martedì 11 luglio 2017
Un libro scritto con il cuore
giovedì 6 luglio 2017
È festa a Castellengo
mercoledì 5 luglio 2017
Sulle dune di seta della sera
mercoledì 21 giugno 2017
Masserano: Corrado Corradino e il Palazzo dei Principi.
Testo e immagini di Enea Grosso
I nomi scritti alle sue spalle allora non mi interessavano, ero totalmente affascinata da quella figura elegante.
Solo tempo dopo associai quella tomba signorile ad un altro punto del percorso, un angolo con un busto mezzo nascosto dal verde penzolante dai muri sotto a San Teonesto. Un monumento un po' caduto nell'oblio. Chissà chi era, quel signore dall'aria dotta.
Il cerchio si chiuse grazie ad una cartolina (credo ora quasi introvabile) tenuta con cura da mia mamma in un cassetto: l'immagine della Chiesa delle Grazie da un lato, e sul retro, stampata per intero, la poesia ad essa dedicata scritta nel 1913 da Corrado Corradino, il signore del busto a mezza via, le cui spoglie riposano accanto alla fanciulla con un fiore fra le mani.
Da un anno volevo dedicare uno spazio a questo personaggio, ed è stata una sorpresa ritrovarmi davanti alla sua poesia scolpita sul muro ripulita e perfettamente visibile e leggibile. Complimenti per la sensibilità e l'impegno alla Pro Loco del paese che ha avuto questa iniziativa!
| San Teonesto, XIII secolo |
Un maggiordomo di pregio, che invita gli ospiti a proseguire nelle splendide sale dove troneggia l'altare ligneo detto "del Terebinto", spostato dalla Chiesa di San Teonesto al Palazzo dopo il laborioso restauro della biellese Cristina Rapa.
Il modo migliore per apprezzare le sale del Principato è di affidarsi ad una visita guidata lasciandosi trasportare con la fantasia dalle immagini mitologiche dipinte sui soffiti preziosi e dalla storia degli intrighi dei Ferrero Fieschi.
Oppure ci si può documentare leggendo la guida realizzata dal Comune di Masserano.
Se si è amanti dei libri da collezione allora vale la pena di dare un'occhiata al volume "Il Principato di Masserano e il Marchesato di Crevacuore" di Don Vittorino Barale, colui che per primo riportò in luce dagli archivi l'antica storia del paese e dei suoi principi.
| Un tempo si credeva che "Masserano" derivasse da Messer (coltello in tedesco) e Hand (mano). |
"Volete discender la china,
Signore? Soltanto due passi.
Non bada a molestia di sassi
chi scorge la meta vicina.
Se vi pare che faticoso
e lungo sia stato il viaggio
siccome a me sembra, è da saggio
affrettarsi verso il riposo.
Appunto laggiù ne fa cenno
tra i salci delle grigie chiome
quell'erma chiesuola che ha nome
"Le grazie". E fu scelto con senno.
Lì presso, se non vi dispiace,
è la meta, fra un colle e un prato,
e lì si può stare sdraiato
né alcuno vi disturba la pace.
Anzi l'anime che son sazie
e di sperare e di soffrire,
posson, senza sogni, dormire
presso la Chiesa delle Grazie".
(Corrado Corradino, Settembre 1913)
| "Le Grazie" |
Baffidigatto ha dedicato altri post a Masserano (li trovate sotto alla voce "territorio" dall'indice tematico visibile nella versione per pc). Eccone alcuni:
http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/02/il-volo-di-flaminia-di-enea-grosso-mi.html

http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/komorebi-e-autunno-doro-rongio-di.html
http://baffidigatto2.blogspot.it/2017/06/non-ci-sono-motivi-per-rimanere.html
http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/i-voltoni-di-rongio-superiore.html
http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/i-voltoni-di-rongio-superiore.html
http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/06/minuscoli-universi.html
http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/le-foglie-umide.html
http://baffidigatto2.blogspot.it/2016/05/le-foglie-umide.html
martedì 20 giugno 2017
Moulay Idriss
Era autunno. Fuggiva a
Casablanca
con l’anima nera e una bestia mostruosa
seduta sul cuore.
Scagliava da lontano i suoi dardi beffardi
l’oscuro inseguitore,
nascosto chissà dove
-
tra le case lontane
dell’aldilà del mare –
e né l’oro né il verde ai
portoni preziosi
potevano fermare la sua ombra
tremenda.
Eppure, come un’onda o una
spinta segreta,
c'è una mano piccina a calmare il rumore
quando il cielo è lontano
e non riesci a immaginare né
una strada o una rosa
posata su un altare come
fosse un cuscino
-
ed ecco lì che
grida in silenzio
il
respiro, un canto senza voce, come l’aria ed il vento.
E i
cieli più lontani e i fiori sugli altari
sono
a un passo da noi, dietro a un tetto stanco,
come
petali sparsi tra le rocce e lo sguardo
di
chi li sta cercando ed è in viaggio da giorni
senza
ancora sapere che la meta era quella.
Cosa
c’è nel bagaglio? L’anima e una stella
nascosta
in un bicchiere per non dare nell’occhio,
di
corsa sulle scale, piegandosi in ginocchio,
per
trovare più in alto dietro a un muro bianco
un
rifugio segreto in cui scartare il cuore
come
fosse un regalo
da
posare con garbo
tra
i petali di un fiore
bagnati nel cristallo
di
cui pullula il sole.
(Enea Grosso)
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Moulay Idriss è una città santa per i musulmani nella regione di Fes-Meknès.
L'ho vista da lontano - bianca e appollaiata tra le alture - sulla via verso l'antica Volubilis. https://it.wikipedia.org/wiki/Volubilis
Testo: Enea Grosso
Foto: Anna Arietti
(Enea Grosso)
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Moulay Idriss è una città santa per i musulmani nella regione di Fes-Meknès.
L'ho vista da lontano - bianca e appollaiata tra le alture - sulla via verso l'antica Volubilis. https://it.wikipedia.org/wiki/Volubilis
Testo: Enea Grosso
Foto: Anna Arietti
domenica 18 giugno 2017
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