...al bagno padronale foderato di verde e di specchi...
...alla terrazza lontana da sguardi indiscreti e con un'ampia vista sulle colline e sul cielo.
Attraversando furtivamente quelle stanze impregnate di tempo, affascinanti come un set cinematografico, è facile provare ad immaginarle "da vive".
DI sicuro ci sarà stato un pianoforte a coda nell'angolo luminoso di un salotto; e signore in gonne lunghe e morbide, con le mani impegnate da ventagli e manicotti, a seconda della stagione; e signori vestiti di stoffe pregiate, intenti a conversare di politica e poesia in piedi accanto ad un grande camino.
Per soddisfare la crescente curiosità riguardo ai proprietari di questo luogo, mi sono rivolta a Sergio Marucchi di Rongio, esperto di storia locale, e la risposta è arrivata, dettagliata ed esauriente.
La dimora signorile è legata a due personaggi locali illustri: i poeti Corrado Corradino (1851 o 1852 - 1923, Presidente dell'Accademia Albertina) e Angiolo Silvio Novaro (1868 - 1938), entrambi generi del magistrato Giuseppe Butta, avendo essi sposato rispettivamente Quirina (1865-1960) e Laura, di professione pianista (1867-1940).
Angiolo SIlvio Novaro e suoi fratelli erano proprietari della ditta P.Sasso&Figli (quella del famoso olio), fondata dal loro papà Agostino e da lui dedicata alla moglie, Signora Paolina Sasso da nubile. Ecco perchè il luogo è conosciuto anche come Villa Sasso.
Quirina e il marito ebbero un figlio, Sergio (1893-1978), avvocato, sposato a Christine Carruthers (1908-1990), conosciuta ad un tè danzante all'Hôtel Paradiso di Diano Marina (a quanto pare fu amore a prima vista tra il giovane ufficiale e la fanciulla inglese). Dalla loro unione nacquero Giovanna (mancata in tenerissima età) e Corradino "Sunny", morto a 16 anni per lo scoppio di una granata nel giardino di casa, la Casa Rossa di Oneglia.
L'unico figlio di Laura e Angiolo Silvio Novaro fu Jacopo (1896-1916), disperso nella Prima Guerra Mondiale. Sergio e Jacopo erano molto legati.
Dopo la morte di Jacopo, Angiolo Silvio Novaro invitò l'adorato nipote ad Imperia a lavorare nella ditta P.Sasso; e così Sergio divenne a tutti gli effetti l'unico erede del poeta.
I Corrado erano soliti trascorrere la villeggiatura proprio in questa villa in centro a Masserano, mentre i Novaro, almeno per alcuni anni, scelsero come loro dimora estiva una grande casa del Cantone Rivera (a Frazione Rongio Inferiore). La residenza di villeggiatura abituale dei Novaro era l'Armetta, vicino ad Ormea, dopo il Colle di Nava.
La moglie di Giuseppe Butta era Malvina Bozino (1845 - 1926), appartenente ad un antichissimo casato di Balocco stabilitosi a Masserano nel 1400, un casato potente e ben inserito fin da subito nella vita del Principato. I Bozino abitavano nell'attuale palazzo Corrado (come lo definisce Vittorino Barale nel suo libro "La gente di Masserano").
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C'è un altro luogo del paese che ha sempre attratto la mia attenzione.
Quando da bambina accompagnavo mia nonna Vittoria al cimitero, ogni volta mi fermavo a guardare la statua di una ragazza alta e longilinea a capo chino, con le mani posate sul petto, in un abito lungo, composta ed elegante.
Allora non sapevo che si trattasse della tomba della famiglia Corrado.
Chissà se la bella scultura ha le fattezze di Christine, la mamma di "Sunny" Corradino, o della zia pianista o semplicemente di una modella.
E mi domando come mai io abbia impiegato così tanto tempo a trovare il nesso tra questi due luoghi. Corriamo distratti e il tempo ci aspetta, con i suoi piccoli e grandi misteri.
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Il busto di Corrado Corradino ai piedi della Chiesa di San Teonesto, lungo la discesa che conduce al cimitero. La lapide sulla sua tomba riporta le date 1851-1923. Wikipedia, riferendosi ai dati del Dizionario Biografico Treccani, riporta invece: 1 gennaio 1852 - 9 luglio 1923 (a Torino).
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