rapidamente all'area picnic; a destra si entra nel cuore della Conca


















Padiglione Dan Graham


Scendendo verso il padiglione a specchio di Dan Graham e oltre, fino ad incontrare la strada Panoramica Zegna, svoltando a destra e tenendo la strada più bassa (tra le due che riconducono al Villaggio Residenziale), sulla sinistra si può scendere fino al Centro Zegna e Casa Zegna lungo un sentiero ben tracciato.






La Signora Trussardi e i suoi berretti di lana









La chiesetta accanto all'ingresso di Casa Zegna




Casa signorile a Trivero





Variante "Fantasia", che ci riporta al sentiero nel bosco...

https://www.baffidigatto.com/2017/08/due-passi-al-santuario-della-brughiera.html



... o il ritorno alla Brughiera percorrendo la strada asfaltata.