venerdì 4 giugno 2021

"I gatti possono salvarci la vita"


di Anna Arietti

Gli amici a quattro zampe, i gatti, sono ottimi compagni per l'uomo, al pari dei cani. Ne sa qualcosa Loretta Zona, di Cossato, già maestra per 36 anni, che racconta la sua esperienza con i pelosetti. 

"Ho sempre avuto animali, in particolare cani e gatti. Per loro sento un amore innato. Posso dire di essere nata con i gatti. In famiglia si allevavano anche conigli e galline, ma per me era sempre un dramma quando ne spariva uno per finire in pentola. Quarant'anni fa non era concepito di essere vegetariani. Oggi è diverso". 

Loretta è arrivata ad avere fino a dodici gatti che vivevano tutti all'aperto, tutelati e curati. Alcuni sono arrivati a ventun anni di età. "Sono poi entrata in quella che definisco la prima parte del mio percorso con gli animali, che continuavano a vivere all'aperto, con passaggi saltuari in interno per timore di possibili malattie, poiché mio marito aveva problemi di salute. La seconda parte invece è iniziata dopo la sua morte. In casa vivevo un senso di vuoto tremendo. Non stavo proprio bene. È stato allora che ho iniziato ad avvicinare i gatti come se fossero bimbi, tant'è che mia sorella mi prende spesso in giro. Io li adoro, come adoro le relazioni con le persone che mi circondano, come i miei vicini tanto pazienti che ringrazio, e che mi aiutano nel seguirli e nel segnalarmeli. I miei gatti hanno tutti un vissuto da randagio, da abbandonato". 

Racconta di loro come di amici, come Chili, che dà segni di insofferenza a stare in casa, ma che ama portarle piccoli trofei, come lucertole e topini, credendo di farle un favore. "È stato così che ho iniziato a comprare tanti libri sui gatti per comprendere la loro mentalità, la loro filosofia di vita. Con i libri sono arrivati anche Cacao, Briciola, Ciuffo, Micia e Miki. Ognuno possiede un proprio carattere e man mano che li conosco inizio anche a capire come relazionarmi. Ho un'amica animalista che mi capisce, ma altre persone non comprendono l'affetto che nutro per loro. In casa, fra gli ultimi arrivi ci sono Pilù, Meggy, Spillo e Cammy. Anche i nomi che assegno sono pensati per distinguerli, affinché ognuno riconosca il proprio, perché i gatti riconoscono il suono. Come dicevo ogni gatto è recuperato da un abbandono. Pilù, ad esempio, saltellava in un cortile e non è stato facile avvicinarlo. Quando l'ho preso con uno stratagemma era un affarino furente di dieci centimetri con pelo e coda dritti. Il gatto che diventa selvatico non sempre è facile da gestire. Se penso che all'inizio non sapevo curare nulla, di strada ne ho percorsa". 

Loretta cerca di crearsi ogni giorno un obiettivo da raggiungere che le permetta di relazionarsi con le persone, e i gatti sono veicoli che avvicinano. "Molti di loro arrivano per segnalazione, ma faccio sempre attenzione che non siano di proprietà di qualcuno. Chiedo a tutti nel circondario e lascio a disposizione il mio numero di cellulare. Dopo il recupero, segue l'inserimento con gli altri. Fra Spillo, che è cardiopatico e ha avuto la dermatite, ma è anche gentile e riservato, e Cammy, che è un monello esuberante, la convivenza è a debita distanza. Spillo dorme sul mio braccio. Penso che non esista un sonnifero migliore del gatto che dorme con noi. È un calmante per il sistema nervoso, come documentato nei libri". 

Nel gruppo vive anche Shams, la coniglia, che si sente a suo agio con i felini, ma che non viene mai lasciata sola con loro, anche a seguito del suggerimento del veterinario. 

Loretta Zona è anche in contatto con l'Associazione di volontariato "Gattopoli" di Biella, un punto di riferimento sul territorio a cui ci si può rivolgere per adozioni e informazioni.

Anna Arietti

L'articolo è stato scritto per "La Nuova Provincia di Biella" - 26 maggio 2021

Immagine di copertina messa a disposizione da Loretta Zona

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