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giovedì 16 giugno 2016

Opinioni di un piatto



 Ho ripescato dal pingue raccoglitore pieno di appunti un monologo del novembre 2005 scritto per svolgere un esercizio di scrittura  assegnatomi dal Professor  Marco Conti. 
Lo pubblico oggi - 16 giugno -  come minuscolo contributo al Bloomsday, il giorno in onore dello scrittore irlandese James Joyce.
Foto di Cristina Bernardi (blog LaChicchina)

Per lo meno potrebbero chiedere il mio parere, ogni tanto! Di che umore sei oggi? 
Gradisci qualche cosa di caldo o di fresco? Preferisci vestirti di rosso e di bianco o potresti sentirti a tuo agio con  qualche cosa di più discreto, magari un verdino tenue, con qualche sfumatura giallina?
Ed invece, macché…non se lo sognano neppure!
 Scialbi individui senz’anima e senza fantasia… Lo si capisce al primo sguardo.
Ecco qua: una splendida mattinata di sole, gli ospiti che scivolano  pigri al tavolo bianco e azzurro in veranda, le primule ai lati del giardino, tutto che parla di primavera…et voilà!   
Vengo bruscamente risvegliato dai miei vagheggiamenti bucolici da una doccia bollente di brodo giallino-epatite, con degli occhioni di grasso che sembrano le pupille di un gigantesco fantasma.
 Guai se respiro – ma chi respira più, immerso di colpo in un bagno a 70 gradi? – guai ad un passo falso, o il prezioso (si fa per dire !) liquido  finirebbe in grembo alla padrona di casa, o, forse peggio ancora, sulle primule appena sbocciate.  
 Ed allora  eccoci avanzare quatti quatti in fila, io tenuto ben in alto come se fossi un fragile gioiello in cristallo di Boemia (il che mi riempie di un certo orgoglio, a dire il vero)...ma  non si tratta solo di brodo, ahimè,  no. .. 
Sulla brodaglia – nient’altro che acqua di rubinetto sporca, puah... - galleggiano quattro stupidi cuscinetti altrettanto giallini, insignificanti, in balia del dondolio dei passi sotto di loro, inermi ed inerti come pesci scoloriti a pancia in su, poverini; e  a rendere ancor più ridicola e patetica la situazione, indossano dei frivoli gonnellini frastagliati come i costumi delle signorine in spiaggia anni cinquanta. Almeno un po’ di dignità, dico io…
 Forse qualcuno si rende conto del ridicolo  e pietosamente cerca di mimetizzarlo  con una generosa spolverata di ottimo formaggio grattugiato. 
Ma è la magia di un attimo. Subito le  briciole deliziose svaniscono tra un occhione ed un cuscino... e tutto ritorna come prima.
Solo rimane una scia di profumo in superficie che per fortuna basta a sedurre l’olfatto e ad ingannare il palato… 
Inebriato dall’aroma, persino io dimentico per un attimo  la verde freschezza di un piatto di lattuga, l’esplosione di colori e di profumi delle insalate estive, l’allegria patriottica della pasta con pomodoro e basilico, la delicatezza della crema di asparagi, la raffinatezza ed il bel colore caldo di un risotto allo zafferano, il calore rassicurante e familiare di una morbida polenta…Sogni, sogni…Per fortuna il ricordo di questo “brunch” insipido e incolore si dilegua con le bolle di sapone di un bel bagno di schiuma, e poi - evviva !-  una bella doccia fresca ed  un bel massaggio. Mi sento un altro!
 Stasera, sapete,  è festa di primavera. Ho sbirciato in cucina, mentre mi asciugavo nell’accappatoio: è tutto un tripudio di erbe e patate, trifoglio e colori  dei fiori di campo...


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