domenica 22 agosto 2021

Mario Petrelli ricorda 70 anni di banda musicale



di Anna Arietti 

"Avevo diciotto anni, anche meno, e andavo a scuola di musica dal maestro Cornelio Friaglia. Era da poco finita la guerra. Ho suonato il clarinetto fino al 1979, poi le percussioni e la grancassa". Racconta Mario Petrelli, 92 anni, il fondatore della banda musicale di Cossato.

"La prima volta che ci siamo presentati in piazza, sul sagrato della chiesa di San Defendente, era la prima domenica di maggio del 1947. Eravamo diciassette musicisti. La banda, con il nome di "Associazione filarmonica cossatese" è stata costituita ufficialmente il 22 novembre 1949".

La formazione che Mario ricorda con affetto e di cui faceva parte, oltre al maestro Friaglia, era composta dal direttore Corradino Allorto e da Luciano Colombo, Gino Comotto, Mario D'andrea, Riccardo Fassone, Aldo Friaglia, Edoardo Friaglia, Mario Fiore, Fiorino Guala, Arnolfo Gruppo, Luigi (Gino) Mantillaro, Pietro Marietti, Luigi Mino, Lino Monteferrario, Adno Padovani, Cesare Papa, Domizio Papa, Nino Peretti, Modesto Zona e da Giovanni Zona Cavaier.

Nell'atto costitutivo invece risultano Ettore Fileppo, presidente; Rinaldo Artiglia, vicepresidente; Lino Caucino, cassiere; Remo Aglietti, segretario; Guido Paschetto, amministratore.

Mario, che nella vita ha fatto il postino e diversi altri mestieri, ma come dice lui "quello giusto dal lader, del ladro, non l'ho fatto", spiega ancora: "Prima di poter avere una sede abbiamo girato tante sale. Ricordo quando ci si trovavamo dal Ramella e si andava a caté, a comprare, il fiaschét di vino per dare da bere ai musicanti. Siamo arrivati ad avere anche quaranta, quarantadue elementi con il maestro Pietro Spadoni, che è morto l'anno scorso". 

All'incontro Mario ci consegna un libretto realizzato per i 50 anni della fondazione della banda, un ricordo andato a ruba e ormai introvabile, in cui racconta in prima persona la storia, e che desidera venga letto.

"Il giorno più bello l'ho vissuto quando siamo riusciti ad avere due casette in legno dal Friuli, dismesse dopo l'alluvione, le "Valentine" di Moggio Udinese, da utilizzare come sede e scuola. Il 26 aprile 1989, dopo averne parlato con il sindaco Elio Panozzo, le avevamo portate nel parco di Villa Berlanghino, dove si trovano ancora oggi. Eravamo arrivati di notte facendo due giri con un camioncino. Fra i collaboratori ricordo l'aiuto di Ennio Paolini, Ivano Spaudo, Arturo Spadon, Marco Savioli, Tiziano Artiglia, Zelmi, Italo Toppan e di tanti altri volontari, perché c'era da fare per tutti. I prefabbricati invece li aveva pagati Piero Fantone, in ricordo del figlio Pier Giuseppe, a cui abbiamo dedicato una targa. Piero, che è stato anche uno dei presidenti, oltre a piacergli la musica, non disdegnava neanche di fare "due balade an mès la curt", due ballate in mezzo al cortile".

Oggi, con orgoglio, Mario Petrelli può dire di aver fatto 70 anni di banda: "Ho smesso il 16 agosto del 2016".

Anna Arietti
(testo e immagini)

L'articolo è stato scritto per "La Nuova Provincia di Biella" - 18 agosto 2021 


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