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sabato 11 aprile 2020

Aperitivo in quarantena


Mai avremmo pensato di ritrovarci in quarantena. Ai giorni nostri, uomini invincibili. Invece succede eccome. E dobbiamo reinventarci, perché la quarantena si fa lunga. E siamo pure fortunati se ci tocca appena la fatica di restare a casa, in isolamento.
Capita allora di ritrovare il piacere di parlare un po' di più appena si può. Ad apprezzare il valore di avere un vicino di casa. Non è più il saluto attraverso il finestrino dell'automobile. Non è più l'incontro fugace, casuale, mentre portiamo fuori la spazzatura. Non sono più i giorni della frenesia. Anzi. È il momento della resa. Del renderci conto che i giorni diventano mesi. Ci ritroviamo a dire, così per scherzare ma neppure poi troppo, che potremmo pulire una a una le piastrelle del bagno, o che potremmo prenderci cura di quella pianta in giardino che guardiamo ogni giorno, ma che non ci siamo mai resi conto di quanto avesse le foglie di un bel verde scuro. Sono considerazioni che sorgono davanti a un calice di vino bianco fresco, amabilmente frizzante, versato da una bottiglia appena stappata da cui scappa pure un po' di schiuma, creando per un istante una sensazione di festa. È l'aperitivo che ci capita di fare con colui che sta oltre la cancellata (a debita distanza!) e che probabilmente, se non fosse arrivata l'epidemia, non avremmo condiviso. È scoprire che la quarantena in fin dei conti ci fa anche del bene, indipendentemente dal virus.

Anna Arietti


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