lunedì 21 giugno 2021

"Quando si va d'accordo, va bene tutto"


di Anna Arietti

Adolfo Bertini, 91 anni, e sua moglie Marilena Gariglio, 85, vivono nella casa che è stata l'azienda agricola di Vincenzo, padre di lui, a Castellengo di Cossato. Ricordando la loro vita, i sacrifici, si ricreano valori e stimoli per i ragazzi.

"Ho lavorato per vent'anni nel tessile, in carderia e in pettinatura - spiega Adolfo -. Ad un certo punto, nel 1947, dopo la guerra, mio papà ha deciso di comprare un'azienda agricola. Da quel momento era normale dare una mano, nonostante i turni in fabbrica che facevo anche di notte per avere più tempo di giorno. Quando poi lui non ce l'ha più fatta, mi rincresceva chiudere l'attività. Allora mi sono licenziato dalla fabbrica e ho proseguito io il suo mestiere. Coltivavo mais, grano e facevo fieno. Allevavo vacche e vendevo il loro latte a una azienda locale. Erano due quintali al giorno, che a quel tempo permettevano di guadagnare bene. Oggi invece ti ridono dietro. Bisogna riconoscere come stanno le cose".

Adolfo e Marilena siedono su di una panca sulla soglia di casa, e nel raccontare sorridono di continuo, insieme, anche se le parole a volte sono amare, come quando ricordano le "bestie" che avevano, anche il toro e il cavallo. "Adesso non abbiamo più niente - prosegue lui -. Saranno dieci anni abbondanti che abbiamo venduto tutto. Nel periodo dell'attività ho avuto quattro trattori, avevo costruito un capannone e comprato dei terreni. Adesso è tutto finito. Summa vecc - siamo vecchi -. Posso dirlo però, siamo sempre andati avanti onestamente e abbiamo avuto anche quattro figli. La cosa bella è che per ora andiamo tutti d'accordo". Un pensiero che la silenziosa Marilena, che di mestiere faceva la commessa in un negozio di via Italia a Biella, riprende, sempre sorridendo: "Quando si va d'accordo, va bene tutto".

"Una cosa voglio ancora aggiungere - riprende Aldolfo -, che forse abbiamo lavorato troppo. Avremmo potuto andare un po' più a spasso. Oggi la proprietà non è tanto una ricchezza, quanto un fastidio. All'epoca però c'era più amicizia. Ci si accontentava di poco ed eravamo più uniti, si faceva squadra. I giovani di oggi sono sempre col telefonino in mano. Non si parlano neanche più. Un tempo, alla domenica si andava a ballare. A Biella c'erano due sale da ballo, a Cossato una, a Candelo due, il Moro e il Lindo. Io e mia moglie ci siamo conosciuti alla Rotonda di Biella".

Anna Arietti
(testo e immagine)

Articolo scritto per La Nuova Provincia di Biella - 12 giugno 2021

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