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mercoledì 25 luglio 2018

Luoghi che sono poesia: alle cascate in Valle Cervo, stando fermi.


Accanto alla ghiacciaia di Piedicavallo parte un sentiero che conduce in poco tempo  ad un angolo di paradiso. Senza bisogno di particolari indicazioni,  basta camminare all'ombra degli alberi lungo il torrente Cervo seguendo il percorso attraverso il bosco...


La ghiacciaia



Il ponte in pietra conduce al Rifugio Madonna della Neve, alle Selle di Rosazza


...oltrepassando varie "lame" che invitano a fermarsi per un bagno (la prossima volta, oggi la nostra meta sono le cascate!)...



... andando oltre le baite ed un prato...





La baita con la meridiana
... oltre un rifugio segreto degli gnomi (un tempo usato dagli uomini come "crutin" per tenere il formaggio al fresco)...

Il custode del "crutin" degli gnomi

Il "crutin" nascosto tra le felci
...finché non si arriva ad un ponte di pietra: basta sporgersi sulla destra ed ecco, sul fondo, la prima cascata!




La prima cascata

Se non c'è troppa acqua si può camminare fino ai suoi piedi (senza lasciarsi impressionare dagli occhi delle pietre che scrutano i passanti in silenzio!).







Tornando sui propri passi fino al ponte, la seconda cascata è poco più avanti, sulla destra. Non esiste un sentiero vero e proprio: bisogna avventurarsi  tra le pietre del torrente.

La seconda cascata...

...sempre più vicina!



Dopo aver scelto la cascata preferita tra le due  e aver individuato la roccia ideale per appollaiarvisi,  e  dopo un tuffo rapido e solitario  nel verde gelido, la cosa migliore da fare è stare fermi al sole e diventare tutt'uno con la luce intorno.
"Stando molto fermi
il pensiero si spande" 
scrive Mariangela Gualtieri. 

"Stando fermi lo si può lisciare
e pettinare e farlo stare giù
steso e sospeso e riposto e composto
un po' arretrato
in sottofondo - depotenziato - "

La "piscina" alla seconda cascata.

Il velo da sposa dell'acqua (l'espressione mi fu regalata da Don Luigi Passuello tanti anni fa), sempre uguale mentre ricama forme e arabeschi diversi ad ogni attimo, è ipnotizzante: sprigiona la magia di un qualche cosa d'inafferrabile sempre uguale a se stesso e tuttavia continuamente diverso, di una potente bellezza leggera e cristallina. E si avverte il desiderio di essere così.

Il "velo" della prima cascata.

Altrettanto leggeri e forti,  bravi a scivolare tra le inarrestabili scintille del presente senza vacillare  sulle rocce; stando in equilibrio sulla fune tesa del tempo modellandone ogni attimo in continue forme di bellezza.  

Il salto della prima cascata. La deviazione per le cascate si trova anche salendo al Lago della Vecchia. 

Intenzioni ambiziose, che finché si è lì sono a portata di cuore: ci illudono di essere entrate a far parte del nostro bagaglio, piegate tra la borraccia e l'asciugamano.



Finché si sta fermi si è immuni dal tempo, in balìa dell'incanto dell'acqua. 



E' ora di tornare.  Il tempo riprende il suo ticchettio ma non può più dissolvere quell'oro nello zaino che rimane con noi.

...oro nelle pietre...

...oro nei fiori ...







"Tutto il presente esplode
stando fermi.
Il nome si deposita sul fondo.
Il cognome è un aggeggio antiquato.
Nessuno spinge o preme
niente s'affretta e niente è lontano.
E' finito. Ciò che è lontano
è finito. Stando fermi".

(Mariangela Gualtieri, "Le giovani parole", Giulio Einaudi Editore, p. 53)



Le cascate di  Piedicavallo sono in Valle Cervo, a due passi da Biella. 

(Testo e immagini di Enea Grosso)