venerdì 9 luglio 2021

La storia di Annalisa, Claudio e Nut



di Anna Arietti

Affermare che "il cane è quella cosa a metà strada fra un angelo e un bambino" forse non a tutti piace. A dirlo fu Totò, il principe della risata, e noi la prendiamo per buona perché ci sono storie che la avvalorano. 

A Cossato incontriamo Annalisa Martello, con il marito Claudio Boggio Togna, e Nut, una cagnona dal mantello nero, con tanta voglia di giocare.

"Da quando sono nata ho sempre avuto un cane - spiega Annalisa -, perché la nonna Maria diceva che dove ci sono bambini ci devono essere anche animali. Lo stesso vale anche per Claudio. I cani che abbiamo avuto sono stati tutti recuperati da abbandoni: uno trovato nell'immondizia perché ai cacciatori non serviva più e un altro adottato perché altrimenti sarebbe stato soppresso, in quanto la guardia feroce che faceva in un'azienda non era più necessaria. Un animale, quest'ultimo, che introdotto in uno spazio idoneo, è diventato docile come una pecora, tranquillo e pacioso. Un cane però non si può prendere a cuore leggero".

Per qualche anno poi, per impegni di lavoro, Annalisa e Claudio non hanno più avuto cani. "Con il ritorno a una vita gestibile - prosegue Annalisa -, mio marito sente di nuovo il desiderio di averne uno. Cerchiamo allora un meticcio, un po' grosso: ne arrivano due e a seguire anche Nut, che oggi ha 8 anni. L'abbiamo cercata in modo spasmodico, ma sbagliato, perché doveva essere la copia identica del cane avuto in precedenza".

Nut, nella mitologia, è una divinità egizia, la dea del cielo, della notte stellata che riporta al suo mantello nero. "È un cane di tempra elevata, che per carattere ha sempre bisogno di lavorare, motivo per cui viene utilizzato dalle forze dell'ordine nella ricerca di persone. È un animale non del tutto adeguato a noi, a cui però ci siamo adattati. Facciamo del nostro meglio per tenerlo attivo. Va educato all'obbedienza e socializzato con altri cani e con le persone, dai bambini agli anziani, altrimenti può rivelarsi aggressivo. Azione che portiamo avanti; però, per ora, Nut non va d'accordo con gli altri cani. Nel percorso ci segue il Gruppo Biella soccorso cinofilo; siamo in contatto con Maurizio. In famiglia subentra poi una difficoltà. Mio marito inizia a soffrire di un problema importante di salute, neurologico. Diventa afasico. Una situazione che Nut impara a gestire, trovando, nel loro rapporto, un modo di comunicare".

Negli anni, Annalisa e Claudio scoprono anche che Nut soffre di una grave displasia bilaterale dell'anca, una complicazione motoria che impone la riduzione degli esercizi. Un disturbo genetico che la famiglia, ancora una volta, vive con coraggio. "D'accordo con i suggerimenti dell'associazione, Nut può proseguire il percorso educativo più leggero, di addestramento per le ricerche in superficie. L'attività sta facendo del bene a lei e anche a Claudio, che mantenendo il contatto con le altre persone del gruppo, lo aiuta a tenere in esercizio la parola e a non far progredire la malattia".

La resilienza dimostrata da Annalisa e Claudio conta, ma è la presenza del cane a fare la differenza, con il suo umore positivo e giocoso. "Contrarre una malattia neurologica, come l'afasia, cambia completamente il rapporto della persona con la società. Spesso ci si trova soli, come in un limbo. Almeno nel Biellese, mancano percorsi dedicati. Quindi, Nut costituisce un supporto importante per tutta la famiglia. La consideriamo il perno del benessere. È un antidepressivo. L'abbiamo accolta con le sue difficoltà, ma anche lei si è adeguata a noi, al ruolo che le è finito addosso. Per noi, Nut è otto anni di corse, di camminate in Baraggia, di bagni nel Cervo e di giochi con chiunque varchi il cancello. Certamente, in un'altra famiglia, la sua vita poteva avere un risvolto ben diverso. Poteva venire abbandonata. Per questo dico che un cane non si può prendere a cuore leggero - conclude Annalisa Martello -. Bisogna sapere che cosa si desidera, che cosa l'animale può fare per noi e tenere conto che vive almeno una decina di anni, comprendendo che il cane protegge la sua famiglia a vita".

Anna Arietti
(testo e immagine)

Articolo scritto per "La Nuova Provincia di Biella" - 18 giugno 2021

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