mercoledì 26 gennaio 2022

Due ore in Valsessera: Palazzo Riccio, il Rossiglione, Matrice #innamoratidelbiellese #valsessera #pray #trivero #bielleseterritoriostraordinario #biellese #portula


Testo e immagini di Enea Grosso

Due ore in Valsessera, in un pomeriggio d'inverno. 

 Dal porticato della chiesa di Flecchia inondato dal sole,  lo sguardo spicca il volo verso il Monte Barone senza neve. ..

Sullo sfondo: Palazzo Riccio.

Flecchia fa parte del comune di Pray dal 1928.


....e poi scende lentamente sulla case, tra le quali si fa notare un palazzo signorile: la dimora dell'Abate Riccio.
"Chi era costui?" mi domando mentre leggo il suo nome sul cartello accanto al parcheggio. 

Frazione Flecchia e Palazzo Riccio a destra

Palazzo Riccio attraverso l'arco che conduce alla chiesa

Rosa d'inverno a Flecchia

 

Leggo velocemente i cenni storici, curiosa di saperne di più...



...e la curiosità viene soddisfatta di lì a poco: il Signor Remo Fileppo, discendente della famiglia dell'abate, apre le porte del palazzo. 

Lo splendore d'un tempo è svanito, senza dubbio: ma quel che ne resta è più che sufficiente per viaggiare indietro nel tempo e percepire quel che fu e immaginare la bellezza consumata dall'alternarsi degli eventi, dal fuoco del camino sfuggito al controllo degli ospiti (finita l'epoca degli abati, ci fu quella più recente di fascisti e partigiani in cerca di un rifugio).

La chiesa di Flecchia vista dal loggiato di Palazzo Riccio

Lo stemma di famiglia


Il Signor Remo spiega che la dimora spettava ai primogeniti che sceglievano la carriera ecclesiastica. L'Abate Riccio morì nei primi anni del 1700.

I due grandi saloni al primo e al secondo piano furono divisi a metà in seguito all'unione delle Famiglie Catella e Riccio.





Pray

La vista sulla chiesa di Flecchia...

...e sulla vallata

 Dettagli più approfonditi riguardo alla storia di questo luogo si trovano negli archivi del DocBi, grazie all'interessamento del Prof. Marcello Vaudano.


Grazie a Piero Cerruti Prinzi e a Remo Fileppo, le mie guide




Lasciata Flecchia (frazione di Pray dal 1928), ci spostiamo a Portula: c'è ancora tempo per salire al Santuario  del Rossiglione, inconfondibile per la forma ottagonale.


Il Monte Rubello con la chiesa di San Bernardo, luoghi dolciniani raggiungibili percorrendo la strada "panoramica Zegna"

La chiesa di Portula





Parcheggiata l'auto vicino alla chiesa di Portula, saliamo lungo il muraglione con le ceramiche e imbocchiamo la strada pedonale verso il santuario...


...ammirando la cornice di montagne sulla sinistra: il Monte Barone, il Pissavacca e il Cornobecco (sulla cartina i nomi ufficiali delle due cime minori sono  Monte Gemevola e punta delle Camosce).

Da sinistra a destra: Monte Barone, Pissavacca e Cornobecco.



Dopo poche curve, ecco la sagoma del santuario svettare in cima al colle, nel sole del pomeriggio.
Nel cartello esplicativo leggo che, secondo la leggenda, pare che un tempo qui sorgesse uno dei castelli preferiti dei conti di Rossiglione di Bel  Monte.

Piscina tra gli alberi!

Nel 1900 fu don Benedetto Comella a dare l'avvio ai lavori per una cappella dedicata alla Madonna Nera d'Oropa. Il progetto fu affidato all'architetto Giovanni Ferroggio di Camburzano, che s'ispirò al tempietto de "Lo sposalizio della Vergine" di Raffaello. 


29 giugno 1910. il santuario fu inaugurato dal vescovo di Biella Andrea Masera




Nel 1967 fu posta davanti al tempio questa fontana in sienite della Balma di Andorno.



Prima di lasciare Portula, passiamo dal sagrato della chiesa parrocchiale dedicata all'Immacolata Concezione, al cui interno ci sono due organi manuali ottocenteschi : un Bossi-Vegezzi e un Bianchi.




Le piastrelle sui muri esterni sono in gra parte rovinate dal tempo, ma qua e là alcune sagome sono ancora ben nitide, 


La luce invernale inizia a sfumare in tramonto...ma la chiesa di Matrice, a Trivero, è a pochi minuti d'automobile! Ci affrettiamo verso l'ultima tappa di questo pomeriggio itinerante della Valsessera.

Anche qui le porte della chiesa sono chiuse, ma il panorama sulle montagne ancora una volta  ripaga l'occhio e invoglia a tornare presto. 

Arrivederci alla prossima passeggiata!

Il Monte Barone visto da Matrice (Trivero)



La chiesa di Matrice






3 commenti:

  1. Foto meravigliose di paradisi cosi vicini e sconosciuti

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  2. Un percorso affascinante che invoglia ad esplorare questi magici scorci del nostro Biellese, scorci che io non conoscevo e che grazie a questa armonia di immagini e parole mi hanno riempito di curiosità e stupore.

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