di Anna Arietti
Un raggio di sole passa attraverso il vetro, sfiora le sedie della sala d'attesa e raggiunge il corridoio. Seguo la luce come fossero le briciole di pane di Pollicino, a segnare il sentiero, e raggiungo la finestra da cui proviene. È una stanza calda, stretta e con l'aria irrespirabile.