domenica 4 luglio 2021

"Ero rimasta senza lavoro, da lì l'dea del negozio"


di Anna Arietti

Le attività commerciali di Cossato passano per la vita delle persone che le avviano, facendone talvolta di necessità virtù, promotori di nuove possibilità, successi, talvolta quasi dei pionieri.


Nel 1983 apre in via Trento una copisteria. La proprietaria era Maddalena Rosa, classe 1954, che racconta la sua esperienza.

"Prima di avviare l'attività in proprio, avevo lavorato per un'azienda che operava nel settore dell'edilizia - spiega -. Nell'ufficio in cui lavoravo si facevano le copie eliografiche, in cui si usavano ammoniaca e lampade UV. Quando mi dissero che avrei dovuto lasciare il lavoro per riduzione del personale, era il 1983. Iniziai allora a pensare cha a Cossato non c'era nessuno che proponesse fotocopie specializzate. Trovammo un locale in via Trento e comprammo una vecchia macchina di seconda mano, ancora a toner liquido, e una piccola rilegatrice ad anelli. Fu così che iniziò la storia. Eravamo io e la mia socia Vanna, che dopo due anni lasciò. Nel 1989 ci trasferimmo in viale Pajetta e, ampliando lo spazio, iniziammo a proporre anche articoli per ufficio e computer. Studiai l'informatica, che a quel tempo non era ancora così diffusa, e migliorai le competenze grafiche. Comprammo anche una fotocopiatrice a colori, costata un botto. I clienti dicevano che le copie a colori erano care, ma a monte c'era stato un investimento importante che giustificava il prezzo. L'attività proseguì fino al 2003. Quando chiudemmo fu un grande dispiacere, perché era una mia creatura. Era un lavoro che amavo e che mi divertiva, nonostante ci fossero anche difficoltà, come per qualunque esercizio commerciale. C'erano i clienti che non pagavano, o che facevano rifare i lavori, ma si andava avanti. Amavo occuparmi di grafica. A quei tempi si facevano anche tanti menu per i bar e io m'ingegnavo a fare progetti, bozze". 

È stata un'esperienza che ha arricchito Maddalena nello spirito. 

"Ricordo quando i commercianti, quasi sempre i soliti, organizzavano la festa della birra. Per risparmiare, facemmo lo striscione pubblicitario, da appendere da un lato all'altro della strada, interamente a mano. Comprammo un telo di plastica e facemmo le lettere con della carta adesiva nera. Impiegammo un secolo per completarlo, però, nel mentre, avevamo anche riso e scherzato tanto. Sono ricordi".

Anna Arietti

L'articolo è stato scritto per "La Nuova Provincia di Biella" - 9 giugno 2021

L'immagine di copertina è concessa da Maddalena Rosa

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