giovedì 4 settembre 2025

Il borgo di Rialmosso e il professor Luigi Boffa Tarlatta



Lasciata la via principale per l’Alta Valle Cervo, al bivio per Rialmosso, a rapirmi è il verde brillante del fogliame dei boschi che si staglia sul cielo limpido, estivo. E l’aria cambia. Posteggiata l’auto nel primo parcheggio che incontro salendo, sulla destra, dirimpettaio alla cappella votiva nella cui nicchia è raffigurato Gesù sulla croce, ad accompagnarmi lungo il cammino è il gorgoglio del rio, che porta lo stesso nome del borgo ed è un’affluente del torrente Cervo.

Alzando lo sguardo scorgo il campanile della chiesa dei Santi Giacomo e Filippo del 1600, sulla cui facciata c’è scritto: “Sul mare M.ri 787”.

Sono le 10 di domenica mattina ed è in corso la celebrazione della santa messa. Ci trovo don Paolo Clerico intento nelle letture con l’aiuto di una grande lente d’ingrandimento. Dinanzi a lui conto una decina di fedeli sparsi qua e là fra i banchi, con i loro anni. Mi spunta il sorriso nel constatare la presenza di una giovane coppia con due bimbi piccoli. A seguire, lo stupore permane osservando gli ampi raggi di sole che entrano dalle finestre alte. È proprio l’atmosfera che speravo di vivere nel piccolo borgo di montagna.

Riprendendo la passeggiata, sfioro cespugli di ortensie blu e il tronco di un grande noce, accanto al quale si erge il pilone dedicato alla memoria dei Caduti della Prima guerra.

La strada procede in salita fra muri in pietra e scorci sul vallone.

Passo sotto a un arco che accoglie la cappella in cui è raffigurata la Madonna. Poco oltre, sulla destra, imbocco il sentiero ciottolato a gradini ampi, che in breve conduce al cuore del borgo, fra case rustiche, scale in legno e fontanelle. Su un’insegna scritta a mano leggo “Mostra”. È un sentirmi a casa, tant’è che non tardo a udire il “ciao” di Piera Oddone, che mi accoglie nella comunità e che sarà la mia Cicerone nella visita dell’esposizione delle opere di Luigi Boffa Tarlatta e dei suoi allievi Lino Martiner Giore e Lino Balocco, allestita nella sala del Nuovo circolo Rialmossese, tra fine luglio e inizio agosto, motivo principe della visita in valle.

Il Circolo culturale Rialmossese è sorto nel 1912 ed è attualmente composto da un centinaio di soci, non tutti residenti. Organizzano la fagiolata in inverno e la castagnata in autunno, quali momenti di aggregazione. Quest’anno hanno proposto due corsi, di pittura e di tessitura, una conferenza sull’astronomia e una sulla musica. Stampano sempre il calendario a tema. L’odierno è dedicato ai 60 anni dalla morte di Luigi Boffa Tarlatta, appunto. La carica di presidente per il triennio 2024/2026 spetta a Valerio Boggio. Vicepresidente è Piera Oddone. La segretaria è Lidia Mazzuchetti e i consiglieri sono Giuseppe Boggio, Tiziano Didaglio, Pietro Grosso N. e Valentin Nasturica. Va ricordato che alle iniziative collaborano in tanti.

Il primo quadro che mi viene illustrato è un dono di Martiner Giore al Circolo. È il ritratto del maestro Boffa Tarlatta nell’atteggiamento del pensatore, con la mano destra che sorregge il mento. L’esposizione delle opere prosegue ancora con un ritratto realizzato dal maestro nel 1909, quando aveva appena 16 anni, di Giacomo Boffa Molinar, con la barba bianca, che ricorda Capitan Findus, come mi viene fatto notare sorridendo.

«Abbiamo poi un’opera che riporta allo stile di Monet, con le ninfee – spiega ancora Piera -, ma Boffa Tarlatta era soprattutto ritrattista. È stato un pittore nato e morto a Rialmosso, ma nella vita ha viaggiato molto. Nella sala del Parlamento di Lima, in Perù, c’è una sua opera. Alcuni dei quadri esposti da noi sono stampe, altri appartengono a collezioni private».

Giungiamo poi a un autoritratto, davanti al quale mi viene detto, sempre con una pennellata di simpatia, che “il maestro era un bel tipo”.

Lino Martiner Giore di Montesinaro di Piedicavallo, suo allievo, invece, predilige i paesaggi ed è autore di due volumi di fotografie e poesie, anche in dialetto. Lino Balocco, l’altro allievo, i cui quadri sono esposti alla memoria, era di Tollegno, autore di nature morte e ancora di paesaggi.

Luigi Boffa Tarlatta è citato nel volume “Dizionario dei pittori biellesi, valsesiani e vercellesi fra 800 e 900” di Giuseppe Cavatore, Edizioni Ieri e Oggi, di cui il Circolo ne conserva una copia. La storiografia è scritta nel volume a lui dedicato, edito da Arti Grafiche Biellesi, 1997. Entrambi sono fuori catalogo.

Sulla via del ritorno scelgo di proseguire sul sentiero; facendo un giro ad anello costeggio ancora case antiche, sempre accompagnata dal gorgoglio dell’acqua, e mi fermo a leggere la targa posta sulla facciata della casa natale del maestro: “Qui nacque e morì il prof. Luigi Boffa Tarlatta insigne pittore biellese, 4 luglio 1889 – 24 novembre 1965”.

Prima di lasciare il borgo, dedico lo sguardo al gruppetto di case di Oriomosso, radicate al delimitare del verde e dell’azzurro, a 1000 metri di altitudine, nelle cui vicinanze si contemplano il castagno secolare, il cimitero monumentale, la meravigliosa balconata sull’Alta Valle Cervo e la vista dal monte Pila: altre emozioni che attendono di essere vissute.

Anna Arietti
(testo e immagini)


Sabato 30 agosto nelle pagine "La Gerla dal Biéléis" de "La Provincia di Biella.it" è uscito il mio articolo su "Il borgo di Rialmosso e il professor Luigi Boffa Tarlatta". Protagonista è la Valle Cervo. Un grazie alla redazione e a Sabina Pastorello.










































































Luigi Boffa Tarlatta di Rialmosso
Collegamento a https://www.baffidigatto.com/2025/02/luigi-boffa-tarlatta-di-rialmosso.html#more


Collegamento al Video Rialmosso - Cibo di Luce
https://youtu.be/NOkSebPk-h4?si=8crChmwKYNNC4GLI

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