lunedì 9 luglio 2018

La ca dla Miglia


Le vecchie case non dimenticano le persone che le hanno vissute, anzi, sembrano attenderne il ritorno. La cappa annerita del camino, che a sfiorarla sembra di sentirne ancora il calore, le stoviglie lasciate ad asciugare nell’acquaio in pietra e quella leccornia in dispensa… pronta da almeno un settantennio, veicolano ricordi, storie. Sono respiri.

mercoledì 4 luglio 2018

La Danse de la Vie


Le biologiste, pardon le musicien, s’assoit à côté d’une table. Le carafon d’une forme insolite se met au travail: il harmonise les molécules de l’eau. Le musicien-biologiste explique que la plomberie bouleverse les vibrations des molécules. L’eau a besoin de 3 heures de repos pour retrouver les proportions du nombre d’or. À ce moment-là je comprends que ce à quoi je vais assister c’est un “programme” qui doit être enregistré et revu avec calme en assimilant un peu à la fois.

lunedì 2 luglio 2018

L'orchidea Musetta




Ero andata a far la spesa
- pesche, pane e Coca Cola -
ed invece cos'ho fatto?
Ho comprato un'orchidea!
Certo m'aspettava al varco,
era in saldo, tutta sola.

Un musetto colorato
come ali di farfalla
- sfondo bianco illuminato
da una grande bocca gialla
che sembrava proprio dire:
"Senti vengo via con te!
Fammi spazio tra il gelato
ed il pane bio-integrale, 
sono stanca d'assorbire
questa luce artificiale!
Io discendo dalla giungla.
Non arriva troppo sole
tra liane e fitte chiome!
Solo quello che ci serve
per nutrire le corolle.
Ora sogno un davanzale
su cui splendere e gioire
e fiorire nella luce
proprio come fossi un re".

E così ho spostato il pane.
Ora vive qui con me.

(Testo e immagini di Enea Grosso)

venerdì 29 giugno 2018

Dalla prospettiva di un bambù





Dalla prospettiva di un  bambù
il cielo di oggi
è sempre il più bello.
Parlo dei bambù schiacciati dentro ai vasi,
che potrebbero incrociare
 - con studiata  arroganza,
in un giorno di vento o di forte temporale -
 tutte quante le foglie, come fossero braccia,
 e lasciare la danza 
ai fratelli più belli,
con le chiome felici
 - e  le lunghe radici
leste a scivolare
lungo i fiumi e nei prati -
tesi verso il  cielo sempre,  
ogni momento
senza l'ombra e il cemento
del balcone di sopra,
ondeggianti e sicuri
 - davanti alle montagne -
di  poterle guardare
fino all'ultima goccia
di tramonto
e di sole.

Quelli dentro ai vasi 
non hanno libertà
ma sono così belli 
che forse non lo sanno.
E nel loro ondeggiare
tra inferriate e ringhiere,
sono sempre felici
senza alcuna ragione, 
senza mai  vacillare
-  resilienti e tenaci, 
verdi in ogni stagione. 


(Testo e immagini di Enea Grosso)