giovedì 27 maggio 2021

La sordità raccontata in un libro per tutti



di Anna Arietti

Nasce un libro che porta il sorriso sulle labbra per il suo grande valore umano. S'intitola "Io sono sordo", un'affermazione che arriva schietta e che nasce da un'idea di Manuela Marino Cerrato a sostegno di "VedoVoci", l'Associazione dei genitori di bambini sordi di Cossato.

"Il testo è uscito a giugno di un anno fa con l'editore Carthusia, impegnato nel portare avanti le storie speciali che hanno bisogno di essere raccontante, perché più delicate, di disabilità e di malattie rare - spiega l'autrice, che è anche vicepresidente dell'associazione - . Noi abbiamo acquistato, con l'aiuto di finanziatori del progetto, mille copie, ossia un'edizione speciale che rivendiamo come raccolta fondi per le attività promosse da VedoVoci. Intanto in parallelo procede anche il progetto editoriale che esce nelle librerie. Tutto quello che avrebbe dovuto ruotare intorno alla presentazione del libro, a causa della situazione sanitaria, purtroppo non c'è stato. Ci siamo mossi con la diffusione online e con la collaborazione del Ctv, il Centro territoriale di volontariato di Biella, e dei social, su cui abbiamo pagine dedicate. Pian piano ora cerchiamo di recuperare. Il progetto è sempre attivo e sta a noi presentarlo nei modi consentiti".

La storia raccontata nel libro s'intreccia con l'esperienza di Manuela, della propria vita in famiglia con i figli Giovanni e Francesco. "È stato un modo per condividere una parte delle nostre emozioni, di come vediamo e viviamo la sordità, in una sorta di gioco. Dalla nostra esperienza è nata l'idea di comporre un libro con cui possiamo rendere partecipi altri bambini. Da lì la ricerca di finanziatori e di un editore. La cosa più spontanea è stata di abbinare il progetto alla associazione, di cui non è certo la carta d'identità, ossia non tutti i genitori e i bambini vivono la medesima esperienza. Abbiamo cercato di proporre le emozioni più universali, più condivise da tutti i membri della famiglia nel vivere la sordità".

Nel libro si dà la priorità al vissuto del protagonista, che racconta la propria situazione. Le scelte editoriali e della illustratrice, Annalisa Beghelli, non portano propriamente gli ideatori sulle pagine, ma sono personaggi con l'aiuto dei quali si susseguono situazioni ispirate. "Il testo è molto asciutto, simile a didascalie e scritto in stampatello, perché è un testo ad alta leggibilità, destinato ai bambini sordi e a coloro che faticano a leggere l'italiano scritto, anche bambini stranieri. La scelta risponde all'esigenza di fare un libro veramente fruibile per bimbi che non si vedono quasi mai come protagonisti nella storia. È un testo che coniuga perfettamente parole e immagini. La lingua dei segni è una curiosità che viene citata. Le parole giocano molto sull'uso degli aggettivi, in forma positiva e negativa. A monte c'è stato un lavoro progettuale molto significativo fra la nostra associazione di genitori, l'illustratrice e l'editore". Partendo dall'esperienza personale si crea un messaggio che arriva a tutti, sordi, non sordi, sordi segnanti e non segnanti. 

"La diffusione del libro sta portando bei riscontri. In tanti si sono attivati, insegnanti e genitori, ponendo domande. Le presentazioni nelle librerie, nelle scuole, anche in altre regioni, sono in programma, ma non sono ancora iniziate. Contiamo di poter partire presto".

Coloro che desiderano sostenere l'Associazione, di cui è presidente Claudio Baj, il contatto per avere il libro è diretto, via e-mail vedovoci@gmail.com, o social. Altrimenti si può trovare negli store online e nelle principali librerie.

Anna Arietti

Immagini messe a disposizione da Manuela Marino Cerrato

L'articolo è stato scritto per "La Nuova Provincia di Biella" - 19 maggio 2021


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