domenica 31 luglio 2022

Alla scoperta della Valle Cervo, la strada per Oriomosso (aggiornamento)


La strada è asfaltata, quindi si può percorrere a piedi, o in auto, ma siccome è strettina, mentre la quiete è tanta, è comunque consigliabile parcheggiare al più presto.

Sera d'estate (4) - Malpensà


Alla frazione Malpensà di Campiglia Cervo, in alta valle, lungo la strada provinciale c'è una casetta lunga e stretta.

Spiritualità e religione

 


Purtroppo non conosco l'autore di questa vignetta che ritengo estremamente rappresentativa.
Pubblico ugualmente.
Complimenti a chi l'ha disegnata.

Una candela a San Gerolamo

 


Nell'antica chiesetta di San Gerolamo, situata nel rione di Badino di Pinzolo, in Val Rendena, c'è una scritta che riporto.

Sera d'estate (3) - Asmara

 

In Alta Valle Cervo, affacciata all'omonimo torrente, si trova località Asmara, nota anche come "Ponte delle Fontane", nel comune di Campiglia Cervo.

Il cielo



È in arrivo il temporale, speriamo sia clemente.

Sera d'estate (2) - San Paolo Cervo


Località San Paolo Cervo oggi è di competenza amministrativa del comune di Campiglia Cervo.

venerdì 29 luglio 2022

Pioggia d'estate - Summer rain - Lluvia de verano - Sommerregen - poesia - poetry - prayer #encodedfrequency

Picture by Grethel Borrego

La Sciamana d'Argento è seduta
tra i rovi del Deserto di Pietra
e mentre tutt'intorno è lamento
il suo cuore è il vento che porta
la pioggia d'estate.
(Testo di Enea Grosso, immagini di Grethel Borrego)


The Silver Shamaness is sitting
among the brambles of the Stone Desert
and while all around is lament
her heart is the wind that brings
the summer rain.
(Words by Enea Grosso, pictures by Grethel Borrego)


La  Chamána de Plata está sentada
entre las zarzas del desierto de piedra
y mientras todo alrededor es lamento
su corazón es el viento que trae
la lluvia de verano.

(Texto de Enea Grosso, imágenes de Grethel Borrego)


Die Silberschamanin sitzt 

in den Brombeersträuchern der Steinwüste

und während rundherum geklagt wird,

ihr Herz ist der Wind, der 

den Sommnerregen bringt.

(Text von Enea Grosso, Bilder von Grethel Borrego)



Thank you to Grethel Borrego for her pictures with light codes. 

https://www.encodedfrequency.com/

24th July 2022



mercoledì 27 luglio 2022

giovedì 14 luglio 2022

Passeggiata nel giardino imperiale



Pioveva, caspita se veniva! Rannicchiata sotto a un minuscolo ombrello, cercavo di evitare qualche gocciolone, invano. I piedi nei sandali non sono stati un problema nella calda estate di Tokyo, ma gli indumenti qualche pensiero l'avevano alimentato, dissolto poi come vapore.

mercoledì 13 luglio 2022

I Cossatesi (si) raccontano



"I Cossatesi (si) raccontano" è una raccolta di storie di vita e di ricordi. È il risultato di anni di incontri che condivido ancora.

lunedì 11 luglio 2022

#gomitolo #ballofwool #boladelana - Tra le mani di Nebadon #poesia - In Nebadon's golden hands #omarronda #florilegiodiprimavera #innamoratidelbiellese

"Florilegio di Primavera" di Omar Ronda all'ospedale di Ponderano (Biella)


Mio padre è al sicuro tra le mani d'oro 
di di Dio
e quando si fa notte il mio cuore
si stende come un ponte
sopra il Mare della Morte
su cui la tenerezza si srotola
- gomitolo alle soglie dell'azzurro.
(Testo e immagini di Enea Grosso)



My father is safe in Nebadon's 
golden hands  
And when night falls my heart
stretches like a bridge
across the Sea of Death
on which my tenderness unfurls
- ball of wool at the threshold 
of the azure.
(Text and images by Enea Grosso)


Mi padre está a salvo en las 
manos doradas  de Nebadon
y cuando cae la noche mi corazón
se extiende como un puente
sobre el Mare de la Muerte
del cosmos
en el que se desenvuelve mi  ternura
- bola en el umbral del azul.
(Texto e imágenes de Enea Grosso)


Mein Vater ist sicher in den goldenen 
Händen von Nebadon
und wenn die Nacht hereinbricht, 
mein Herz
dehnt sich wie eine Brücke aus
 über das Meer des Todes
auf dem sich meine Zärtlichkeit ausbreitet
- Wollknäuel an der Schwelle zum Azurblau.
(Text und Bilder von Enea Grosso)

Gracias a Alessandra Ottina por comprobar la versión española.
Thanks to Alesssandra Ottina for checking the Spanish version.







domenica 10 luglio 2022

sabato 9 luglio 2022

Località Mastantone



Località Mastantone si trova lungo la centralissima via Martiri della Libertà, nel tratto compreso fra le vie Paruzza e Quintino Sella di Cossato. Il nome, Mastro Antonio, potrebbe rifarsi a un avo dei mastri Fiorio, noti impresari edili. I ricordi di cui racconta Carla Angiono, 92 anni, si rifanno agli Quaranta, Cinquanta e Sessanta.

L'estate è la stagione delle partenze



L'estate è la stagione delle partenze. Delle evasioni. Della spensieratezza ricercata tutto l'anno. Ed è gingillandomi che all'improvviso visualizzo un'immagine capace di stamparmi un sorriso sul viso.

domenica 26 giugno 2022

L' Osteria di Sant'Antonio a Masserano - di Sergio Marucchi - Ospiti di Baffidigatto #innamoratidelbiellese

 

L’OSTERIA DI S. ANTONIO a Masserano

di Sergio Marucchi

A San Giacomo del Bosco, presso il bivio fra le attuali via Repubblica e via 2 Giugno (SP 142),  si nota il rudere di un caseggiato, in parte ricoperto da un glicine rampicante: si tratta dell’antica Osteria di S. Antonio che rimase attiva per più di 120 anni. 



Il nome era legato ad un dipinto presente sul muro dell’edificio rappresentante S. Antonio abate, ora scomparso. L’edificio corrispondeva probabilmente alla “Cascina Guado”, citata nel 1809, che sorgeva presso il guado sul torrente Ostola (il ponte fu costruito soltanto nel 1843). Nel 1827  Benedetto Cagna di Castelletto Cervo ottenne dal Comune il permesso di aprirvi un’osteria, che nel 1835 fu ceduta a Francesco Marucchi-Danna, originario di Rongio. Si trattava di una “osteria con stallaggio”, dotata di un’ampia stalla dove gli animali da tiro (cavalli e muli) potevano riposarsi ed essere rifocillati. Il locale era molto frequentato da carrettieri e commercianti, perché si trovava sulla direttrice Biella - Gattinara e sulla via per Vercelli; un tempo lungo le principali vie di transito sorgevano numerose osterie, quasi come le stazioni di una “via crucis” dove i conducenti dei carri si sentivano in obbligo di fermarsi ...a volte spendendo per il vino buona parte della somma guadagnata con la vendita delle loro merci. 

In questa fotografia di Alfonso Sella del 1963 è ancora ben visibile il dipinto raffigurante Sant'Antonio abate




Un’altra categoria di avventori del locale era rappresentata dai contadini di Masserano che andavano a coltivare i campi della Baraggia e vi facevano sosta perché il paese distava non meno di quattro chilometri. Pur essendo piuttosto trafficato, il luogo era comunque isolato ed esposto al rischio di visite sgradite. Sappiamo ad esempio che nel 1849 l’osteria fu vandalizzata “da vari soldati fuggiaschi dopo la battaglia di Novara” che causarono  ben 800 lire di danni: Margarita Marucchi, vedova di Francesco aveva presentato richiesta di risarcimento all’Intendenza della Provincia di Biella, ma nel 1851 attendeva ancora di essere soddisfatta. 




Un’altra categoria di clienti pericolosi erano i briganti che infestavano la Baraggia depredando i carrettieri e che a volte bussavano in piena notte alla porta, pretendendo di avere un piatto di minestra e un litro di vino! Dopo la morte di Margherita nel 1867 la gestione passò a suo figlio Giovanni Marucchi, e poi alla figlia di questo, Angela detta ”Angilòt”, che tenne l’osteria con il marito Emilio Lanza.  




Nel 1933 si festeggiò il “centenario” (interpretando erroneamente come “1833” la data 1835 incisa su di una lastra di pietra): nel cortile fu imbandita una tavolata con 220 commensali,  fu allestito il “balpalchèt” ed arrivò persino la giostra “pé ‘nt al cül” per i giovani! La famiglia Lanza tenne l’osteria sino ai primi anni ‘50 del secolo scorso, poi la affittò ad una famiglia bresciana, i quali chiusero definitivamente nel 1958-1959.

 Testo di Sergio Marucchi

Immagini di Enea Grosso