Partecipare alla distribuzione della fagiolata è un’esperienza che lascia qualcosa addosso e non è soltanto il vapore della zuppa che sale dal pentolone e inevitabilmente impregna i vestiti. È entrare nella vita della comunità. È sorridere di nulla e di tutto, con quella semplicità che ormai troppo spesso ci sfugge. Domenica scorsa la preparazione dei fagioli si è svolta nel cortile dell’oratorio della chiesa di Santa Maria Assunta. Quando siamo giunti per la tradizionale foto di rito, con le autorità in primo piano, che pubblichiamo, il Don, don Fulvio, era ancora in chiesa a ultimare la celebrazione dell’eucarestia, l’abbiamo udito attraversando il sagrato. Nella parte in ombra dell’oratorio, ad accogliere le prenotazioni di zuppa e salamini, era schierata l’infreddolita Raffaella, a cui si è poi aggiunta Sandra. Sul tavolino spiccavano un salame e una formina di maccagno con scritto: “Indovina il peso”, alla memoria di una cultura carnevalesca in via d’estinzione, dei tempi in cui con la fagiolata si proponeva l’intrattenimento, la stima e l’untissimo palo della cuccagna. Nelle retrovie, accanto al paiolo della fagiolata in cottura, a mescolare con un lungo mestolo in legno, c’era Giorgio, affiancato da Giuseppe, Rita, Sergio e Luigi, spesso silenzioso, ma di riferimento. Accanto a loro, in un altro pentolone, bollivano i salamini appesi a piccole corde. È stato un susseguirsi di battute su chi stava lì dalle 7 del mattino e chi aveva cercato di fare il furbo arrivando ben dopo e si rideva di gusto, mentre nel campetto dell’oratorio si accodavano le persone munite di contenitori. C’è stato qualche tentativo di bruciare la fila, ripreso subito con il sorriso, come il Ricco della Margherita, protagonista rumoroso. Sono arrivati poi il Don, a cui è stato consegnato l’armamentario per la preghiera e la benedizione, paramenti e aspersorio, il sindaco Enrico e il vice Carlo. Non è stato facile stizzire tutti, aleggiavano parole, come: “Voglio tre salami”. E poi è stata festa: si chiacchierava a gruppetti, in attesa dei mestoli fumanti.
Anna Arietti
(testo e fotografie)
Il testo è stato scritto per "La Provincia di Biella.it - edizione del 07 febbraio 2026 -.
I diritti relativi ai testi, alle fotografie e ai video presenti in questo portale, ove non diversamente indicato, sono di proprietà di chi collabora con noi e degli autori stessi.
L’utilizzo di piccole parti è concesso a condizione che venga SEMPRE citata la fonte, nome e cognome dell’autore e questo sito web. Siamo grati a coloro che ce ne daranno comunicazione.
Per informazioni o segnalazioni potete scrivere ad anna.arietti@gmail.com
I diritti relativi ai testi, alle fotografie e ai video presenti in questo portale, ove non diversamente indicato, sono di proprietà di chi collabora con noi e degli autori stessi.
L’utilizzo di piccole parti è concesso a condizione che venga SEMPRE citata la fonte, nome e cognome dell’autore e questo sito web. Siamo grati a coloro che ce ne daranno comunicazione.
Per informazioni o segnalazioni potete scrivere ad anna.arietti@gmail.com


Nessun commento:
Posta un commento