mercoledì 21 luglio 2021

Torneremo piccoli


di Anna Arietti

Entri piano al mattino a Oropa. È un giorno lavorativo e non c'è nessuno. Giusto il panettiere che arriva con i sacchi bianchi del pane e il cameriere che sistema le tovaglie sui tavoli. Scatti qualche foto, che sono le stesse di sempre, ma ogni volta nuove per la luce e per i colori. Il passo scricchiola sui sassolini che portano al sagrato della Basilica antica del santuario e al burnel, che gorgoglia di continuo.

martedì 20 luglio 2021

Villa Cridis, dimora dal fascino irresistibile



di Anna Arietti

C'è un luogo a Cossato, in provincia di Biella, che è di un fascino irresistibile per i ragazzini e anche per gli adulti. È Villa Cridis, circondata da sempre da un alone di mistero che ha dato vita a diverse leggende più o meno fantasiose in cui compaiono luci, fuochi e immancabili fantasmi.

venerdì 2 luglio 2021

La Maria delle punture



di Anna Arietti

Quando a Cossato si parla di iniezioni, la generazione dei settanta-ottantenni pensa alla Maria delle punture, Maria Rogin. Una donna energica e socievole, dai capelli di un bel nero corvino, originaria del Veneto.

mercoledì 23 giugno 2021

L'energia pura nell'aria (di Pier Emilio Calliera)



C’è un profumo di buono nell’aria, è carezza profumata e gentile, una carezza di un’aurora d’estate dopo la pioggia gentile nella sera. Ha rinnovato ogni cosa, si sente l’aria fresca, come se fossi in montagna più vicino al cielo, dove le preghiere salgono subito a farti sentire l’anima più leggera.

domenica 13 giugno 2021

La "levatrice" Jolanda Fassio, ricordo di Maddalena Rosa


di Anna Arietti

Basta pronunciare il nome Jolanda che a Cossato si leva un coro di approvazione. Il pensiero si ricollega all'ostetrica, alla levatrice, come si diceva ai tempi in cui esercitò fra gli anni Cinquanta e Ottanta, quando fece nascere migliaia di bambini, si dice più di quattromila, tutti in casa.

venerdì 11 giugno 2021

"Pino Scaccia, un inviato con l'anima", l'ultimo libro di Anna Raviglione


di Anna Arietti

L'ultimo libro di Anna Raviglione nasce in un contesto certamente diverso da come la professoressa biellese l'aveva pensato. O meglio, da come lei e il giornalista Pino Scaccia, prematuramente scomparso, l'avevano immaginato.

martedì 8 giugno 2021

Sguardi spaventosi, scenografia Art Nouveau a Cossato


di Anna Arietti

Maria Grazia Rossi ci porta a conoscere gli sguardi "spaventosi" di Cossato, in provincia di Biella. Guardare, spesso non è ancora apprezzare. A volte serve che ci prendano per mano e che con passione ci accompagnino alla scoperta di ciò che abbiamo davanti agli occhi da sempre. Che, in un certo senso, ci insegnino a vedere.

lunedì 31 maggio 2021

L'albero con il nasone


di Anna Arietti

Potrebbe entrare a far parte dei primi dieci alberi più strani e incredibili del mondo, ma per il momento l'unica fantasia che accende è quella dei Cossatesi, in provincia di Biella (Piemonte).

martedì 25 maggio 2021

Ninaì: "La musica per me è volo"


di Anna Arietti

Incontriamo Ninaì nella sua casa, in un ambiente luminoso e colorato, allineato alle fonti da cui trae ispirazione, il Biellese, terra che ama profondamente, rivelandoci un profilo di sé poco conosciuto.

domenica 23 maggio 2021

La preghiera del bosco - The Wood's Prayer #poesia


 Io non so se pianga mai la margherita
e se la felce di smeraldo sorrida
quando a Maggio il suo verde sfavilla
- sono indegna della lingua del bosco -
posso solo sostare a spiarne
la muta preghiera.
(Testo e immagini di Enea Grosso)





I don't know if daisies ever cry
and the emerald ferns ever smile
when in May their green is  shining
- I'm unworthy of the wood's language - 
I can just stop and spy 
its silent prayer.
(Enea Grosso, words & images)



These words were born after walking in the wood in Curino (Biella, Piedmont), exploring new paths for future excursions on the hills near home: my small "recollection in tranquillity" (to quote  William Wordsworth)!





Questi pensieri sono nati al ritorno da una camminata nei boschi a Curino (Biella, PIemonte), esplorando nuovi sentieri per future escursioni sulle colline a due passi da casa: la mia piccola "recollection in tranquillity*" (per citare William Wordsworth)!


Curino San Nicolao

*ricordo (di quanto visto in passeggiata)  in tranquillità


Cantone Colmo di Curino (Biella)

Testo e immagini di Enea Grosso











venerdì 14 maggio 2021

Biografemi - Biographemes



"A cinque anni fu casualmente ostetrica della capra tibetana Mariolina, ma non divenne mai un veterinario".

"At the age of five, she happened to be the midfiwe of her Tibetan goat Mariolina, but she never became a vet". 


"Indossava sempre un fiore finto fra i capelli, le piaceva evocare la felicità con mezzi banali". 

"She used to always wear a fake flower on her hair, she liked evoking happiness through ordinary tools". 



 "Con il concetto di "biografema" - concetto che si deve a Roland Barthes - si vuole parlare di un brevissimo scritto, oppure un frammento, un'immagine della memoria, che ferma l'attenzione su di un momento di vita di un personaggio. Un modo d'essere, un gesto, una passione, un hobby di una persona possono essere il tema di poche righe attraverso la memoria".

Così ha spiegato  il Prof. Marco Conti durante una sua lezione sull'autobiografia all'Università Popolare Biellese. Un concetto che mi è piaciuto subito, forse perché lo percepisco affine al linguaggio poetico. 
E così ho giocato con frammenti di me stessa, in un misto di affetto e autoironia. E ho colto l'occasione per rendere omaggio alla mia amatissima Mariolina e a sua figlia Ketty, compagne di giochi nel cortile della Cascina Vota tra risaie e baraggia. 

(Testo e immagini di Enea Grosso)







martedì 4 maggio 2021

Il parco di Villa Berlanghino


di Anna Arietti

La veste primaverile in cui cogliamo il parco ci sprona a riproporlo. La nostra visita si svolge in un giorno di sole, dopo diversi giorni di pioggia. Gli alberi e l'erba sono di un verde particolarmente brillante.

giovedì 22 aprile 2021

Riflessioni caute, di cui abbiamo bisogno


di Anna Arietti

È una conversazione fra amici, nata sorseggiando una spremuta di arancio in un giorno di primavera, a poco più di un anno da quando si è diffuso il nuovo coronavirus del 2019. Portiamo una ragionevole resistenza al pensiero diffuso, e purtroppo unico, e manteniamo riserbo sull'ospite, che per la semplice e composta esposizione dei propri pensieri, medico di lunga esperienza, non merita di essere martirizzato. Cosa che di questi tempi avverrebbe.

domenica 18 aprile 2021

Se mi si parla del freddo di Marzo #racconto breve

 


Testo e immagini di Enea Grosso


Se mi si parla del freddo di Marzo, allora eccomi lì al mio primo funerale senza chiesa né predica, con cinque gradi e un prete polacco, in una luce plumbea.

La morte era arrivata poco prima, all’alba di sabato 21, con un triplice benevolo messaggio (forse per farsi perdonare la lunga e straziante agonia): l’arrivo della luce  e della primavera, alla vigilia di un giorno di festa. Se a tutto ciò aggiungo il sorriso inatteso sul volto sereno di mio padre – dopo giorni di tormento, ricurvo nel letto come un feto nato già cadavere – allora devo proprio riconoscere che la Morte ha un cuore e un modo tutto suo per farci una carezza nella pena. Ripensando a quel 23 di Marzo, oserei persino dire  che sia un angelo; forse uno tra i più saggi e luminosi, visto il suo compito difficile, fine, gravoso, soggetto ad ingiurie e maledizioni senza sosta.

In quel mattino gelido lei c’era. E come tutti gli esseri dei mondi invisibili, comunicava nel codice  segreto della luce, che scivola attraverso  bocche e occhi ignari di esserne il veicolo: negli sguardi empatici e sinceri degli addetti alle pompe funebri, partecipi e attenti non solo per dovere e professionalità; nella calma che tutto pervadeva – presenza invisibile eppure fisicamente tangibile che rendeva il cimitero un luogo in cui poter restare senza strazio, ne ostilità, né bisogno di piangere o fuggire. C’era una mano grande che muoveva i fili del mattino come le corde di una gigantesca arpa birmana accordata sul “la” di un amore “alto”, “altro”, avvolgente, ovunque presente, un ingrediente benefico sciolto nell’aria che non serve cercare con respiri profondi. Semplicemente c’è, come il "profumo – non profumo" del cielo pulito dopo la pioggia.

Era altresì  perfettamente chiaro – come un tacito accordo – che il momento più crudo e temuto, scandito dalla cazzuola sulla calce e sui mattoni, era già sciolto, risolto, vinto.

Docilmente abbandonata al corso degli eventi, mi chinai con garbo verso il muratore per rivolgergli una parola gentile. Certamente stava svolgendo il suo lavoro; ma altrettanto certamente c’erano alternative più allettanti per iniziare una settimana di primavera, ad un grigio lunedì di freddo insolito, dentro ad una tomba in un cimitero deserto, in zona rossa.

La risposta del muratore  al mio saluto illuminò l’antro di cemento.

“Sa, io sono il genero della Edda”, mi disse con un sorriso buono.


La Edda! Di nuovo la Morte mi parlava con la sua carezza d’altri mondi. La Edda.  La signora che aveva fatto amicizia con mio papà. Sedevano sempre vicini, sulle loro sedie a rotelle. A loro modo facevano lunghi discorsi, ognuno nel proprio confuso linguaggio, che per le loro anime così confuso non doveva essere.

Nel distacco – occasionale, permanente,  o conquistato con una profonda interiore disciplina – dall’ostinato chiacchiericcio della mente, il codice di luce si fa breccia tra i respiri della morte e della vita.

P.S.: grazie a Marco Conti per lo stimolo creativo alle sue lezioni di UPB (Università Popolare Biellese)


giovedì 15 aprile 2021

Il futuro non (si) chiude


di Anna Arietti

La commozione arriva, eccome, dalla piccola folla che si è radunata martedì 13 aprile a Vercelli, in corso Garibaldi. La manifestazione "Il futuro non (si) chiude" coinvolge tutte le imprese e gli operatori del commercio, del turismo e dei servizi, colpiti dalle restrizioni imposte dal Governo per la pandemia ed è promossa da Fipe - Ascom Confcommercio. Nello stesso momento scendono in piazza anche a Roma. È una protesta ordinata, decisa. Dignitosa.

martedì 13 aprile 2021

Oggi si è alzato il Vento e la Primavera #poesia Today the Wind rose and Springtime #poetry

 

O
ggi si è alzato il Vento e la Primavera
è tornata su un destriero di sole
ha sguainato una spada di gemme
allattate col sangue della Terra
e ha mozzato gli artigli del Male,
ne ha gettate le squame nella melma
dell'alchemica fucina del Buio
dove l'Inferno brucia in un fuoco 
dalle ceneri d'oro.
(Testo e immagini di Enea Grosso)




Today the Wind rose and Springtime
came back on a charger of sun
unsheating its sword made of buds
breastfed with the blood of the Earth
and cut off the Evil's claws
and threw its scales into the mud
of the alchemical forge of the Dark
where Hell burns in a fire 
with gold ashes.
(Enea Grosso, words&images)



Nelle fotografie: Roasio, Frazione Castelletto (Biella, Piemonte)

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Ringrazio l'amica Silvia di Roasio per questa foto bucolica e primaverile