martedì 27 luglio 2021

Dal "Motogiro d'Italia" a Cossato per riparare le moto


di Anna Arietti

Marco Grappolo, nato a Cossato nel 1940, è il figlio di Osvaldo, classe 1904, l'indimenticabile titolare, con il fratello Estore, dell'officina di motociclette, e in seguito anche di automobili, di piazza Cavour, stabile oggi occupato da una banca. 

Una storia, quella della loro famiglia, che aveva portato Cossato alle luci della ribalta fra gli amanti dei motori. 

"Papà Osvaldo e lo zio avevano avviato l'officina negli anni Trenta, poteva essere il 1935 - ricorda Marco -. Mio padre si occupava soprattutto della parte tecnica, era colui che indossava il toni, la tuta blu da lavoro, mentre Estore gestiva la parte contabile. Un ricordo che ho di loro è che litigavano tanto. Avevano due caratteri molto differenti. Mio padre, che in precedenza aveva avuto anche un'altra officina in Via La Marmora, è stato il primo, e credo anche l'unico, a vendere una quantità impressionate di moto Vespa. Era diventato anche famoso perché comprava residuati bellici militari dell'ultima guerra, ne sistemava la meccanica e la carrozzeria, e li rivendeva come veicoli civili". 

Marco snocciola marche, come l'Arar di Udine, la Moto Bmw, la Triumph, poi "gli slitta la frizione", non ricorda alcuni nomi, simpatica però l'allusione che utilizza, evidenza di un passato, anche il suo, trascorso fra i motori. "Ecco.. fra i modelli c'erano anche la Mathcless, la Sertum e la Bsa. A vendere le macchine invece, aveva imparato da Elio Del Rosso, un campione locale di motociclismo, che abitava alla frazione Ferrere di Valle San Nicolao e che deteneva un record nella gara in salita della Biella-Oropa. Ricordo anche che a quei tempi si faceva il "Motogiro d’Italia", una prestigiosa gara motociclistica a tappe, che aveva toccato i vertici della celebrità fra il 1953 e il 1957, quando divenne una leggenda per gli appassionati delle due ruote. Tanti dei protagonisti venivano a Cossato a far riparare i loro mezzi, perché erano in gamba. Il meccanico più bravo che mio padre ha mai avuto è stato l'Orlando Furlan. Ha lavorato una vita intera per lui. Papà e zio chiusero l'attività nel 1964/1966. Il loro è stato un impegno lavorativo che faceva paura. Andavano a pranzo uno alla volta, per tenere sempre aperto. Lo zio Estore aprì poi un'attività di autonoleggio, mentre mio padre proseguì con me fino all'età della pensione. Papà è mancato all'età di 87 anni, nel 1991, investito da un'auto. Lo zio era un po' più giovane, ma si è spento in quegli stessi anni". 

Marco, che in precedenza ha lavorato all'Olivetti di Ivrea, dal 1964 e fino al 1973 ha avviato una concessionaria di Nsu Prinz in via Matteotti. "Sulla Prinz se ne raccontava tante - conclude -. La chiamavano la "vasca da bagno" e se era verde portava sfortuna. Se poi la guidava pure un anziano con il cappello, era ancora peggio, roba da scongiuri".

Anna Arietti

Immagine di copertina Marco Grappolo


Osvaldo Grappolo
(fotografia concessa dal figlio Marco)


Officina Grappolo in piazza Cavour
 -   fotografia gentilmente concessa
da Maddalena Rosa  -

L'articolo è stato scritto per "La Nuova Provincia di Biella" - 3 luglio 2021

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