venerdì 8 aprile 2016

Due passi a Rongio di Masserano lungo la Via della Croce

"Viaggiai per giorni e notti/ per paesi lontani. /Molto spesi per vedere /alti monti, grandi mari./ E non avevo occhi per vedere /a due passi da casa / la goccia di rugiada /sulla spiga di grano.
(Rabindranath Tagore)

A Masserano, due passi per tutti e per tutte le stagioni...
Masserano visto da Rongio Inferiore

Mostra Docbi al Palazzo dei Principi di Masserano (2009)
Il "Buongiorno" di Gramellini per Don Longhi






































Rongio è un fazzoletto di terra fortunato. Un territorio piccolo al quale sono legati i nomi di due persone speciali: Don Vittorino Barale (per quasi cinquant'anni parroco di Rongio, cui si deve la riscoperta della storia del Principato di Masserano, dell'"abundansia"  e la valorizzazione dell'ara celtica) e Don Luigi Longhi (fondatore dei Raggi di Sole e dell'Aravecchia con sede principale a Vercelli). Entrambi riposano nel minuscolo cimitero della frazione, l'uno dirimpetto all'altro. 
Passo ogni tanto in questo angolo di pace, camminando dal cuore del paesino verso Rongio Inferiore fino ad arrivare a "Molin Camillo"per poi ritornare lungo un breve sentiero nel bosco. Proprio a Rongio "Camillo", poco dopo il grande recinto dei pony e l'area giochi, inizia la zona della Via della Croce (e della più recente Via del Paradiso) creata grazie a Don  Longhi in collaborazione con venti giovani artisti. 
A me piace percorrerla partendo dalla scultura dell'Ultima Cena fino ad arrivare alla coloratissima Cappella della Trasfigurazione (in origine una falegnameria, poi legnaia donata alla comunità dell'Aravecchia dall'anziana proprietaria Matilde), i cui dipinti furono realizzati dal pittore d'icone Giuseppe Papetti a partire dal 1999, mentre era in corso la guerra del Kossovo.

La cappella è dedicata ai Santi Matilde, Francesco e al beato P.Giorgio Frassati


 Nel centro aureo della facciata - lo spazio del rosone - risplende la figura di Cristo in una nuvola azzurra. I discepoli Pietro, Gacomo e Giovanni - confusi e impauriti -  si trovano sullo stesso livello di chi sale i tre gradini della chiesa. E' una facciata dorata e luminosa che trasmette gioia ed invita ad entrare. Anche le pareti laterali e interne sono dipinte. In tutte  Gesù appare come  un giovane uomo vigoroso e forte, autorevole e amorevole. Questa scelta  in qualche modo mi fa  venire in mente le tipiche croci armene, i katchcar, nei quali raramente si trova il Cristo crocifisso e sofferente e sono invece decorate con motivi floreali, foglie o disegni astratti. 
                                                                             




L'originale di questa natività si trova al Cremlino




 Lo stile della cappella dice chiaramente quanto Don Longhi fosse amante dell'arte e del bello.
Io l'ho visto per la prima (e penultima volta ) solo al funerale di Don Vittorino nella chiesa di Rongio. Com'è ovvio, l'altare era pieno di sacerdoti. 
Al momento della predica ecco accostarsi  al leggio un prete uguale identico a Babbo Natale: stessa stazza, stessi  capelli bianchi e una lunga barba. Nel  commosso silenzio iniziò a parlare in un sussurro. Fui così colpita dall'energia emanata dalla sua persona da chiedere a Sergio Marucchi (massimo esperto della storia di Rongio e di tutti o quasi i suoi segreti dopo Don Barale) chi fosse quel personaggio. E fu da lì che venni a sapere dei suoi 18 mesi trascorsi in un lebbrosario in Brasile, dell'Associazione Raggi di Sole (per genitori con figli e familiari  morti prematuramente), della cooperativa per il recupero  e l'impiego di giovani altrimenti senza futuro (in questo si dimostrò un formidabile datore di lavoro) e tanto altro ancora.
                                                                                  
                                

La Via della Croce in autunno


 


Facendo una passeggiata in quest'area, facilmente potrete incontrare due signore che costantemente la tengono in ordine. Sono le sorelle di Don Luigi, e sia da loro che da Sergio Marucchi potrete farvi raccontare la storia e ricordi di Rongio, 

Via della Croce, Anfiteatro, Settembre 2014- Inauguraqzione della Via del Paradiso a cura di Carla Crosio.
Via della Croce, Anfiteatro

Il ponte sul torrente Bisingana

Il Rio Bisingana davanti all'Anfiteatro



Via della Croce


Via del Paradiso, inaugurata nel settembre 2014


Il cimitero napoleonico

La chiesa del grande falò (abundansia) a Rongio
L'ara celtica
Masserano dal campanile di Rongio- Foto di Sergio Marucchi 

Masserano, Palazzo dei Principi, Mostra Docbi 2009
Foto di Rolf Zaugg: Don Barale e Don Longhi






Enea Grosso


6 commenti:

  1. Davvero interessante, grazie.

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  2. bel sito, dove si trova l' "ara celtica" ? grazie

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  3. Grazie! L'ara celtica si trova nel prato della chiesa di Rongio Superiore (la chiesa del falò, non la cappella a tinte vivaci con le icone). Si vede sulla sinistra quando si ė davanti all'ingresso.

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  4. Un vivo grazie per aver documentato questi luoghi, frutto dell'opera di una persona straordinaria, Don Longhi.

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