mercoledì 21 luglio 2021
Torneremo piccoli
martedì 20 luglio 2021
Villa Cridis, dimora dal fascino irresistibile
C'è un luogo a Cossato, in provincia di Biella, che è di un fascino irresistibile per i ragazzini e anche per gli adulti. È Villa Cridis, circondata da sempre da un alone di mistero che ha dato vita a diverse leggende più o meno fantasiose in cui compaiono luci, fuochi e immancabili fantasmi.
lunedì 19 luglio 2021
venerdì 2 luglio 2021
La Maria delle punture
mercoledì 23 giugno 2021
L'energia pura nell'aria (di Pier Emilio Calliera)
domenica 13 giugno 2021
La "levatrice" Jolanda Fassio, ricordo di Maddalena Rosa
venerdì 11 giugno 2021
martedì 8 giugno 2021
Sguardi spaventosi, scenografia Art Nouveau a Cossato
lunedì 31 maggio 2021
L'albero con il nasone
Potrebbe entrare a far parte dei primi dieci alberi più strani e incredibili del mondo, ma per il momento l'unica fantasia che accende è quella dei Cossatesi, in provincia di Biella (Piemonte).
sabato 29 maggio 2021
Transumanza 2021 - La partenza da Brusnengo (Biella) video

martedì 25 maggio 2021
Ninaì: "La musica per me è volo"
domenica 23 maggio 2021
La preghiera del bosco - The Wood's Prayer #poesia
quando a Maggio il suo verde sfavilla
- sono indegna della lingua del bosco -
posso solo sostare a spiarne
la muta preghiera.
venerdì 14 maggio 2021
Biografemi - Biographemes
"Con il concetto di "biografema" - concetto che si deve a Roland Barthes - si vuole parlare di un brevissimo scritto, oppure un frammento, un'immagine della memoria, che ferma l'attenzione su di un momento di vita di un personaggio. Un modo d'essere, un gesto, una passione, un hobby di una persona possono essere il tema di poche righe attraverso la memoria".
martedì 4 maggio 2021
Il parco di Villa Berlanghino
giovedì 22 aprile 2021
Riflessioni caute, di cui abbiamo bisogno
domenica 18 aprile 2021
Se mi si parla del freddo di Marzo #racconto breve
Testo e immagini di Enea Grosso
Se mi si parla del freddo di Marzo, allora eccomi lì al
mio primo funerale senza chiesa né predica, con cinque gradi e un prete
polacco, in una luce plumbea.
La morte era arrivata poco prima, all’alba di sabato 21,
con un triplice benevolo messaggio (forse per farsi perdonare la lunga e
straziante agonia): l’arrivo della luce
e della primavera, alla vigilia di un giorno di festa. Se a tutto ciò
aggiungo il sorriso inatteso sul volto sereno di mio padre – dopo giorni di
tormento, ricurvo nel letto come un feto nato già cadavere – allora devo
proprio riconoscere che la Morte ha un cuore e un modo tutto suo per farci una
carezza nella pena. Ripensando a quel 23 di Marzo, oserei persino dire che sia un angelo; forse uno tra i più saggi
e luminosi, visto il suo compito difficile, fine, gravoso, soggetto ad ingiurie e
maledizioni senza sosta.
In quel mattino gelido lei c’era. E come tutti gli esseri
dei mondi invisibili, comunicava nel codice
segreto della luce, che scivola attraverso bocche e occhi ignari di esserne il veicolo: negli
sguardi empatici e sinceri degli addetti alle pompe funebri, partecipi e
attenti non solo per dovere e professionalità; nella calma che tutto pervadeva
– presenza invisibile eppure fisicamente tangibile che rendeva il cimitero un
luogo in cui poter restare senza strazio, ne ostilità, né bisogno di piangere o
fuggire. C’era una mano grande che muoveva i fili del mattino come le corde di
una gigantesca arpa birmana accordata sul “la” di un amore “alto”, “altro”,
avvolgente, ovunque presente, un ingrediente benefico sciolto nell’aria che non
serve cercare con respiri profondi. Semplicemente c’è, come il "profumo – non
profumo" del cielo pulito dopo la pioggia.
Era altresì
perfettamente chiaro – come un tacito accordo – che il momento più crudo
e temuto, scandito dalla cazzuola sulla calce e sui mattoni, era già
sciolto, risolto, vinto.
Docilmente abbandonata al corso degli eventi, mi chinai
con garbo verso il muratore per rivolgergli una parola gentile. Certamente
stava svolgendo il suo lavoro; ma altrettanto certamente c’erano alternative
più allettanti per iniziare una settimana di primavera, ad un grigio lunedì di
freddo insolito, dentro ad una tomba in un cimitero deserto, in zona rossa.
La risposta del muratore
al mio saluto illuminò l’antro di cemento.
“Sa, io sono il genero della Edda”, mi disse con un sorriso buono.
La Edda! Di nuovo la Morte mi parlava con la sua carezza
d’altri mondi. La Edda. La
signora che aveva fatto amicizia con mio papà. Sedevano sempre vicini, sulle
loro sedie a rotelle. A loro modo facevano lunghi discorsi, ognuno nel proprio
confuso linguaggio, che per le loro anime così confuso non doveva essere.
Nel distacco – occasionale, permanente, o conquistato con una profonda interiore disciplina – dall’ostinato chiacchiericcio della mente, il codice di luce si fa breccia tra i respiri della morte e della vita.
P.S.: grazie a Marco Conti per lo stimolo creativo alle sue lezioni di UPB (Università Popolare Biellese)
venerdì 16 aprile 2021
L'abbazia di Sant'Andrea di Vercelli
L'abbazia di Sant'Andrea di Vercelli è un bell'esempio del passaggio dallo stile romanico al gotico.
Il sentiero della lepre
Il sentiero della lepre si trova a Lessona, in provincia di Biella (Piemonte). È un breve percorso accessibile a tutti, anche con la carrozzella, che porta nel cuore del bosco più selvaggio.
giovedì 15 aprile 2021
Il futuro non (si) chiude
martedì 13 aprile 2021
Oggi si è alzato il Vento e la Primavera #poesia Today the Wind rose and Springtime #poetry
ha sguainato una spada di gemme
allattate col sangue della Terra
e ha mozzato gli artigli del Male,
ne ha gettate le squame nella melma
dell'alchemica fucina del Buio
dove l'Inferno brucia in un fuoco
dalle ceneri d'oro.
(Testo e immagini di Enea Grosso)
unsheating its sword made of buds
breastfed with the blood of the Earth
and cut off the Evil's claws
and threw its scales into the mud
of the alchemical forge of the Dark
where Hell burns in a fire
with gold ashes.
(Enea Grosso, words&images)
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| Ringrazio l'amica Silvia di Roasio per questa foto bucolica e primaverile |






















