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venerdì 19 agosto 2016

Il piccolo negozio di Valle San Nicolao


Se la vivibilità di un piccolo paese si rifà alla presenza di una bottega, un ruolo sociale si lega alla persona che lo gestisce. Il Biellese, in questi termini, ha molto da dire, basta guardarsi intorno.

A Valle San Nicolao sembra addirittura di essere nel salotto di casa. Stringendo una tazzina di caffè fra il pollice e l'indice, due donne se la contano. Dietro al bancone c'è Manuela, 54 anni, la titolare del negozio di alimentari, che prende parte alla conversazione. Per la serie-tormentone “keep calm and carry on”, mantieni la calma e vai avanti, il movimento di paese, che non c'è, fa sedere all'istante. Quindi, si attende pazienti, lontani anni luce da certe scene al cardiopalma vissute nei centri commerciali. Fra pettegolezzi e certezze, una parola tira l'altra e la pagina di cronaca locale si compone.

“Non credere – racconta la proprietaria, che ama il suo lavoro e ne parla con piacere -, qui la giornata ti passa che neppure te ne accorgi. Si inizia alle 4.30 del mattino; di questi tempi, con le ferie dei panettieri, anche prima. Verso le 8 arriva il primo turno di clienti, le signore che preferiscono fare subito la spesa e sbrigare le faccende di casa dopo. Poi inizia la tornata delle 11, le donne che scelgono di fare l'esatto contrario. Infine ci sono gli uomini; loro arrivano a tutte le ore e sono sempre più numerosi, come se i ruoli fra marito e moglie si fossero invertiti e sono altrettanto chiacchieroni”.

La maggior parte delle persone che frequenta il negozio è avanti con gli anni. I ragazzi non hanno l'abitudine di farvi riferimento. L'età dei clienti si abbassa soltanto nei mesi in cui la vicina scuola è aperta.

“I rapporti con le persone sono speciali, unici. Ci conosciamo un po' tutti – prosegue -. C'è anche chi mi aspetta proprio per fare due parole, mentre gli porto la spesa a casa”. L'amarezza forse sale quando pensa al dopo di lei. “Sono l'unica in zona che vende generi alimentari; non so poi come si farà. Non credo sia così facile rimpiazzare l'attività. Abbiamo visto con l'edicola, quando l'hanno chiusa. Alla fine i giornali, per dare il servizio, li ho dovuti prendere io”. Manuela vanta una lunga tradizione di famiglia, ma la sua potrebbe essere l'ultima generazione che si occupa del negozio. “I figli si sono organizzati in modo diverso ed io stessa sto tenendo aperto soltanto mezza giornata. Mi occupo della bottega dal 1982. Si dice tanto della quiete dei piccoli paesi, ma secondo me, ce n'è anche troppa. Si invecchia prima del tempo. Comunque – aggiunge ancora - il centro commerciale ce l'abbiamo pure noi”. L'uscita fa inevitabilmente sgranare gli occhi. “Si trova vicino alla scuola. Lì sono raggruppati tutti gli altri servizi: la banca, la posta, la parrucchiera, la farmacia e l'ambulatorio medico. Le persone che abitano nelle frazioni, quando vengono in paese, dicono che vanno al centro commerciale, perché in una giornata fanno tutte le loro cose – conclude Manuela -. La vita da questa parti va così, bene per qualcuno e male per altri, come quando si svolgono i funerali. Mi spiace dirlo, ma se ci sono le funzioni, si lavora di più”.

Anna Arietti
(testo e immagini)





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