martedì 11 aprile 2017

"La Danza della Vita"


Sul tavolo la caraffa dalla forma insolita è al lavoro, intenta ad armonizzare le molecole dell’acqua. Di fianco siede il biologo, pardon il musicista. Anzi, il musicista biologo, compositore di note e di vita che ti spiega come le tubature “scombussolino” le vibrazioni. Occorrono tre ore di riposo, all’acqua, per ritrovare le proporzioni della sezione aurea. Capisci così che quello che stai per vivere è un “programma” da registrare, da riguardare con calma, da assimilare un po’ alla volta.

Si chiama Emiliano Toso, ha 44 anni ed è di Mongrando, ma lo immagini meglio cittadino del mondo. Fin da bambino la musica lo stimolava, tanto da farsi regalare tutti gli strumenti, giocattoli di plastica. Si entusiasmava al passaggio della banda, suonava sui coperchi delle pentole. Ancora oggi per lui acquistare un cd corrisponde a un rito da compiere lentamente, gustando ogni passaggio.

“Il musicista però, si sa, non esiste come professione - spiega -. Mio padre era commerciante di prodotti elettronici e la prospettiva avrebbe dovuto guardare in quella direzione, ma la facoltà all’Università non la sentivo mia. Ho poi scelto biologia, la materia che più si avvicina alla mia natura, ai colori e al movimento; andare nel piccolo per spiegare il grande, anche dentro alle cellule per raccontare l’uomo. Diventando biologo molecolare si è distinto il concetto che dal DNA di ognuno di noi si possa interpretare il destino. L’attività preventiva per contenere le conseguenze negative, per tutelare la salute, pareva quindi dovesse leggere la sequenza delle lettere dei geni, quella che le cellule utilizzano per poter costruire le proteine, i mattoncini che compongono il nostro corpo. Questa biologia però in sostanza dice che siamo vittime di ciò che ereditiamo, vincolati a quanto c’è scritto nel DNA. È stato un imprinting forte per la scienza. L’evoluzione della biologia invece guarda, per fortuna, all’epigenetica, quel qualcosa che sta sopra alla genetica, che legge e modula i programmi passati ai geni”. Per semplificare un concetto più strutturato, Toso solleva le mani con i palmi aperti, rivolti l’uno verso l’altro, forma due piani e pone l’attenzione sul livello superiore. “È stato compreso che possiamo intervenire sul segnale che il gene riceve dall’esterno e che rivolge alla proteina. L’informazione su cui agire, altro non è che il modo in cui ci rapportiamo con l’ambiente intorno a noi, come lo percepiamo. Il controllo sul messaggio, che avviene stimolando un movimento diverso delle cellule, permette di spegnere i geni del DNA portatori di patologie e di accenderne altri, come quelli della felicità e della salute. La spiegazione ha una base biologica, non teorica. È una legge della natura dimostrata scientificamente e ben esposta da Bruce H. Lipton nel testo da lui scritto, ’La biologia delle credenze”.

Spiegare che da vittime del destino si diventa artefici, significa trasmettere un messaggio forte. È come un profumo intenso, non lascia indifferenti; anzi, cambia completamente il paradigma: posso aver ereditato qualunque cosa, ma la posso anche cambiare. A questo punto Toso, dopo aver combinato le passioni che favoriscono il percorso di crescita, va diffondendo nel mondo le sue composizioni, con il pianoforte accordato a 432 hertz, la frequenza con cui si muovono le cellule.

“Nel 2013 ho realizzato il desiderio di registrare un cd con i miei brani, e credevo sarebbe tutto finito lì. Invece è stata la scintilla che ha acceso il mio mondo. La passione per la musica, coltivata quasi in segreto, è diventata mestiere, unita alla scienza e al desiderio di diffondere benessere per me e per tutti. I miei messaggi, da sognatore, mandati alle nuvole, si sono realizzati al punto da decidere di lasciare l’attività di ricerca, che comunque svolgevo felicemente in un laboratorio di biologia cellulare. L’ascolto del cd si è diffuso fra gli amici e negli ambienti più sensibili, dagli ospedali alle scuole, ai centri di recupero e nei corsi per gestanti. Tutte situazioni in cui conta la salute e si lavora sulle emozioni. Ho ricevuto un’infinità di riscontri positivi. Lo stesso Bruce Lipton poi, che ha approvato il mio progetto di ‘Translational Music’, ci ha messo molto del suo, portandomi con sé alle conferenze. Non ho mai conosciuto nessuno che si muova con il cuore come sa fare lui”.

È un susseguirsi di eventi che porta Emiliano Toso a inventarsi un lavoro, impegnato fra concerti e incontri. È il musicista biologo che ha saputo spegnere pensieri vetusti e credere nel flusso del cuore. All’attivo conta quattro cd, le cui copertine sono acquerelli realizzati da mamma Wilma, sua prima sostenitrice, ascoltando i brani. La sincronicità si completa poi con la collaborazione di Lorena Borsetti al violoncello e di Dario Retegno al violino. Sala di registrazione è stata finora Villa Piazzo di Pettinengo. Il nuovo cd, di prossima presentazione, vede protagonista un’altra cornice di prestigio per il territorio biellese, Casa Zegna di Trivero.

“Il filo conduttore del progetto intitolato ‘La Danza della Vita’, che verrà presentato il 4 giugno con un concerto all’Auditorium ‘Paganini’ di Parma, è il movimento, che si trova in natura, dal nuoto dei pesci al volo degli uccelli, al movimento pulsante delle stelle fino ai nostri abbracci e alla pace, che sembra non produrne ma lo fa. È dentro ognuno di noi, quando non ci lasciamo trasportare dalla paura. Il movimento c’è sempre, anche quando respiriamo, e lo racconto con la musica, modalità che raggiunge per risonanza tutte le cellule dell’umanità. Mi piace da impazzire quest’espressione di pace, l’energia che possiamo diffondere, e ‘Pace’ sarà il titolo del brano di apertura del cd”.

Il percorso di Emiliano Toso è generoso di stimoli; li trovi nei suoi gesti semplici, in quel suo abbandonarsi, come farebbe un bimbo, senza aspettative e senza giudicare. Incoraggia a “stupirti della neve, delle stelle cadenti, a credere nella capacità di esprimerti, qualunque sia la forma. L’ascolto della musica favorisce il contatto con le meraviglie della vita. Già i nativi americani lo facevano e oggi ne è scientificamente dimostrata la valenza. C’è coerenza nell’ascoltare la mente e il cuore”. Toso si fa strumento di opportunità. “Non dobbiamo farci soffocare dalla quotidianità, perché è la sofferenza che porta alla malattia. Dobbiamo invece ricordare che siamo qui per sperimentare la ricchezza della vita”.

Intanto la caraffa, quella dalla forma bizzarra sistemata sul tavolo, avrà agito sulla vitalità dell’acqua. Ne bevi un bicchiere. Dovrebbe avere un sapore diverso; sarà. Quello che davvero frastorna sono le note appena ascoltate, suonate dal vivo. “Pace” eseguito in anteprima.

testo di Anna Arietti
RIPRODUZIONE RISERVATA
per BiellaCronaca.it
pubblicato il 10 aprile 2017
le fotografie sono di Stefano Ceretti
(messe a disposizione da Emiliano Toso)

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