martedì 24 febbraio 2026

Ho trovato freschezza negli sguardi


A metà mattina il sole non ha ancora raggiunto il profilo della montagna. L’ombra rende l’aria frizzante, intorno ai due gradi, ma si sta bene. È un clima asciutto. Cammino spedita come se dovessi perdermi qualcosa di importante. In effetti gli espositori alla 26° edizione della Fiera delle Capre e la 24° dell’Asinello di Ardesio, in Alta Valle Seriana, in provincia di Bergamo, sono già allineati lungo la via principale del paese, a partire dalla chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire.

A catturare la mia attenzione sono “I Cantur de la baracca”. Procedo tenendo la mia destra, sempre in salita, verso la parte alta del paese e chi incontro? Marzia Verona, la scrittrice, nonché allevatrice di capre. È intenta a scegliere calzini da montagna in una bancarella. La chiamo per nome e cognome e lei solleva lo sguardo nella mia direzione. Mi presento e sembra ricordarmi. La seguo sui social, sui quali pubblica fotografie e commenti inerenti alle proprie attività. Mi fa piacere incontrarla, ma è strano. La sua azienda si trova in Valle d’Aosta ed è la seconda volta che la trovo in Lombardia. La sera precedente lei è stata invitata al convegno che si è tenuto nella sala consiliare: “Vivere in montagna: protagonisti!”. Le domando come è andata, pare che l’affluenza non sia stata molta e il dibattito sia andato troppo per le lunghe, portando i partecipanti ad alzarsi prima della conclusione.

Procedo ancora lungo la via. È un susseguirsi di standisti di prodotti tipici, dai formaggi non soltanto locali, al miele, ai manufatti d’artigianato, fino alle attrezzature agricole e all’abbigliamento del settore. Nella parte alta del paese, incontro gli asini, che la gente accarezza amabilmente, ma non sono certa che loro gradiscano. Ne avvicino uno, che mi guarda come se provasse compassione per me. Ho l’impressione che mi stia dicendo: “Dai, fammi ‘sta carezza pure tu!”. Mi limito a salutarlo.

Vedo tre uomini muscolosi, in mezze maniche, battere un ferro incandescente su un’incudine, con dei grossi martelli, ricordando l’arte secolare dei fabbri ferrai.

Ritorno poi sui miei passi in direzione della sede della Pro loco di Ardesio, punto in cui mi fermo per una sosta. Osservo l’andirivieni di gente, tanta da non potermi avvicinare ai banchi. Molti indossano le tipiche camicie colorate a quadri grandi e gilet spessi. Non distante da me, accompagnato da un ragazzo che suona la fisarmonica, si esibisce il Gruppo canoro “Come eravamo”.

A pochi passi è stato montato il tendone che ospita la rappresentanza di capre, suddivise in piccoli recinti per allevatore e razza. C’è anche un capretto di appena un giorno, rannicchiato su se stesso. A badare a lui c’è mamma capra, estremamente protettiva, non permette a nessuno di avvicinarlo neppure con una mano. Mi fissa e viene verso di me abbassando il capo per mostrarmi le sue belle corna, a buon intendere.

Porto a casa tanti scatti fotografici, qualche pezzo di formaggella, del formai de mut e dei tomini caprini, ma rimarrà con me per un bel po’ anche tanta freschezza che ho ritrovato negli sguardi dei giovani, che con entusiasmo si sono occupati della manifestazione, accompagnando le loro capre al concorso, raccogliendo fondi al banco della Pro loco, a cui ho dato il mio contributo acquistando un bel cappello in feltro. Li ho trovati in tanti ai banchi delle loro aziende agricole, accanto ai prodotti tipici, ma anche a suonare la fisarmonica, a ballare sonate tradizionali. Erano ovunque indaffarati e sorridenti, a sostenere il loro territorio, parlando l’Ardés, una variante montana del dialetto bergamasco. Ardesio si trova a un’altitudine di 608 metri e appena il sole scompare dietro alle nuvole e a breve dietro alla montagna, l’aria si fa pungente. Sa d’inverno.

Anna Arietti
(testo e immagini)




I diritti relativi ai testi, alle fotografie e ai video presenti in questo portale, ove non diversamente indicato, sono di proprietà di chi collabora con noi e degli autori stessi.

L’utilizzo di piccole parti è concesso a condizione che venga SEMPRE citata la fonte, nome e cognome dell’autore e questo sito web. Siamo grati a coloro che ce ne daranno comunicazione.

Per informazioni o segnalazioni potete scrivere ad anna.arietti@gmail.com
























































































I diritti relativi ai testi, alle fotografie e ai video presenti in questo portale, ove non diversamente indicato, sono di proprietà di chi collabora con noi e degli autori stessi.

L’utilizzo di piccole parti è concesso a condizione che venga SEMPRE citata la fonte, nome e cognome dell’autore e questo sito web. Siamo grati a coloro che ce ne daranno comunicazione.

Per informazioni o segnalazioni potete scrivere ad anna.arietti@gmail.com

Nessun commento:

Posta un commento