domenica 6 settembre 2026

Il cuore di Masserano si ritrova

Voglio ricordare brevemente l’esperienza vissuta nel bel borgo di Masserano alla festa patronale.

Nella chiesa parrocchiale Collegiata della Santissima Annunziata ho avuto il privilegio di presentare il concerto di musica classica tenutosi in onore della Vergine Salus Infirmorum, che anticamente si trovava nella vicina chiesa di San Teonesto, ora sconsacrata.

Mi concedo un aneddoto. Prima dell’avvio, sono andata alla ricerca di una seggiola su cui sedermi fra l’esecuzione di un brano e l’altro. Non distante da me ne ho vista una di fattura antica, in velluto rosso bordeaux, con testine di putti sui braccioli, di cui ho compreso il prestigio, ma ho osato domandare a Giacomo, organista, nonché regista dell’evento, se potevo utilizzarla. Sul suo volto è calata l’ombra dell’imbarazzo: «Lì sedeva il Principe – mi ha sussurrato, precisando “proprio in quel punto” -.  Oggi la occupa il Vescovo, comunque… sì, usala.» Il titolo di principe di Masserano apparteneva ai membri della famiglia Ferrero-Fieschi, nobile casata piemontese che governava l'omonimo Principato sin dal 1500. Quando mi è passato accanto il parroco, don Jàrek, gli ho posto la stessa domanda, e lui, gentilmente, mi ha indicato invece uno sgabello in legno, altrettanto confortevole, di cui ovviamente mi sono servita.

Ho avviato con commozione il programma di sala dal presbiterio, dal leggìo posto accanto all’altare, di fianco a lei, la Madonnina, la piccola statua lignea con bambino risalente al 1300, di grande devozione popolare.

Il concerto si è svolto con brani di Berthier, Morricone, Pachelbel, nome che mi verrà detto di non aver pronunciato correttamente, Mozart, Tosti, Brahms, Mascagni, Poulenc e Gómez. Le note eseguite dal maestro Alvaro all’organo e al pianoforte, da Massimiliano al clarinetto, da Giacomo all’organo, appunto, con l’interpretazione di Enea, soprano, si sono elevate fino a sfiorare il volto di Lei sul piedistallo e i bellissimi trompe-l'œil dipinti lassù lungo le tre navate, creando un'illusione ottica tridimensionale che accresceva il coinvolgimento.

È stata un’esperienza che ricorderò anche per la grande partecipazione di pubblico, senza il quale la celebrazione e il concerto non avrebbero avuto senso. È stato il ritrovarsi in uno stesso luogo, certo, ma soprattutto è stato il riconoscersi parte di una storia, di una fede e di una comunità, come ho letto. La musica è stata veicolo di unione, che non sostituisce la preghiera, ma apre a un ulteriore spazio intimo di equilibrio.

Ringrazio il parroco don Jàrek per l’accoglienza, il caro Giacomo per essere stato mio Cicerone e per la cura che nutre nei confronti della parrocchia, l’amica Enea e i musicisti per avermi voluta accanto a loro e Ornella, che gestisce con passione un gruppo sui social dedicato al paese di Masserano. Ancora ricordo le tante persone presenti, con un unico ringraziamento collettivo per non escludere nessuno.

Anna Arietti, testo e immagine, “Il cuore di Masserano si ritrova” dal blog baffidigatto



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