domenica 27 febbraio 2022
Ricordi del vecchio mercato coperto di Cossato
mercoledì 23 febbraio 2022
La favola del Ferragosto andornese
sabato 19 febbraio 2022
Se una maschera fa cadere le maschere (di Enrico Harish)
Martedì ho visto un servizio della bravissima giornalista che lavora nella trasmissione di Mario Giordano (unico giornalista che ha il coraggio di narrare la verità dei fatti). Questa coraggiosa giornalista, anche lei dal 15 febbraio, è stata sospesa dal lavoro perché non si è piegata al marchio dell'obbedienza. Nel suo servizio mostrava come la comunità di Sant'Egidio non consentisse l'ingresso né alla mensa dei poveri né alle strutture di accoglienza a quelle persone in difficoltà che non avevano il super green pass, ossia che non sono vaccinate.
Come sempre la Chiesa, così mi come accade nel Ventennio, anche oggi si distingue per il suo retaggio collaborazionista ed è ovvio che certi ordini vengano dai piani alti, ma questo non giustifica coloro che vergognosamente li fanno rispettare.
Oggi chi ancora non vede, chi crede ancora al pretesto dell'emergenza sanitaria è egualmente complice.
A questi non basterà dire che non lo sapevano o che non si erano accorti. Il vero problema è che gli uomini che sono a contatto col Sé, con quella dimensione di consapevolezza profonda che si trova in ognuno, sono ancora troppo pochi, perché chiunque abbia veramente un contatto con la propria anima, non può collaborare a queste ingiustizie.
In questo tempo è bastata una maschera per far cadere giù le maschere di quei tanti guru che poi al loro seminario ci chiedono il siero, di quei filosofi che parlano di inclusione e poi sono i peggiori nel discriminare una minoranza di uomini liberi e soprattutto di apparenti uomini di fede e di buona volontà che non sfamano il fratello in difficoltà, perché non ha obbedito a una legge ingiusta, come nel caso della comunità di Sant'Egidio.
Se c'è un merito che ha avuto una maschera, è stato quello di far cadere tutte le maschere.
Enrico Harish
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mercoledì 16 febbraio 2022
martedì 15 febbraio 2022
Hagakure #poetry #poesia
La Spelonca dell'Ales, in Valsessera #innamoratidelbiellese #biellese #piedmont #bielleseterritoriostraordinario #luoghichesono poesia #valsesesera
Testo e immagini di Enea Grosso
La Spelonca dell'Ales non è un rifugio qualunque: è il cuore di un uomo a cielo aperto che si è fatto tutt'uno con la roccia, è uno spirito bambino che ha scolpito il suo sogno nelle pietre.
Benvenuti a Coggiola!
| La frazione di Rivò faceva parte del Principato di Masserano |
...e la nostra passeggiata ha inizio.
| In alto: il Rifugio e ristorante La Ciota, da cui passeremo al ritorno del percorso ad anello. |
...e c'inerpichiamo lungo il sentiero a destra (andrebbe bene anche proseguire a sinistra lungo la sterrata, la salita è in agguato qualunque sia la scelta)...
...verso Cappella Foscale sulla bocchetta...
| Il Monte Barone di Coggiola e il Cornebecco (o Cornabecco) a destra |
Proseguiamo dritti (al ritorno imboccheremo invece il sentiero che scende a destra) scendendo dolcemente verso il bosco passando accanto alla fontana della Formica...
| Il sentiero che imboccheremo al ritorno (verso il rifugio La Ciota e Piane di Rivò) |
...fino ad un bivio. A questo punto saliamo lungo il sentiero G-1A in direzione Rifugio Monte Barone, che però non è la nostra meta: oggi ci fermeremo alla Spelonca dell'Ales.
| In alto a sinistra s'intravede il capanno degli attrezzi, sulla destra la spelonca. |
| Il soppalco |
| Il sentiero che dalla Spelonca sale verso il rifugio del Monte Barone |
| Dettagli importanti: maniglia per la pietra sopra al canale di scolo |
| Ales in una foto appesa nella Spelonca |
| Verso "La Ciota" |
...verso il rifugio - ristorante "La Ciota" e poi oltre fino al punto di partenza: Piane di Rivò.
| La Ciota |
| L'elicottero del Pronto Soccorso |
| In basso il sentiero percorso all'andata |