di Anna Arietti
È una conversazione fra amici, nata sorseggiando una spremuta di arancio in un giorno di primavera, a poco più di un anno da quando si è diffuso il nuovo coronavirus del 2019. Portiamo una ragionevole resistenza al pensiero diffuso, e purtroppo unico, e manteniamo riserbo sull'ospite, che per la semplice e composta esposizione dei propri pensieri, medico di lunga esperienza, non merita di essere martirizzato. Cosa che di questi tempi avverrebbe.

