domenica 1 agosto 2021

"Mi alzo alle 4 e faccio ogni giorno 70 chilometri in bici"



di Anna Arietti

Ogni mattina, Claudio Aglietti Zampalla, 82 anni, va da Cossato a Biella in bicicletta e, non pago, al pomeriggio riparte per un giro fra le risaie: in tutto percorre una settantina di chilometri.

Che gli anziani siano una risorsa per la famiglia lo sappiamo, Claudio però, con la sua storia, ci dà un bel po' di filo da torcere. "Ho ereditato la passione da mio papà Ercole, classe 1907. Lui correva per la Valdenghese. Era il 1926. Così ogni giorno, dopo aver accompagnato la moglie dai nipoti, perché lei la patente ce l'ha ma non guida, prendo la bici e vado a Biella, con una sosta a Vigliano per incontrare gli amici ciclisti. La scusa per muovermi è sempre quella di andare a fare spesa. Torno a casa verso le 11, 11.30 e ho sempre una fame da lupo. Mangio tanto pane. Al pomeriggio riparto, sempre in sella alla bici - un modello normale, neanche da corsa - e vado verso la pianura, le risaie, da Cossato raggiungo località Donna, passo per Massazza, Gaglianico, Biella e ritorno a casa. Sono 42 chilometri, che sommati ai 26/28 del mattino, sono circa 70 chilometri al giorno".

Originario della borgata Vallone di Cossato, Claudio ha lavorato in fabbrica fino al giorno in cui è arrivata "una bella sciagura", come la definisce lui. "Ero addetto alla carda, di notte, e sono scampato alla morte per miracolo - la mano e parte del braccio, che ci mostra, sono deformi - . Era il 15 maggio 1988, quando è successo. In quel momento, c'erano con me tre persone, ma sono scappate tutte per la paura".

Claudio guida la stessa automobile da 21 anni: "Ha 23 mila chilometri - prosegue -, la uso soltanto per accompagnare mia moglie dai nipoti a Quaregna. La mia giornata inizia alle quattro del mattino. Leggo fino a quando è ora di uscire, intorno alle sette; se serve, aiuto la moglie e le due figlie. Abbiamo infatti quattro nipoti. Alle sera vado a letto alle otto. Come ho detto leggo tanto e mi fa rabbia quando non riesco a capire tutto. Penso di possedere una intelligenza mediocre. Per questo mi piace sapere. Amo i libri, ma non i romanzetti, o quelli leggerini, leggo testi di saggistica e diversi giornali con grandi giornalisti - sul portapacchi della bicicletta, ha un pacco di giornali, fra i quali scorgiamo, con un pizzico di soddisfazione, anche la nostra testata -. La gente però, purtroppo, legge troppo poco".

Il discorso poi cambia, ci parla del suo cognome doppio, con una vena di sano umorismo: "Mi chiamo Aglietti Zampalla. I Romani dicevano che se non avevi un nome doppio non eri nessuno, io invece ce l'ho, ma sono nessuno lo stesso".

A sapere che la sua storia verrà pubblicata, un po' s'imbarazza, ma è nel sorriso che tradisce gioia: "Già mi conoscono tutti, adesso manca ancora che finisco sul giornale", dice. L'ultima battuta va alle sue condizioni di salute, che diremmo ammirevoli: "Mica tanto. Soffro di problemi di pressione. Il cardiologo dice che devo fare passeggiate, ma non salite... adesso mi raccomando, scrivendo la mia storia non esagerate, neh".

Anna Arietti
(testo e immagine)

L'articolo è stato scritto per il giornale "La Nuova Provincia di Biella" - 23/06/2021

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