sabato 10 dicembre 2016

Sono milioni le foglie che brillano


In questo mondo che sanguina amore
sono milioni le foglie 
che brillano
d'una bellezza più grande
del male. 

Enea Grosso 



E il paese vive


Quando sfiori accidentalmente un pupazzo e chiedi scusa, convinta sia una persona, significa che il presepe è davvero a grandezza naturale.

giovedì 8 dicembre 2016

E' ora di giocare nella neve - Oratorio di San Bernardo, Oasi Zegna.




E' ora di giocare 
nella neve
e di tornare a casa
con le mani felici.
(Testo e immagini di Enea Grosso)

It's high time to play 
in the snow
and to go back home
with joyful hands.




Il Biellese visto dall'Oratorio di San Bernardo, Oasi Zegna (Biella). La nevicata è del Natale 2008.

Brandelli di sole



Chiudo la mia porta
agli artigli di parole
che sottendono il Nulla
Navigo il silenzio
nella culla
intrecciata
con brandelli di sole.

Enea Grosso






Sole di fine autunno al sentiero del Limbo verso l'anticima del Monte Mucrone a Oropa (Biella).





mercoledì 7 dicembre 2016

Sono più miti le mattine


"Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello".

di Emily Dickinson, L’estate è finita.




















Gli occhi del gatto

Giotto
"L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia la rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole esser solo gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro".

da "Ode al gatto" di Pablo Neruda

lunedì 5 dicembre 2016

ATTESA - racconto





“ATTESA”
di Enea Grosso


 La stava aspettando da anni, e finalmente eccola lì, come una luce all’inizio di un bel sogno.

 Da quando, in un giorno arido, seduto ai margini di un torrente, aveva incontrato uno strano personaggio.

 “Animo, amico mio”, gli aveva detto sorridendo,  dopo aver incrociato per qualche istante il suo sguardo, impenetrabile solo a chi non conosce il colore della tristezza. “Il tuo occhio è limpido, e l’attesa che vive con te, vedrai, non sarà la cattiva compagna che temi.  E’ un bastone luminoso a cui appoggiarti per un tratto di strada, e poi ti lascerà libero”.

Parlò di molte cose ancora, e sussurrò parole che forse erano preghiere,  chissà, tanto quel linguaggio gli era estraneo.

 Eppure, pur non capendo le sue parole, se non confusamente, non gli dispiaceva starsene lì, quasi ipnotizzato dalla presenza dello sconosciuto.  In certi momenti della sua vita aveva quasi dimenticato l’episodio, un   evento troppo piccolo per non rischiare di essere schiacciato dalle durezze del quotidiano.

 Dallo scorrere del tempo.

Dalle intemperie del cielo e dell’animo.

 Dal sarcasmo alimentato dalle false illusioni e dalle delusioni cocenti.

 Cosa gli aveva lasciato, in fondo, quell’incontro? Nulla di concreto.

Anzi, proprio nulla in assoluto…O forse doveva ammettere a se stesso che non era così?



Quella notte, quando alzò gli occhi  e vide quella stella luminosa attraversare il cielo, quasi non gli sembrò vero. Era lì soltanto per lui, dopo aver tanto saputo aspettare.



Sentì dapprima sciogliersi qualcosa da qualche parte nel petto, e poi… la sentì spuntare, timida e piccina. Portò d’istinto una mano verso la guancia, ma si fermò.

“Oh no”, disse.  E,  sorridendo nel buio, lasciò che la sua prima lacrima gli arrivasse fino alle labbra.  Voleva sentirne il sapore, dato che non poteva vederla, ma solo immaginarla.

“E’ più delicata di una perla”, pensò. “Fosse la perla più preziosa della corona del re potrei tenerla in mano e guardarla, ma nessun re ha le mani tanto delicate da tenere in mano una lacrima”.

E d’improvviso si ricordò frammenti del discorso del suo compagno di sosta di tanto tempo prima.

 Gli aveva parlato della venuta di un re dai forzieri ricolmi di perle per tutto il mondo,  ma perle speciali, delicate, preziosissime ed invisibili ai più. “Ma  il tuo occhio è buono”, gli aveva detto.  “E la tua attesa si muove sotto ad un mantello prezioso”.

Si gettò a terra in ginocchio, e,  al colmo della gioia,  lasciò che le lacrime scendessero libere

E finalmente anche lui si sentì libero, leggero e felice per l’attesa di una lacrima caduta da una stella.



 Al seguente link potete ascoltare "Attesa" letto dall'attrice Annalisa Usai:
 https://www.youtube.com/watch?v=Bljb64azDKs





                                                                                                                           

Baffidigatto

"Baffidigatto" in versione libro

Quest'anno la slitta di  Babbo Natale è carica di Baffidigatto!

I nostri ringraziamenti  vanno a tutti coloro che hanno avuto e avranno la cortesia di leggere le nostre pagine  cartacee e virtuali e a tutti i paesaggi, i cieli, i fiori e i prati che hanno gentilmente concesso la loro bellezza per accompagnare le nostre parole.
Anna e Enea 


Che il Natale dia bello
bianco d'oro e d'argento
e l'inverno scintilli
d'invisibile gioia.

Enea




venerdì 2 dicembre 2016

La lezione della grìula


Di solito si lascia il proprio paese per superare un disagio o per fame. Il fenomeno, più che mai di attualità e spesso controverso, si fa curioso se valutato con distacco, quello che restituisce lucidità e dignità. Vale per l’uomo, quanto nel mondo dei volatili. Anzi, talvolta sono loro a darci lezioni. In un contesto di reale amore per la vita salta all’occhio l’istinto di un uccello che nel Biellese viene a svernare, contrariamente ai tanti che arrivano solo per nidificare in estate, la cesena, Turdus pilaris, o “grìula" in piemontese.

mercoledì 23 novembre 2016

Le poesie, quando bussano



Foto di Fausto Majocchi



Le poesie,
quando bussano alla porta,
- sottoforma di suoni
da universi lontani -
vestono di luce le parole
di cui vibra la Terra.

(Enea Grosso)

Il monte Rovella diventa dolce



Intorno ai vassoi di dolcetti si crea sempre una bella atmosfera. Ed è accaduto anche questa volta alla presentazione del pasticcino tipico di Valle Mosso, la Ruella, una sorta di tortina monoporzione che a gustarla fa immaginare il sole, anche se piove.

Al termine della conferenza stampa indetta dall’amministrazione comunale oggi, martedì, si è creato un cerchio, non magico, ma un po’ speciale sì, dove spontaneamente alcuni dei presenti hanno raccontato le loro esperienze in fatto d'amore per il territorio. Tutti la sapevano lunga a riguardo. E’ stato rincuorante ascoltare desideri e aspirazioni, sempre in un contesto gastronomico di alto livello fra parole d’effetto come miele, castagne, nocciole, burro, uova, farine e confetture. Tutti prodotti del territorio biellese che meritano attenzione.

La “Ruella” da oggi non è più soltanto il monte Rovella, la montagnola boscosa di 889 metri che si trova lungo lo spartiacque fra i torrenti Strona e Quargnasca, celebre già nelle vicende storiche, ma è anche la specialità che finalmente vede la luce dopo anni di gestazione progettuale, se ne parlava già nel 2013. Il prodotto è stato presentato con il distintivo Deco, la denominazione comunale d’origine, un marchio di qualità che consente ai Comuni di disciplinare in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali, ed è realizzato dalla Pasticceria Maniscalco e Rainero di frazione Campore. Sulla confezione, quale logo della Deco, è stato scelto il disegno che si trova sulla facciata del Centro culturale di Valle Mosso, una montagna stilizzata che trasforma i colori dei tessuti in momenti di cultura.

Al dolce è stato abbinato un racconto evocativo, per legarlo ancora di più al territorio. La storia è stata scritta da Massimiliano Chiti. “L’idea mi è venuta pensando a come si poteva vivere al tempo della Resistenza - spiega -. Ho così immaginato la storia della staffetta Ursula, che in parte viene riportata sull’etichetta della confezione”.

Alla presentazione della “Ruella” hanno partecipato Cristina Sasso, sindaco di Valle Mosso, Eusebio Fantini, assessore alla Cultura, Alì Bernecoli per la Pro loco di Crocemosso, Fabio e Massimo per la Pasticceria Maniscalco & Rainero, Roberto Costella, segretario di Slow Food Biella, Massimiliano Chiti, autore del racconto, e Mina Novello, scrittrice di innumerevoli testi di cucina locale.

I golosi potranno precipitarsi domenica 4 dicembre al mercatino di Natale, che si svolgerà per le vie di Valle Mosso, dove la “Ruella” verrà presentata anche alla popolazione.

Anna Arietti 
(testo e immagini)






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venerdì 18 novembre 2016

All'alba, tra le cose


Alba dorata a Hienghéne (Nuova Caledonia)


 All'alba
- tra le cose che tremano -
c'è il fremito della felicità
che vorrebbe sbocciare. 

Enea Grosso


...e porta di casa biellese :)

mercoledì 16 novembre 2016

lunedì 14 novembre 2016

La bellezza del vivere insieme



Non è come si pensa. La Bassa Biellese non è soltanto “zanzare d’estate e nebbia d’inverno”, come dicono certi che stanno più su. Il secondo fine settimana di novembre si festeggia il patrono, San Martino, nel minuscolo comune di Gifflenga: centoquaranta residenti e un gran dispiego di energia per celebrare la bellezza del vivere insieme.