domenica 22 gennaio 2017

Luoghi che sono poesia: Dungarpur (UdaiBilas e Juna Mahal)


Testo di Enea Grosso
Immagini: Enea Grosso e Daniela Rocco

Ferragosto. Il cameriere si avvicina al grande tavolo di marmo intarsiato che fa da cornice ad una vasca dal fondo azzurro. 
Al ribollire dell'acqua inizia la danza delle ninfee - finte, ma l'incanto è autentico -  che ondeggiano eleganti e colorate per  le uniche due ospiti dell'hotel.
Ecco perché ci era stato ripetutamente chiesto quando volessimo cenare: la cucina è aperta solo per noi! 









Desta stupore la nostra permanenza di tre notti. DI solito i turisti si fermano una sera e se ne vanno, ci viene spiegato, mentre si spalanca per noi la porta regale  della  suite numero 1 vista lago invece della camera semplice che avevo prenotato.

                      
Stile anni '40 (incluso il bagno!)

 Penso alle spiagge e ai ristoranti affollati del 15 di agosto e mi sembrano lontanissimi, addirittura in un altro mondo.





La piscina dell'UdaiBilas Palace, palazzo in parte convertito in hotel. La struttura piatta al centro è un minibar,
Credo sia difficile trovare Dungarpur, la Città delle Colline - ad un paio d' ore d'auto da Udaipur -  in un classico itinerario in Rajastan offerto dalle agenzie turistiche.
Ho scoperto questa piccola gemma per caso, sfogliando la Lonely Planet mentre progettavo un mese in India. 




Avevano richiamato la mia attenzione le poche righe che descrivevano la piscina dell'UdaiBilas Palace, fatta costruire  in modo che sembrasse un prolungamento del lago antistante, il  Gaib Sagar. 
Letto, fatto: quello sarebbe stato il centro del viaggio, l'oasi a metà strada tra  le due settimane in Ladakh e le due in Rajastan - inclusive di uno spostamento in treno pari alla lunghezza dell'Italia. 








Il tempietto sull'isola accanto all'Ek Thambia Mahal (Palazzo con una Colonna), attorno al quale sorge l'UdaiBilas Palace.
La donna delle pulizie del palazzo sembra una principessa






Il cortile interno
Ek Thambia Mahal

Dopo questo elegante benvenuto, lo spirito del luogo prosegue l'indomani sulla stessa linea ad alto profilo e ci apre le porte della sua  meraviglia nascosta: l'Old Palace,  l'antico palazzo  a sette piani del XIII secolo, detto Juna Mahal, fatiscente all'esterno e inaspettatamente meraviglioso all'interno. 
L'Old Palace e l'UdaiBilas appartengono alla stessa famiglia.






            



Le colonne colorate, gli affreschi, gli specchi, le ceramiche cinesi incastonate alle pareti, le raffinate decorazioni, tutto   ci lascia semplicemente a bocca aperta.
Le stanze delle meraviglie si schiudono davanti a noi mentre seguiamo docili il custode - un omino minuto e silenzioso che sembra essere coetaneo del palazzo e maneggia con sicurezza un pesante mazzo di chiavi. 
Impossibile la comunicazione in inglese, ma funziona quella degli sguardi. 
Il signore minuto è gentile, non ci mette fretta; alla fine del lungo giro accetterà anche di posare con noi  per una foto ricordo.
Discretamente nascosti in un armadio a muro ci sono bellissimi affreschi del Kamasutra.










Con il premuroso custode e un enorme ventaglio











Il custode del palazzo




Da destra a sinistra: il custode, il nostro bravissimo autista e mia cugina nello specchio- Foto quasi artistica!




















Probabilmente gli avi  - impegnati nella caccia alla tigre - dell'attuale proprietario dei due palazzi
Questo simbolo di famiglia si trova anche sul fondo della piscina dell'UdaiBilas.
Sopra e sotto: due vedute del villaggio dall'alto dell'Old Palace.


Ma il regalo più bello ci aspetta quando - ultimata la visita - facciamo due passi attraverso il villaggio dove i turisti, a quanto pare, non sono all'ordine del giorno. 
Una bella ragazza bruna in abito blu  - una giovanissima mamma - ci sorride, ci chiama, ci invita ad entrare nella sua casa, ci presenta  le sue sorelle e l'anziana madre. 








La lunga  conversazione avviene in una lingua che d'inglese ha ben poco: si muove tutta lungo le linee del cuore, quelle che mi hanno guidato quando ho scelto di fermarmi a Dungarpur. 











Thank you!


Altri gradevoli incontri nei pressi della casa delle ragazze

Lasciato il villaggio ai piedi dell'antico palazzo, torniamo in centro...



Foto: Daniela Rocco














Grazie di cuore, Dungarpur!















venerdì 20 gennaio 2017

Basta con le sveglie




Basta con le sveglie inzuppate di caffè
Facciamo colazione 
con il miele dorato
di una tazza di sole.

(Enea Grosso)

martedì 17 gennaio 2017

La discussione buona


La Pro loco cossatese cerca volontari. E fin qui nessuna novità. Ormai buona parte delle associazioni se le devono scovare col lanternino le persone che si mettono al servizio della collettività. A Cossato però, all’accorato appello si aggiunge una riflessione che riguarda la città intera.

domenica 15 gennaio 2017

Una scuola piccina picciò


C’è una scuola piccina picciò, in un paesino piccino picciò. Viene da raccontarla così, come se fosse una filastrocca, la scuola comunale dell’infanzia di Piatto, il paese che conta poco più di cinquecento residenti, segnalata da alcuni genitori come il fiore all’occhiello del piccolo centro. “Quanto ti piace questa scuola?" domanda la maestra ad un bimbo. “Mi soffio il naso eppoi te le dico”. Per l’appunto, si va con ordine.

Ritmi e valori

strada per Castellengo
Nelle cartoline d'epoca di Cossato si percepisce la profondità dello spazio. Spicca l'assenza o la discreta presenza di automobili e il valore della socialità, il ritrovarsi lungo la via, fare il bucato insieme. Interessante e curiosa è la presenza di un orto in piazza del municipio. Ritmi e valori di ieri e di oggi.

torrente Strona
via Martiri della Libertà

piazza del municipio
piazza Chiesa
via Martiri della Libertà

via Mazzini
piazza Angiono (del municipio)



via Mazzini
tutte le cartoline appartengono alla collezione Gancarlo Giavarra
-   archivio Biblioteca civica di Cossato -

sabato 14 gennaio 2017

Io credo che il male



 
Io credo che il  male
sia la nostra bellezza
strangolata nell'anima.

(Enea Grosso) 

Una poesia di Umberto Saba per un giorno d'inverno.

Dal cielo tutti gli angeli
videro i campi brulli,
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che aman le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
ed allora discese lieve lieve
la fiorita neve.

Umberto Saba


Neve sulle palme dell'Istituto Eugenio Bona di Biella: Sullo sfondo: Biella Piazzo.
 

Innamorarsi del Biellese, in inverno: la 'passeggiata dei 'preti' a Oropa. Fotogallery.





La "passeggiata dei preti" - a due passi dalla chiesa nuova di Oropa -  è alla portata di tutti  in tutte le stagioni ed è uno splendido balcone sul biellese. 


Il sentiero conduce al Monte Cucco  in nemmeno un'ora di cammino e a San Giovanni d'Andorno in circa tre ore. Certamente i tempi si allungano fermandosi a fare mille scatti alla cascata di ghiaccio che s'incontra a mezza via, con le dita congelate dal vento! Eppure il freddo non si sente quasi più: si perde nella gioia di pestare la neve soffice, nella bellezza dei cristalli che brillano, nel cielo che rapisce gli occhi dalla cima del Mucrone fin giù alla pianura, dove lo sguardo si perde sotto la luce del cielo azzurro e pulito...

La chiesa nuova di Oropa vista dalla 'passeggiata dei preti'.
Cascata di ghiaccio a mezza via tra il Santuario e il Monte Cucco

Il Santuario di Oropa



...e quale migliore conclusione - dopo una camminata nel bosco -  di una soffice cioccolata con panna sui divani di velluto rosso del Caffè Deiro, nel cuore di Oropa? Non si può non amare la neve, non si può non amare l'inverno.

Oropa nelle mie fotografie


Il Santuario di Oropa, sempre imponente, in questa immagine invernale si rivela appena, invoca discrezione, come se volesse preservare la sua sacralità.

Villa Ranzoni e la baronessa Carolina


la baronessa Carolina


Fra i muri di Villa Ranzoni si è svolta una parte importante della storia di Cossato, come ricorda Floris Sasso, classe 1922: "Conservo molti ricordi della baronessa Carolina Ranzoni; negli anni della gioventù era una bella signora, alta, con i capelli ricci e un carattere forte, austero. Talvolta le massaie avrebbero voluto lavare i panni nel ruscello, nella Stronetta, ma lei ne intimava il divieto semplicemente alzando un braccio". 

venerdì 13 gennaio 2017

Strade ghiacciate



E’ notte fonda nel Biellese, ma c’è un sindaco che si rigira nel letto, non dorme. Fuori nevica, all’indomani le strade saranno ghiacciate e il cantoniere non sarà di turno. “Chi getterà il sale, con tutte le vecchiette che alle otto del mattino faranno già la coda per prendere il pane? E se qualcuno cadrà e si farà male?”. Già. E' un problema reale e allora il primo cittadino decide che verificherà di persona.

Non sempre però "se qualcosa può andare storto, lo farà", come invece recita le Legge di Murphy. 

Tant’è che all'alba “da dietro l'angolo sbuca l'Ape del Comune con il lampeggiante acceso e il buon cantoniere armato di pala che sta già spargendo sale sui marciapiedi, nei parcheggi e davanti ai cassonetti”. Perché le persone belle esistono e l’amministratore tanto preoccupato da perderci il sonno è Michela Trabbia di Vallanzengo, che in un attimo di concitazione scarica sui social l’adrenalina accumulata. 

“Trovare alle sette il nostro cantoniere pronto a prendere servizio mi ha riempita di soddisfazione e mi è venuto spontaneo scriverlo, pure per ringraziarlo - commenta a freddo Trabbia -. Mi ha fatto piacere vedere un ragazzo pronto a svolgere il proprio lavoro con dedizione e il merito va riconosciuto. Anche perché in queste ore i commenti sullo stato delle strade nel Biellese si sprecano in negativo. Non è detto però che le lamentele siano giustificate. Andando da Vallanzengo a Biella mi sono imbattuta in quattro incidenti. E’ vero, ma occorre capire se si è stati prudenti, se gli pneumatici erano quelli giusti e se si è rispettata la distanza di sicurezza. Quando ci sono collaborazione e buona volontà si può fare molto, anche risolvere le criticità senza perdersi in chiacchiere. Le realtà che funzionano esistono, pur consapevole che nel piccolo, in un certo senso, è più facile gestire. E’ semplicemente tempo di iniziare a vedere le cose belle, non soltanto quelle brutte”.

Anna Arietti
pubblicato su BiellaCronaca.it
titolo originale: "Grazie al nostro cantoniere"
riproduzione riservata
link: http://www.biellacronaca.it/pages/grazie-al-nostro-cantoniere-11667.html

domenica 8 gennaio 2017