sabato 26 settembre 2020

A funghi nel Biellese


Vedo cose spiacevoli nel bosco.

Il mio invito è a lasciare in vita i funghi non graditi - è sciocco calpestarli, sradicarli -. La loro esistenza è la biodiversità che ci mantiene in equilibrio.

Evitiamo di rovistare follemente il terreno. Di calpestare l'erba fino allo sfinimento. Gli animali lo fanno per sopravvivere. Noi danneggiamo inutilmente lo strato di micelio che produce i funghi. E impegniamoci a raccoglierli per un onesto autoconsumo - sui social pubblichiamo ceste colme come se fossero trofei -.

La visita mi porta fra gli aghi umidi delle conifere. Respiro da ogni stimolo, dalla corteccia che sfioro, dal profumo di brugo, di fungo, dalle gocce d'acqua che mi cadono sulle guance e fra i capelli. È un continuo sobbalzare.

Il bosco è così. È il nostro giardino. Vediamoci il riflesso dei gerani, delle surfinie e delle begonie del balcone, che in una loro forma vi appartengono.

È anche provare un qualche sentimento per la pigna caduta in una posa insolita, che desta la nostra attenzione. Lei sente, come pure la roccia su cui poggia.

Tutto questo lo abbiamo sempre saputo, iniziamo a ricordarlo.

Non si pensi mica che sveli dove trovare i funghi. Custodire i segreti del bosco è gratitudine.

Anna Arietti
(testo e immagini)










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