martedì 19 maggio 2026

Noi certi lavori li faremmo? di Alessandra Turra



La provincia di Biella conta circa 168.257 abitanti.
Pertanto è una cittadina relativamente "piccola", immersa nel verde, nella pace e tranquillità, soprattutto nelle zone collinari.

Noto tuttavia, leggendo le cronache locali, che il livello di sicurezza territoriale si è decisamente e tristemente abbassato, soprattutto nelle zone centrali della città.

Il Sole 24 ore indica un aumento della criminalità del 29% nell'ultimo anno (novembre 2025).

Notizia di pochi giorni fa, rissa in centro, con tanto di machete e falcetto e lancio di sampietrini.

Francamente, mi reco poche volte a Biella, non la amo particolarmente. Artisticamente parlando, c'è gran poco da vedere, i parcheggi sono sempre più scarsi, il traffico è sostenuto soprattutto in determinati orari.

Ma, appena si fa buio, sembra che la cittadina sprofondi in una sorta di Bronx, circondata da teppisti, spaccio e gentaglia (così mi riferiscono!).

Anche nei paesi limitrofi sembra che la tranquillità di un tempo sia un lontano ricordo.

Ho appreso pochi giorni fa che, anche dove abito io, girano ladri che si introducono nelle case in cerca di denaro e oggetti di valore.

Ora, tutto ciò penso dipenda principalmente da due fattori.

Mancanza di soldi in generale e pochi controlli da parte delle Forze dell'ordine.

C'è, inutile negarlo, il fattore immigrazione, sempre più pressante in qualsiasi città italiana.

Senza scomodare il razzismo, è indubbio che da noi arrivi "un po' di tutto" e nessuno punta il dito contro la brava gente (ce n'è!) che si dà da fare. È pur vero che il lavoro scarseggia anche per noi italiani e mi sembra che la cosa sia palese, sotto gli occhi di tutti.

Sappiamo altresì che non è ammissibile accogliere stranieri privi di impiego e disposti ad adeguarsi alla nostra cultura e leggi.

E siamo consapevoli che queste dinamiche avvengono per precisi motivi. Mescolanze etniche, abbassamento paghe orarie, innalzamento ore lavorative e aumento del nero.

Ma la domanda vera e propria è, noi certi lavori li faremmo?

A certe condizioni disumane, giustamente no, ma è palese che, tramite l'immigrazione, il livello lavorativo si abbassa e saremo poi disposti ad accettare di tutto, per un pugno di riso.

Parlare di certi argomenti è scomodo ed è facile essere tracciati di becero razzismo, ma attente analisi socio culturali sono un nostro preciso dovere per mantenere la dignità umana, la nostra e di qualsiasi essere vivente.

Abbassare la guardia, accettare sviliti la qualsiasi, tacere ed ingoiare merda, forse non è la soluzione migliore.

Direte, "eh brava e che dovremmo fare?".

Non ne ho la più pallida idea, ma sono profondamente preoccupata, in primis per me in questo periodo, poi per tutti gli italiani e soprattutto per le nuove generazioni.

E non dimentichiamo e sottovalutiamo l'intelligenza artificiale, perché prevedo la celere dipartita di molti intoccabili colletti bianchi. Vedo realtà raccapriccianti, ore di lavoro sostituite dalla AI, con grande gioia dei datori di lavoro.

Vedete, se dietro l'AI c'è un datore di lavoro coscienzioso, che impiega il tempo risparmiato di un impiegato per fare altro, mantenendo il monte ore, il discorso può pure reggere. Ma fino ad un certo punto, perché quel tempo in più ruberà il posto ad una ipotetica ulteriore persona che potrebbe essere tranquillamente assunta part time.

Progetti eseguiti in tre ore, anziché quattro giorni, contabilità tramite AI con un semplice click, arringhe redatte interamente dall'intelligenza artificiale, ecc.

E gli ingenui gridano alla corsa per nuovi posti di lavoro per lo studio dell'AI.

Lo sapete che cercano scrittori per aumentare la precisione dell'intelligenza artificiale proprio nella scrittura?

In sostanza, scrittori che si tagliano le palle felicemente da soli!

Lavoratori complici di un imminente disastro culturale e sociale.

Chapeu al sistema! 

Alessandra Turra

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