domenica 25 dicembre 2022

Natale nel bosco a Masserano: da Mombello a Rongio via Morezzi #falòdirongio #nataledifuoco #presepedimorezzi


 

Testo e immagini di Enea Grosso


24 Dicembre 2022, ore 21 e 50: si parte dal cuore di Masserano, Frazione Mombello. In testa al gruppo una masseranese orgogliosa  delle tradizioni del proprio paese, Roberta Filopante, la "Filo". 


Prima sosta e foto di gruppo dei magnifici 12 (incluso il fotografo per l'occasione,  Piero Bassetti, attivo nella valorizzazione dei sentieri di Casapinta) davanti al presepe illuminato nella chiesa di Mombello

Sono quasi le 22: torce alla mano e sulla fronte, è ora d'imboccare la  Fornera, la strada del bosco.



Prima tappa: Morezzi, la frazione del presepe, che accoglie i visitatori con panettone, cioccolata e vin brulé. 

Una piacevolissima pausa nella notte. 

 I personaggi veri, come Guido il Barbiere, si confondono tra gli angeli e i pastori. Non mancano i Re Magi, nella loro elegante tenda bianca, in attesa dell'Epifania. 

Incontro nel bosco



























Almeno mezz'ora vola, bisogna rimettere mano alle torce e rituffarsi nel buio. 
Dopo un breve tratto su asfalto, rientriamo nel bosco lungo la salita detta "al carèt dal Gamacc". Oltrepassata una piccola cappella votiva, la strada si stringe in sentiero.  




Dopo circa altri altri dieci minuti di cammino, ecco spuntare tra i rami la chiesa illuminata! Senza accorgercene oltrepassiamo la cascina "Burnénga" e "al Mur dal Mùresc" (resti di una villa che avrebbe dovuto ergersi imponente, "nata" ma mai cresciuta)



Eccoci a Rongio. Spente tutte le torce, ci mescoliamo tra la folla che inganna l'attesa con vino caldo e frittelle. La chiesa è stracolma. 




A mezzanotte e venti la cerimonia delle fiamme ha inizio: il gigante di frasche accanto alla chiesa si veste in un attimo d'oro e di rosso fino alla punta. 
La magia  illumina la notte:  bentornato, Natale di fuoco. 





Grazie a Roberta Filopante per l'iniziativa della camminata notturna, a Sergio Marucchi per le informazioni  di toponomastica e a tutti coloro che continuano ad adoperarsi per mantenere vive le frazioni di Morezzi e Rongio. 


Baffidigatto ha dedicato numerosi post a Masserano, eccone alcuni:















L'avventura della gallina Bianchina

 

Silvana non c’è. Nell’aia si vocifera che sia dalla vicina. È l’occasione attesa per una fuga dal pollaio. A tentare la sorte questa volta è Bianchina, la gallina. La più temeraria. Con un voletto discreto supera la recinzione e atterra in cortile. Dopo aver buttato un occhio a destra e un occhio a sinistra, si scuote leggermente, come per ricomporsi. Purtroppo non c’è traccia di Luna, la cagnolina spiona, la cocca di Silvana. L’imprudenza del resto è compiuta. Con il cuore in gola, allunga il passo, sfiorando appena il terreno. Arriva al tavolo della malefatta, un balzello ed è andata a buon fine ancora una volta. La spocchietta pelosa non la può più raggiungere.

sabato 24 dicembre 2022

"Babbo-Borgo" a Masserano (con video)

 
È un brusio lontano quello che mi arriva appena m’incammino nel borgo antico di Masserano, nella toponomastica Borgo Inferiore.

La vetrina dell'erborista


A volte mi soffermo a guardare la vetrina dell’erborista. Oltre ai prodotti e alle offerte, inganni innocenti che mi strizzano l’occhio, che invitano a entrare, mi piace osservare la clientela.

L'ennesima stella - The umpteenth star #poesia





- In un attimo è Natale
e siamo fermi in questo buio 
senza tempo.

- Siamo noi la luce 
che agogniamo
noi lo scrigno 
nella notte di vigilia 
che instancabile ci porta 
dritta al cuore
la sua ennesima stella.
(Testo e immagini di Enea Grosso)



- In a moment it is Christmas
and we are still 
in this timeless
darkness 

- Yet we are the light 
we yearn for
we the casket 
in this night of eve 
that tirelessly throws us 
straight to the heart
its umpteenth star.
(Enea Grosso, words and images)

mercoledì 21 dicembre 2022

La casa di Babbo Natale (di Delia Fantino)

 

È la casa di Babbo Natale. Da qui inizia il cammino per tornare a vedere il mondo con gli occhi di un bambino. Il Natale è una bacchetta magica che si muove sul mondo. Lascia che Lei si accosti alla tua anima, lascia che accenda l'amore che porti nel cuore.

Ad aiutare il Babbo ci sono gli gnomi che arrivano dal bosco. Tutti insieme realizzano i sogni di grandi e bambini. "Basta crederci - ci dice - e si avverano".

La dimora fa fantasticare. Porta a tutti bellezza e allegria. E con tutto il mio cuore, auguro Buon Natale!

Delia Fantino








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sabato 17 dicembre 2022

Il Centro Francescano Spolina

 

Ringraziamo il Centro Francescano della frazione Spolina per aver condiviso sul loro sito la nostra presentazione di Cossato con "I Cossatesi (si) raccontano".

martedì 13 dicembre 2022

Passatempo d'autunno (di Clementina Ceria)


Da quando sono in pensione curare il giardino è la mia passione.

Del liquidambra e della betulla la chioma è generosa e quando a terra si posa la raccolta si fa meno gravosa se è... giocosa

... mentre con le foglie messe ad essiccare qualche composizione si può creare.

Clementina Ceria













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domenica 11 dicembre 2022

Appuntamento itinerante, Ternengo



Ieri sono stata a Ternengo. Ringrazio Monica Fracasso, titolare di “La Bottega della masca”, che mi ha ospitata, il sindaco Francesco Vettoretto, che gentilmente è passato per un saluto, e tutte le persone, incredibilmente tante - non me l’aspettavo! – che hanno mostrato interesse non soltanto per i miei libri. Mi avete raccontato storie e ricordi, aprendo i vostri cuori. Un grazie va anche alla scrittrice Anna Raviglione, che nel contesto è passata giusto per amicizia.

Anna Arietti


Nella foto di copertina, Monica e io.


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giovedì 8 dicembre 2022

Cossato, Aspettando il Natale (video)


Se il video non fosse visibile sul blog, si può fare riferimento al collegamento su YouTube: https://youtu.be/g9Dwj42n6Ds


Cossato da vivere (video breve)

 


Se il video non fosse visibile sul blog, si può fare riferimento al collegamento su https://youtu.be/5z0aFlEXLuE

Il cambiamento climatico


Il professor Antonino Zichichi dice che il cambiamento climatico e l'inquinamento sono due questioni differenti: "L'inquinamento si può combattere subito proibendo di immettere veleni nell'aria. Il riscaldamento globale dipende dal motore meteorologico dominato dalla potenza del Sole. Le attività umane incidono al livello del 5%: il 95% dipende da fenomeni naturali legati al Sole. Attribuire alle attività umane il surriscaldamento globale è senza fondamento scientifico".

Tanti sono i punti di vista. L'emergenza - anche climatica - penso serva soprattutto a rendere accettabili le limitazioni della libertà.

(Pensieri vaganti)

"Un inviato con l'anima" vola a Santa Maria di Licodia


E poi arriva un invito, di quelli che ti riscaldano il cuore. Pino mi raccontò le sue estati in terra di Sicilia, in vacanza dai nonni paterni. Un giorno mi mandò anche una sua foto sul "ferryboat": poco più che un fanciullo, ma già con tanta voglia di scrivere e viaggiare. Mi diceva che sulla Cinquecento stracolma di valigie, lui non rinunciava mai a prendere la sua macchina da scrivere, tenendola ben salda sulle ginocchia lungo tutto il tragitto. 

Per metà, il Gabbiano aveva sangue siciliano nelle vene e tra poco andrò proprio in quell'isola incantevole a rendergli omaggio. Il pupo ancora scritto "a quattro mani" volerà a Catania e fino a Santa Maria di Licodia, il paese natale della famiglia paterna. 

Mi pare di vederlo sorridere il mio coautore con la stessa emozione che divamperà in me quando tornerò a parlare del nostro libro, prestandogli la voce. 

Mi diceva sempre: "Vedrai, questo pupo girerà l'Italia, isole comprese". Come sempre, ancora una volta, Pino aveva ragione.

Scrive Anna Raviglione il 7 dicembre 2022 sul suo profilo social. 

Fotografia di copertina di Bruno Pozzato.


"Pino continua il suo volo.Onorata di rendergli omaggio nella magica terra di Sicilia", Anna Raviglione

lunedì 5 dicembre 2022

Il calendario


Procedo sui miei passi, su cubetti di porfido umidi di pioggia. A tratti i fanali delle auto li rendono vividi, ben distinti dal resto dell’oscurità, come se rivelassero un sentiero. Un gioco per la fantasia, quando sento parlottare, ridere. In un batter di ciglia mi si materializzano davanti tre ragazze in età adolescenziale con le mani giunte e gli occhi imploranti: “Per favore, ci prende un calendario?”, mi dice una di loro. Le guardo e con fare altrettanto rispettoso, rispondo di no, anche se comprendo l’intenzione bonaria. 

Riprendo il mio gioco coi cubetti e inizia di nuovo a piovere, ma in modo leggero, da arrivarmi appena una goccia di tanto in tanto. Nel fermento della città, è quanto più si avvicina al mio mondo.

Uscendo da un negozio, avverto di nuovo il chiacchierio. Alzo lo sguardo e sono loro. Una, ancora con le mani unite e lo sguardo da cucciolo bagnato, gli stessi già visti, si avvicina e rifà la domanda. Le ricordo di avermelo chiesto poco prima, ma lei sembra non riconoscermi. In contemporanea scorgo le due amiche nascoste, almeno a me pare quella l’intenzione, dietro a un parcometro, la colonnina che regola la sosta a pagamento, posizionato dall’altra parte della strada. Sento degli squittii, delle risatine soffocate. Forse loro hanno capito di aver puntato due volte la stessa preda.

Riporto gli occhi sulla ragazza ferma di fronte a me. Le luci di una vetrina mi fanno notare i suoi capelli biondi lunghi, gli occhi azzurri e la berretta bianca sotto cui si barrica. È lì con le mani in attitudine di preghiera. La situazione è vagamente comica e mi viene da dirle: “Cià, fammi vedere ‘sto calendario”. Il suo viso s’illumina. Oltre a un bel sorriso, dai cui spunta una fila perfetta di denti, sporge una mano. Mi allunga la pubblicazione, spiegandomi le finalità della vendita, il cui ricavato andrà a sostenere le loro attività durante l’anno.

Le do i cinque euro richiesti e alzando il tono di voce, mi rivolgo alle amiche rintanate: “E voi due? Mi sa che c’è poco da ridere. È venuta la vostra amica a parlarmi”. Loro si portano le mani al viso, fino a coprirsi la bocca e gli occhi, perché nonostante l’appostamento strategico, io le vedo! Quando finalmente comprendono che la vendita è andata buon fine, saltellando come lepri in primavera, ci raggiungono. “Non l’avevamo riconosciuta – dicono quasi all’unisono –“. Quella più vispa delle due azzarda pure: “Non è che avrebbe un nipote a cui regalarne un altro di calendario?”. Il che per me è troppo e ridendo, l’ammonisco: “Ora non v’allargate!”.

Mi ringraziano di nuovo, sentitamente in coro, e zampettando si allontanano. Non ho resistito al vivermi la storia. Tre ragazzette per bene, in una domenica di tardo autunno, sotto la pioggia, a girare per la città in pantaloncini corti, i soldini se li sono guadagnati.

Anna Arietti



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venerdì 2 dicembre 2022

Sassaia, ode alla sublime località sulle montagne biellesi, in Alta Valle Cervo (di Aldo Fappani)



Gloriosa e ridente seicentesca borgata alpina
sul declivio del monte Bonòm sorta incantevole
sempre amorevolmente ritemprata da fratello sole
sino a sera ma poco dopo l’aurora già dalla prima mattina.
Scolpita in pietra tra ombrosi faggeti e castagneti
sorridi alle ammirevoli cime montuose che hai intorno
e all’amica valle le cui linfe materne t’han donato salde radici
sin dagli umili, intraprendenti, forti, sagaci e valenti antenati.
Austera, arguta, generosa, prezioso tesoro, scrigno rimani
di epiche gesta e avventure riposte nella memoria dei ricordi
di chi ti innalzò battezzandoti con duraturi e abili lavori umani
sulla roccia millenaria tra case, sassi, fontanelle, lavatoi, scalini.
E ancora oggi pure in un mondo globale e territoriale mutato
sei gioioso e indelebile simbolo d’indimenticabili valèt e valëtte
che con semplicità, fatica, sudore, t’hanno mirabilmente ricamato
la luminosa identità nello scorrere del tempo tra fedi e "stellette".
Nei secoli intrepida ancora resisti oltre le vicende che t’han segnato
rilanciando speranze e epocali tradizioni dell’arduo operare nel passato,
ma sempre il tuo cuore “ montanaro “ con puro sentimento rimane ancorato
all’alta Valle Cervo e all’ingegno degli avi che con amore solidale t’han plasmato.

Aldo Fappani
- 2017 -

Ricordando tra amore e stupore le proprie radici territoriali con sincera riconoscenza agli antenati.


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mercoledì 30 novembre 2022

martedì 29 novembre 2022

Si torna a essere noi stessi (di Annapaola)


Se io dovessi morire non sarebbe un mio problema, sarebbe un tornare da dove tutti proveniamo come anime.

Sarebbe un terminare un compito, finire una missione, compiere un atto di una recita e tornare dietro le quinte, per vedere se continuare la messa in scena. Quindi non sarebbe un dolore, né la fine di tutto, nemmeno una tragedia, ma un ripetersi di qualcosa che ogni volta ci porta a crescere ed evolvere nel nostro cammino.

La fine di una tappa, non di una gara, ma di un percorso infinito.

Ciò che mi spaventa è il dolore che potrei vedere negli occhi di altri e sentire dentro me, per questo vorrei che tutti avessero la mia visione di cosa realmente sia morire. La consapevolezza di essere anime immortali intrappolati in un costume per interpretare un ruolo nella scuola della vita.


Finito il ruolo, finita la commedia, ci si spoglia per tornare ad essere noi stessi.

Credeteci, è così, non disperatevi se qualcuno è tornato indietro, ha dismesso gli abiti, egli è con voi nella forma più alta della nostra esistenza... l'anima, che è la sola che conosce l'eternità.

Annapaola

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domenica 20 novembre 2022

Pomaretto, la Fiero dâ paî dâ Ramìe (video)



La Fiera del paese del Ramìe, La Fiero dâ paî dâ Ramìe, in patouà, è la rassegna zootecnica e agricola che si svolge in autunno in Val Chisone, nel piccolo comune di Pomaretto, (Pomaret in piemontese, Pomaret, o Lou Poumaré in occitano) che conta circa 900 residenti, non distante dalla città di Torino, in Piemonte.

Se il video non fosse visibile sul blog, si può fare riferimento al collegamento su YouTube: https://youtu.be/3wgKGXJYd0c