mercoledì 21 giugno 2017

Masserano: Corrado Corradino e il Palazzo dei Principi.



Testo e immagini di Enea Grosso

Quando ero piccola mi capitava spesso di accompagnare  la Nonna Vittoria dal centro di Masserano giù fino al cimitero - a piedi, s'intende, ma la Nonna non era affatto spaventata dalla lunga salita del ritorno! Dopo il consueto saluto al Nonno Vincenzo  e allo Zio Guseppe (un signore dallo sguardo severo il primo, un bel ragazzo dall'aria dolce il secondo, entrambi scomparsi molto prima che io nascessi ), uscendo passavamo davanti ad altre tombe, e una non l'ho dimenticata mai per via di una  statua di giovane donna elegante e longilinea, in abito lungo, dal volto bello e triste. 
I nomi scritti alle sue spalle allora non mi interessavano, ero totalmente affascinata da quella figura elegante. 


Solo  tempo dopo  associai quella tomba signorile ad un altro punto del percorso, un angolo con un busto mezzo  nascosto dal verde penzolante dai muri sotto a San Teonesto. Un monumento  un po' caduto nell'oblio. Chissà chi era, quel signore dall'aria dotta.
 
Il cerchio si chiuse grazie  ad una cartolina (credo ora quasi introvabile) tenuta con cura da mia mamma  in un cassetto: l'immagine della Chiesa delle Grazie da un lato, e sul retro, stampata per intero, la poesia ad essa dedicata scritta nel 1913 da Corrado Corradino, il signore del busto a mezza via, le cui spoglie riposano  accanto alla fanciulla con un fiore fra le mani.




Da un anno volevo dedicare uno spazio a questo personaggio, ed è stata una sorpresa ritrovarmi davanti alla sua poesia scolpita sul muro ripulita e perfettamente visibile e leggibile. Complimenti per la sensibilità e l'impegno alla Pro Loco del paese che ha avuto questa iniziativa!

 
San Teonesto, XIII secolo
Un busto del Dottor Corrado Corradino si trova anche nel Palazzo dei Principi di Masserano, sulla sinistra salendo la prima rampa di scale. 



Un maggiordomo di pregio, che invita  gli ospiti a proseguire nelle splendide sale  dove troneggia l'altare ligneo detto "del Terebinto", spostato dalla Chiesa di San Teonesto al Palazzo dopo il laborioso restauro della biellese Cristina Rapa. 





Il modo migliore per apprezzare le sale  del Principato è di affidarsi ad una visita guidata lasciandosi trasportare con la fantasia dalle immagini mitologiche  dipinte sui soffiti preziosi e dalla storia degli intrighi dei Ferrero Fieschi. 







Oppure ci si può documentare leggendo la guida realizzata dal Comune di Masserano. 
Se si è  amanti dei libri da collezione allora vale la pena di dare un'occhiata al  volume "Il Principato di Masserano e il Marchesato di Crevacuore" di Don Vittorino Barale, colui che per primo riportò in luce dagli archivi l'antica storia del paese e dei suoi principi. 

Un tempo si credeva che "Masserano" derivasse da Messer (coltello in tedesco) e Hand (mano). 




"Volete discender la china,
Signore? Soltanto due passi.
 Non bada a molestia di sassi
chi scorge la meta vicina.
Se vi pare che faticoso
e lungo sia stato il viaggio
siccome a me sembra, è da saggio
affrettarsi verso il riposo.
Appunto laggiù ne fa cenno
tra i salci delle grigie chiome
quell'erma chiesuola che ha nome
"Le grazie". E fu scelto con senno.
Lì presso, se non vi dispiace,
è la meta, fra un colle e un prato,
e lì si può stare sdraiato
né alcuno vi disturba la pace.
Anzi l'anime che son sazie
e di sperare e di soffrire,
posson, senza sogni, dormire
presso la Chiesa delle Grazie".

(Corrado Corradino, Settembre 1913)

"Le Grazie"



Baffidigatto ha dedicato altri post a Masserano (li trovate sotto alla voce "territorio" dall'indice tematico visibile nella versione per pc). Eccone alcuni:





http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/02/il-volo-di-flaminia-di-enea-grosso-mi.html



http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/komorebi-e-autunno-doro-rongio-di.html

http://baffidigatto2.blogspot.it/2017/06/non-ci-sono-motivi-per-rimanere.html
 http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/i-voltoni-di-rongio-superiore.html
http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/06/minuscoli-universi.html
 http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/le-foglie-umide.html


martedì 20 giugno 2017

Moulay Idriss





Era autunno. Fuggiva a Casablanca
 con l’anima nera e una bestia mostruosa
seduta sul cuore.
Scagliava da  lontano i suoi dardi beffardi
l’oscuro inseguitore, nascosto chissà dove
-         tra le case lontane dell’aldilà del mare –
e né l’oro né il verde ai portoni preziosi
potevano fermare la sua ombra tremenda.
Eppure, come un’onda o una  spinta segreta,
c'è una mano piccina  a calmare il rumore
quando il cielo è lontano
e non riesci a immaginare né una strada o una rosa
posata su un altare come fosse un cuscino
-         ed ecco lì che grida in silenzio
il respiro, un canto senza voce, come l’aria ed il vento.
E i cieli più lontani e i fiori sugli altari
sono a un passo da noi, dietro a un tetto stanco,
come petali sparsi tra le rocce e lo sguardo
di chi li sta cercando ed è in viaggio da giorni
senza ancora sapere che la meta era quella.
Cosa c’è nel bagaglio?  L’anima e una stella
nascosta in un bicchiere per non dare nell’occhio,
di corsa sulle scale, piegandosi in ginocchio,
per trovare più in alto dietro a un muro bianco
un rifugio segreto in cui scartare il cuore
come fosse un regalo
da posare con garbo
tra i petali di un fiore
bagnati  nel cristallo
di cui pullula il sole. 

(Enea Grosso) 

******************************

Moulay Idriss è una città santa per i musulmani nella regione di Fes-Meknès.  
L'ho vista da lontano - bianca e appollaiata tra le alture -  sulla via verso l'antica Volubilis. https://it.wikipedia.org/wiki/Volubilis

Testo: Enea Grosso
Foto: Anna Arietti








venerdì 16 giugno 2017

La mano dell'aria della sera



Tramonto sui monti biellesi da Masserano

La mano 
dell'aria della sera
dipinge le montagne
quando attorno è silenzio.
Sfuma
- come  nuvola leggera -
la stanchezza del giorno
nell'incanto del cielo. 

(Enea Grosso)





 

lunedì 12 giugno 2017

Oggi ho fatto tanto



Verso la Capanna Renata (Biella), sopra alle nuvole.


Oggi ho fatto tanto
per far piacere al mondo
ma ancora non gli basta
 - vorrebbe anche rubarmi
quei silenzi dell'anima
in cui vibra la voce
che alimenta la Terra. 

(Enea Grosso)

sabato 10 giugno 2017

"Non ci sono motivi per rimanere"


Quelli del luogo se ne vanno e dalle grandi città arrivano (non tanti). La tendenza in corso da decenni a Baltera di Masserano, che è poi realtà comune a tanti borghi, non fa una piega finché fra i suoi ventitré residenti c’è chi sa fare di necessità virtù e di sogni realtà. Una passeggiata nella frazione porta alla scoperta di un quotidiano fatto di saggezza sottile e penetrante.

martedì 6 giugno 2017

L'incudine





Davvero sono tanti
i dolori nella vita
ma spesso siamo tristi
anche un po' per abitudine,
come se la terra
non fosse che un'incudine
ed il cielo un martello
assetato di sogni.

(Enea Grosso)



Il maggiordomo Masserano


I protagonisti della giornata sono i fiori, le orchidee, ma poi c’è di più. Lo percepisci dal vociare che arriva fino al parcheggio, anche se non ci badi troppo, perché pensi a quello che ti aspetti, che hai letto sul volantino.

lunedì 5 giugno 2017

A Kabul le persone s'innamorano




A Kabul le persone
s'innamorano,
si mangiano gelati
per le strade di Bagdad
e la morte 
è un mistero
che fa piangere
forte
come capita a Londra
o al centro di Parigi
E quando è primavera
s'illumina anche lì
di speranze e sorrisi
il giardino del cuore. 

(Enea Grosso) 



30 Maggio 2017:  doppio attentato a Bagdad: prima  davanti ad una popolare gelateria e poi vicino all'ente statale delle pensioni. 30 morti, oltre 100 feriti, tra cui bambini.
31 Maggio 2017: centro di Kabul, almeno 90 vittime e oltre 400 feriti. 

( ilsole24ore.com, repubblica.it)


 

 

sabato 3 giugno 2017

Bocchetto di Margosio









miacce maccagno e mela con succo di mela
Agriturismo Alpe Margosio 

fotografie di Anna Arietti 
scattate al Bocchetto di Margosio, Panoramica Zegna (Biella)
RIPRODUZIONE RISERVATA

giovedì 1 giugno 2017

Il ricetto di Candelo (1)


A mandare in visibilio non sono soltanto certi panorami sospirati chissà dove. A volte basta incontrare una guida turistica innamorata del proprio mestiere, e del territorio, che te lo sa raccontare, per ritrovarti con gli occhi spalancati. Perché è quando rimetti in discussione l’ovvio, tutto quello che dai per scontato, che la giornata si fa interessante.