venerdì 18 giugno 2021

Quella passione per la fotografia che aggiunge valore alla vita


di Anna Arietti

La passione per la fotografia nasce dalla voglia di comunicare quello che l'occhio coglie per il proprio vissuto, o per stimoli che ci arrivano, ma è anche molto di più. Dà senso alla vita. 

A spiegarcelo meglio sono Miro Rizzo, 67 anni, ex dipendente di un'azienda di telecomunicazioni, ed Emilio Zanini, 86 anni, tecnico tessile in pensione, entrambi di Cossato.

"Porto avanti l'interesse per le immagini da decenni - spiega Miro -, adesso ho anche più tempo libero. Il mio obiettivo cattura soprattutto still life (tecnica che si focalizza su oggetti inanimati) e soggetti street photography (fotografia di strada). Ho partecipato a qualche concorso, raggiungendo anche ottimi risultati, ma delle mie foto, per dirla tutta, sono un po' geloso. Sono anche un vagabondo, nel senso che mi piace fare escursioni, conoscere, soprattutto in compagnia degli amici con cui condivido la passione per le foto. In inverno poi, mi trasferisco a L'Avana, a Cuba, città in cui mi avvicino alla Scuola creativa de La Habana, da cui traggo parecchi spunti seguendo le loro uscite, cosa che mi ha fatto crescere sotto il profilo fotografico, oltre a piacermi la vita sull'isola di Cuba".

Anche Emilio scatta da sempre, ma dal 1975, anno in cui aveva fatto un viaggio nel mondo per motivi di lavoro, inizia a praticare con più assiduità: "Mi ero comprato una reflex analogica - aggiunge -. In archivio ho almeno ventimila diapositive. In seguito sono passato al digitale. Sono uno di quegli anziani che ha apprezzato subito la tecnologia. Sono un puro paesaggista, negli ultimi anni soprattutto di montagna. Sono stato alla Capanna Margherita, facendo otto ore di ghiacciaio, e nel 2018 sono stato in Patagonia, nella Terra del Fuoco. Negli anni ho partecipato a diverse esposizioni. Per me la fotografia è uno stimolo che dà ancora più senso alla vita".

Entrambi fanno parte del gruppo Foto.Art presente in città, ma scattano con peculiarità ben distinte. Scelgono aspetti della vita che congiunti, li arricchiscono vicendevolmente. Nel mese di luglio, consapevoli di questa caratteristica, allestiranno insieme un'esposizione nell'atrio dell'Ospedale degli Infermi di Ponderano, dedicata alle risaie, dal titolo "Coltura e cultura del riso". Emilio curerà il valore della materia prima, della tecnica produttiva, mentre Miro ne presenterà la valenza nel contesto socio-culturale; sempre entrambi nel rispetto della tradizione.

Anna Arietti
(testo e immagine)

Inaugurazione esposizione giovedì 1° luglio 2021


L'articolo è stato scritto per La Nuova Provincia di Biella - 12 giugno 2021

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