giovedì 13 maggio 2021

"Gli Alpini sono la mia seconda famiglia"


di Anna Arietti

La figura degli amici degli Alpini è stata introdotta nel regolamento nazionale ed è attiva dal 2018. È una sorta di promozione che si assegna a chi si dà da fare e mostra di condividerne i valori, pur senza essere un Alpino: ne onora la memoria, i Caduti, prima di tutto, e rispetta le istituzioni, ha spirito di servizio, che comporta solidarietà e amore per la Patria, osservandone diritti e doveri.

Nel gruppo di Cossato-Quaregna ci sono tre Amici degli alpini. A parlarci della figura è Maria Elena Acquadro, 50 anni, cossatese. "Il riconoscimento sta nella consegna del cappello - spiega -. Possederlo è motivo di orgoglio, significa far parte dell'Ana, l'Associazione nazionale alpini, e, fra le tante cose, permette di sfilare ai raduni della sezione e dei raggruppamenti e all'adunata nazionale". 

Si partecipa alle attività del gruppo, in base alla propria disponibilità di tempo: "Significa organizzare eventi e manifestazioni, come la grigliata estiva presso la sede o nella casa di riposo, vendere le uova pasquali o fare la castagnata in piazza o nelle scuole, anche in collaborazione con altre associazioni presenti sul territorio, e con il ricavato delle iniziative, al netto delle spese, si fa beneficenza". In tempo di Covid, in pieno confinamento, il gruppo ha distribuito alla popolazione, due volte, da parte del Comune e della Regione, le mascherine. "Erano giorni di caos e di timori, ma andava fatto. Abbiamo anche distribuito i computer ai bambini per la scuola da casa, sempre da parte del Comune. Chiaramente ci occupiamo anche delle competenze più spicciole, come fare le pulizie in sede e la spesa. Nel caso di eventi ci attiviamo anche giorni prima. Per quanto mi riguarda vado anche in sede a Biella per le pratiche burocratiche, o per acquistare felpe e giubbotti richiesti dagli associati. Chiunque può diventare un amico degli alpini, uomo o donna. - e Maria Elena mostra fiera la maglietta con il loro logo che tiene sul cuore -. 

Personalmente sono cresciuta a pane e alpini perché mio papà e mio fratello lo sono, e anche perché mio papà era panettiere. Ad avvicinarmi poi ancora di più agli alpini è stato mio figlio Riccardo, che fin da piccolo si faceva accompagnare in sede, dove incontrava i nonni. Crescendo anche lui è diventato volontario attivo e alla fine sono rimasta coinvolta pure io. Ora considero gli Alpini la mia seconda famiglia. Far parte del gruppo vuol dire incontrare persone che in qualche modo si riconoscono, che condividono gli stessi sentimenti di solidarietà. Il nostro è un bel gruppo, affiatato, e come tutti i gruppi mette a confronto due generazioni, i veci e i bocia, che riportano alla luce ricordi da cui prendiamo volentieri esempio. Siamo come bimbi che ascoltano i nonni. Si va d'accordo. Guai non ci fossero".

Anna Arietti

Immagine di copertina messa a disposizione da Maria Elena Acquadro.

L'articolo è stato scritto per La Nuova Provincia di Biella - 1° maggio 2021


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