È una mattina insolita per l’Istituto Eugenio Bona di Biella: i ragazzi sono in abbigliamento morbido con i tappetini che spuntano dagli zainetti… Incontro il professor Enzo Mario Napolitano che sta tornando con i ragazzi dopo Il Saluto al Sole: un saluto solenne e raggiante come la Villa Boffo, villa ottocentesca situata a poca distanza dall’Istituto, presso la quale si è appena svolta la prima lezione del ciclo #Bona_Zen.
lunedì 18 giugno 2018
mercoledì 13 giugno 2018
Faraway from Bali, close to the soul
Loin de Bali, près de l’âme
mercoledì 6 giugno 2018
“Timidezza graziosa”
“Il giorno in cui disegno ‘Donna in blu’ non ho con me tutto il materiale necessario. ll suo viso nasce da un momento spontaneo”.
domenica 3 giugno 2018
mercoledì 30 maggio 2018
lunedì 21 maggio 2018
La transumanza parte a mezzanotte
La XIX° edizione di "Transumando" partirà venerdì prossimo, 25 maggio, a mezzanotte da Brusnengo, passerà da frazione Cerale di Camandona alle 8/8.30 di sabato e arriverà alle 10 al Bocchetto Sessera, per proseguire alla volta dell'Alpe Campello.
mercoledì 16 maggio 2018
lunedì 14 maggio 2018
Molto più di una festa
Sbirci in sala e scorgi una decina di tavoli apparecchiati di tutto punto con tovaglia bianca e fiori; in cucina, dove ti intrufoli sempre per poterne scrivere, l’atmosfera è altrettanto intrigante. Perché se alla festa ci vai per trascorrere la domenica in compagnia, poi ti rendi conto di fare ben di più.
Pierre de Ronsard
sabato 5 maggio 2018
domenica 29 aprile 2018
sabato 14 aprile 2018
Lassù fra le montagne per sentirsi libero
Dalla strada erta e stretta, costellata di frazioni con meno di cinquecento residenti, ai suoi 600 metri sul livello del mare, che diventano 2.710 sulla cima del Mont Cabrun, su un’estensione di ventitré chilometri quadrati, tutto delinea il profilo di un posticino tosto, di fascino e originalità rari. Più salgo, più la montagna, la vegetazione, lontane da certi screzi della civiltà, si rivelano.
Le case in pietra del borgo di Chemp rivivono, almeno in parte, ospitando uno scultore di cui però non c’è traccia. Le opere in legno appaiono una dopo l’altra, come se fossero loro ad aver scelto la propria posizione. Busti di bambini, ragazze, donne di influenza iperrealista, si alternano a motivi floreali, animali curiosi, creazioni astratte e naïf.
A colpirmi sono i contrasti, il silenzio e il vento forte, il cielo di un blu intenso e il bianco della neve sulle vette, il verde dei prati e il grigio delle baite. Osservo la valle nella sua interezza, mi viene dato del tempo. Poi il puntino rosso in lontananza si avvicina, si fa persona. È lui, lo scultore, Angelo Giuseppe Bettoni, 76 anni.
Un sorriso, una stretta di mano e via. Mi racconta che le opere non sono tutte sue. “Collaboro con degli amici che ospito – spiega -. Non c’è nulla di personale; chi lo desidera può lasciare la scultura al luogo, alla comunità. Sono amici veri. Ed io a mia volta, quando vado dalle loro parti ricambio con piacere. Mi confronto per crescere, perché come si dice, è quando credi di essere arrivato che non sei mai partito”.
Domando quale sia il filo conduttore che unisce le sculture.
“Le differenze sono incredibili perché riflettono il mio stato d’animo. Saltello qua e là fra stili diversi. Mi sento libero in tutti i sensi. Del resto ho trascorso una vita a fare quello che volevano gli altri” aggiunge, riferendosi a mestieri lontani: attrezzista meccanico, autista e tira cavi. “All’epoca abitavo a Pont Sant Martin, là nel caos. Dopo trent’anni ho scelto di proseguire a modo mio, come fa un clochard, e non tornerei indietro. All’inizio avvertivo diffidenza. Negli sguardi delle persone leggevo: ’questo non è tutto sul suo’. Oggi Chemp è ‘villaggio d’arte’ e i turisti arrivano da ovunque, ma all’inizio erano soltanto case che mi spiaceva vedere abbandonate. Mi ero organizzato con il generatore elettrico. Non c’era il telefono. Era bellissimo”.
Le sculture di Angelo, così voglio chiamarlo, nonostante credo sia conosciuto come Pino, descrivono emozioni, storie. A modo suo racconta il vissuto che incontra, “sono così come mi vedi”, aggiunge senza giri di parole e si porta una mano sul viso, come se per un istante, ma un istante soltanto, provasse imbarazzo.
Sento equilibrio, armonia. Anche il mio scrivere è un po’ il suo scolpire. Poi l’incontro sembra volgere al termine. Ma no, adesso è lui che mi trattiene. Nonostante la stretta di mano, la conversazione riprende e l’attenzione va alla scultura che gli sta accanto.
“L’idea mi è arrivata per caso durante una delle escursioni. Ero a Schio, Vicenza. Avevo l’opportunità di scegliere il tronco su cui lavorare, ma pioveva e non vedevo un accidenti. Dovendo decidere, avevo indicato un pezzo di legno che per farlo arrivare alla mia postazione avevo pagato da bere a tutti. Misurava 75 per 220 centimetri, enorme e pesante. La cosa mi spaventava, come potevo sfruttarlo al meglio? Nel bar in cui mi ero rifugiato per ripararmi dall’acqua, c’era una ragazza giovane e carina, ma con lo sguardo triste. È stata lei a darmi l’idea dicendomi: ‘Non ne posso più, voglio farmi portare via dal vento’- il ricordo lo illumina oggi come quel giorno -. Vivevo l’ispirazione come se fosse un sogno, vedevo la figura della ragazza che si lasciava portare dal vento dietro a un telo, uno rivelava l’altro. Felice, lavoravo al tronco come un pazzo, descrivevo l’emozione, perché mi muovo quando sento, come fai tu scrivendo”.
Anche il giorno in cui incontro Angelo c’è vento vivace che non consente una conversazione limpida. Ma ancora una volta vivo il rivelarsi essenziale, come la scultura, che s’intitola appunto “Vento portami via”.
La Valle, con i suoi pendii ripidi e passaggi sicuri, offre diversi spunti per camminare. Trovo suggestivo il ponte pedonale di Moretta di epoca medioevale, che permette di attraversare la gola sul torrente Lys, luogo in cui si dice che Gran Vignal di Perloz avesse sconfitto un drago tremendo che intimoriva i passanti. Sotto il profilo naturalistico, verso il Col de Fenêtre fiorisce spontanea la Paeonia officinalis. La zona è riconosciuta “sito di interesse comunitario”.
Anna Arietti
(testo e immagini)
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venerdì 23 marzo 2018
Lontani da Bali, vicini all'anima
martedì 6 marzo 2018
I vini dell’Alto Piemonte con “I am agricolo project”
giovedì 22 febbraio 2018
Tempo
Tempo per la sveglia,
tempo per la maglia
- freddo del mattino -
tempo del caffè,
tempo per scattare,
tempo per trovare tempo
per brillare
resilienti, tenaci,
tempo per sentirsi
sbagliati, incapaci
di trovare un po' di tempo
per fermarsi in compagnia
di una rosa
e la poesia
di un attimo di tempo
senza tic e senza tac.
(Testo e immagine di Enea Grosso)
venerdì 16 febbraio 2018
Insalata di fiori
Sera,
insalata di fiori
- un piatto di stelle
tra mani voraci
e la bocca ricolma
dell'affanno del giorno.
(Enea Grosso)
venerdì 9 febbraio 2018
“Le idee non si rifiutano, germinano nella società”
lunedì 5 febbraio 2018
La fiera delle capre di Ardesio
Non siamo ancora arrivati e già ne respiriamo l’aria. Giovani a gruppi con il capèl de paia in testa, la camicia a quadri e appena un gilet, nonostante la temperatura a meno uno, si avvicinano alla festa di gran passo, ridendo e scherzando. Siamo alla “Fiera delle capre” di Ardesio, in Val Seriana (Bergamo), che si è svolta la prima domenica di febbraio.
giovedì 25 gennaio 2018
Il Golfo che parla al suo Vento
Io resto fermo qui e tu te ne vai via
e voli quanto vuoi ma poi ritorni sempre.
Mi piace quel tuo modo
di descrivermi il mondo.
Occhi non ne ho e non ho piedi né ali
per andarlo a cercare.
Ma posso immaginare
arazzi senza fine
di bellezza e di vita
dai profumi che porti,
e dai semi e la sabbia.
Io raccolgo tutto
nel mio grembo rotondo
- nel mio abbraccio di roccia
e colline di nebbia
in questo mare freddo
dalla spuma d'argento
nei giorni quando il sole
si ricorda che esisto
e getta qualche raggio
sulla spiaggia di sassi
dove solo i gabbiani
san zittire il silenzio
che resta quando te ne voli via,
Vento, caro Vento.
Io rimango qui.
Tu sei la mia anima che viaggia
sopra i mari del mondo.
(Testo e immagini di Enea Grosso)
Il Lago Maggiore a gennaio sembra un mare d'inverno.
Testo e foto di Enea Grosso
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