sabato 12 dicembre 2020

Le forbici dal manico rosso


Quando amiamo quello che facciamo, abbiamo il piacere di condividerlo. E accade così che, anche un attrezzo a cui non avremmo badato, diventi l'occasione che illumina la giornata.

domenica 6 dicembre 2020

Solstizio d'Inverno #poesia #wintersolstice


 I Pazzi dal Mondo Glaciale 

e il Deserto Infuocato

lasciavano al Vento ogni anno 

un canto al Solstizio d'Inverno,

tesoro d'un tempo perduto

donato a una stirpe ormai sorda

con l'anima chiusa in bottiglia

- recisa già al primo vagito

ad ogni neonato e nessuno

serbava il ricordo di nulla,

memoria che fin dalla culla

svaniva in un soffio per sempre.

E invano soffiava alla gente

il Vento - sferzante, avvolgente -

un'aura vitale dal cielo.

Soltanto a Natale, nel buio,

la morsa del Burattinaio

sembrava allentare la presa

dai cuori amputati d'amore

e un guizzo dell'anima antica

svegliava l'antica ferita

e nelle prigioni nascoste

nasceva una danza segreta

e quando passava la Stella

brillava una nuova scintilla

dal fuoco dorato assopito

in  braci di libertà.

(Testo e immagini di Enea Grosso)


Nella foto: albero di Natale al centro commerciale "Gli Orsi" di Biella (dicembre 2019).

La piccola lepre


Fuggivi certamente da qualcosa di spaventoso, piccola lepre, quando sei sbucata sul ciglio della strada. Io ero al volante e ho premuto il freno fino quasi a fermarmi, sperando che fossi tu a percepire la mia presenza.

sabato 5 dicembre 2020

Natale invisibile - Invisible Christmas #poesia #natale

 


Natale in tempo di guerra

 - invisibile

È il Natale invisibile 

o la guerra?

Ognuno si scelga 

la storia che gli garba

- giocando a carte con la libertà.

(Testo e immagini di Enea Grosso)


Christmas in wartime 

- invisible

Which one is invisible,

Christmas or the war?

May everyone choose

his favorite story

- playing  his cards with freedom.

(Enea Grosso, words&images)


Nelle foto: neve sulle vigne di Brusnengo

Il canto della neve che scende - #poesia #snowsingingandfalling



Il canto della neve che scende

note di un silenzio bianco

musica per l'occhio

l'orecchio 

è su tutta la pelle.

(Enea Grosso)



The chant of the snow falling

notes of a white silence

music for the eye

the ear

is all over the skin.

(Enea Grosso) 


Grazie a Lara per le foto dell'abbondante nevicata a Pollone (Biella).

venerdì 4 dicembre 2020

- nameless strenght - #poesia #poetry #forzasenzanome

 

I am the gentle strength 

without a name

like a flake in the cold 

is a flame 

of crystal beauty.

(Enea Grosso, words & image)


Traduzione dall'inglese:

Sono la forza gentile

senza nome

come un fiocco di neve nel freddo

è una fiamma di bellezza  cristallina.

(Enea Grosso, words & image)

In the picture: Masaru Emoto's images of water crystals. From left to right: Happiness, Truth, Wisdom & Compassion. In the centre below: Hado of healing. 


mercoledì 2 dicembre 2020

Non vedo, non parlo, non sento


Se ci preoccupiamo di far sapere quanti morti mieta il Covid, ricordiamo anche quanti esseri umani perdono la vita per altre patologie (che tra l'altro trascuriamo con il blocco delle visite).

martedì 1 dicembre 2020

Il fascino di VIlla Corrado - Sasso - Novaro #masserano #innamoratidelbiellese #corradocorradino #angiolosilvionovaro #luoghichesonopoesia


Testo e immagini di Enea Grosso


Fu amore a prima vista  quando anni fa scoprii per caso  il maestoso ingresso posteriore di Villa Corrado  (o Sasso o Novaro, a seconda dell'interlocutore a cui chiedete informazioni) nascosto  in fondo ad un sentiero. 
Fu una grande scoperta ...dell'acqua calda, dato che a Masserano tutti o quasi conoscono la villa, da tempo di proprietà comunale.


Io invece non ne sapevo nulla. E quando intravidi tra il verde e i rovi un'elegante doppia scalinata semicircolare in pietra mi sentii un po' come Alice nel Paese delle Meraviglie (Masserano, con la sua storia, ben si presta a tale definizione). 
Se quello era l'invito a salire al livello del prato - giardino, quanto doveva essere bella la dimora che gli corrispondeva? 

Lo spazio incolto del giardino e la seconda scalinata

La risposta era lì, qualche metro più in alto, in cima ad una seconda scalinata che conduceva al cortile posto tra il portico e una vasca o piscina profonda e ricoperta di piccole piastrelle in ceramica verdi e gialle, gli stessi colori del tetto del pozzo in un angolo,  simile a  quello di una casa di gnomi.  Questa fu la mia prima visita.

La vasca  o piscina



La "Villa del Poeta" in un'immagine gentilmente fornita dalla Signora Daniela Zago Novaro.



Il pozzo degli gnomi


    Sono poi tornata altre volte in questa dimora ed ho scattato foto ad ogni angolo: alle ampie scalinate, ai soffitti con deliziosi affreschi...



...a quel che resta delle tende e delle  porte in legno...


...al bagno padronale foderato di verde e di specchi...



...alla terrazza lontana da sguardi indiscreti e  con un'ampia vista sulle colline e sul cielo.



Attraversando furtivamente quelle stanze impregnate di tempo, affascinanti come un set cinematografico, è facile provare ad immaginarle "da vive".


DI sicuro ci sarà stato un pianoforte a coda nell'angolo luminoso di un salotto; e signore in gonne lunghe e morbide, con le mani impegnate da ventagli e manicotti, a seconda della stagione; e signori vestiti di stoffe pregiate, intenti a conversare di politica e poesia in piedi accanto  ad un  grande camino. 



Per soddisfare la crescente curiosità riguardo ai proprietari di questo luogo, mi sono  rivolta a Sergio Marucchi di Rongio, esperto di storia locale, e la risposta è arrivata, dettagliata ed esauriente. 


La dimora signorile è legata a due personaggi locali illustri: i poeti Corrado Corradino (1851 o 1852 - 1923, Presidente dell'Accademia Albertina)  e Angiolo Silvio Novaro (1868 - 1938), entrambi generi del magistrato Giuseppe Butta, avendo essi sposato  rispettivamente Quirina (1865-1960) e Laura,  di professione pianista (1867-1940). 


Angiolo SIlvio Novaro e suoi fratelli erano proprietari della ditta P.Sasso&Figli (quella del famoso olio), fondata dal loro papà Agostino e da lui dedicata alla moglie, Signora Paolina Sasso da nubile. Ecco perchè il luogo è conosciuto anche come Villa Sasso. 


Quirina e il marito ebbero un figlio, Sergio (1893-1978), avvocato,   sposato a Christine Carruthers (1908-1990), conosciuta ad un tè danzante all'Hôtel Paradiso di  Diano Marina  (a quanto pare fu amore a prima vista tra il giovane ufficiale e la fanciulla inglese).  Dalla loro unione nacquero Giovanna (mancata in tenerissima età) e Corradino "Sunny", morto a 16 anni per lo scoppio di una granata nel giardino di casa, la Casa Rossa di Oneglia. 


L'unico figlio di Laura e Angiolo Silvio Novaro fu Jacopo (1896-1916), disperso nella Prima Guerra Mondiale. Sergio e Jacopo erano molto legati. 
Dopo la morte di Jacopo, Angiolo Silvio Novaro invitò l'adorato nipote ad Imperia  a lavorare nella ditta P.Sasso; e così Sergio divenne a tutti gli effetti l'unico erede del poeta. 


I Corrado erano soliti trascorrere la villeggiatura proprio in questa villa in centro a Masserano, mentre i Novaro, almeno per alcuni anni, scelsero come loro dimora estiva una grande casa del Cantone Rivera (a Frazione Rongio Inferiore). La residenza di villeggiatura abituale dei Novaro era l'Armetta, vicino ad Ormea, dopo il Colle di Nava. 



La moglie di Giuseppe Butta era Malvina  Bozino (1845 - 1926), appartenente ad un antichissimo casato di Balocco stabilitosi a Masserano nel 1400, un casato potente e ben inserito fin da subito nella vita del Principato. I Bozino abitavano nell'attuale palazzo Corrado (come lo definisce Vittorino Barale nel suo libro "La gente di Masserano"). 


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C'è un altro luogo del paese che ha sempre attratto la mia attenzione.
Quando da bambina accompagnavo mia nonna Vittoria al cimitero, ogni volta mi fermavo a guardare la statua di una ragazza alta e longilinea a capo chino, con le mani posate sul petto, in un abito lungo, composta ed elegante. 
  


Allora non sapevo che si trattasse della tomba della famiglia Corrado.
Chissà se la bella scultura ha le fattezze di Christine, la mamma di "Sunny" Corradino, o della zia pianista o semplicemente di una modella.



E mi domando come mai io abbia impiegato così tanto tempo a trovare il nesso tra questi due luoghi. Corriamo distratti e il tempo ci aspetta, con i suoi piccoli e grandi misteri.





"Sunny" Corradino, ricordato come un ragazzo solare, intelligente e di bell'aspetto,  morì tragicamente  nel giardino della Casa Rossa di Oneglia per lo scoppio di una granata, una cui scheggia lo colpì alla giugulare (per gli adolescenti dell'epoca era normale giocare con la polvere conteuta nelle bombe lasciate dai tedeschi). Al momento dell'incidente Sergio e Christine non erano in casa.  L'informazione arriva dalla Signora Giovanna Iacometti Rossi, nata proprio davanti alla residenza estiva di Angiolo Silvio Novaro. La sua famiglia fu testimone del tragico episodio. 
Al poeta Novaro sono intitolate le scuole medie di Masserano. 



Copia di una lettera in cui si narra la tragedia di Sunny...

...soccorso dalla domestica Peppina (per gentile concessione della Signora Daniela Zago  Novaro).


Il busto di Corrado Corradino ai piedi della Chiesa di San Teonesto, lungo la discesa che conduce al cimitero. La lapide sulla sua tomba riporta le date 1851-1923. Wikipedia, riferendosi ai dati del Dizionario Biografico Treccani, riporta invece: 1 gennaio 1852 - 9 luglio 1923 (a Torino).




Baffidigatto ha dedicato un post a Corrado Corradino e al palazzo dei Principi:

https://www.baffidigatto.com/2017/06/masserano-corrado-corradino-e-il.html

 

Fonti: "La gente di Masserano - famiglie antiche e persone illustri" di don Vittorino Barale - Centro Studi Biellesi, 1978, pag. 44. 
Un grande ringraziamento per le preziose informazioni  al Professor Sergio Marucchi e alla Signora Daniela Zago Novaro, che tanto si sta adoperando affinché il ricordo di Angiolo Silvio Novaro rimanga vivo nel tempo. 

La Casa Rossa di Oneglia sulla  copertina del libro "Angiolo Silvio Novaro - Vita di un poeta"  di Franca Anfossi Inzaghi e Daniela Zago Novaro - DeFerrari Editore (2008)


Villa Armetta ad Ormea 

Il poeta Novaro lasciò Villa Armetta al fratello Enrico (il minore e forse il prediletto), che indirizza questa cartolina  a Christine Carruthers Corrado, moglie di Sergio. Enrico era il nonno del Signor Giorgio, che donò Palazzo Corrado - Novaro al comune di Masserano. 



https://www.baffidigatto.com/2016/04/rongio-di-masserano-e-via-della-croce.html
Un post di Baffidigatto dedicato a due personaggi  locali degni di essere ricordati: Don Vittorino Barale e Don Luigi Longhi. Un omaggio a Frazione Rongio e alla Via della Croce. 


https://www.baffidigatto.com/2020/06/masserano-un-giro-ad-anello-tra-boschi.html















Lo stagno davanti al giardino