giovedì 9 agosto 2018

Florilegio all'ospedale di Biella



L'elegante  "Florilegio di Primavera" di Omar Ronda - con i colori  riflessi  a terra  sulle parole di Verlaine  -  è un regalo azzeccato per l'ospedale nuovo di Biella: il suo ampio ingresso  è un florilegio di  idee buttate lì come  semi che guardano avanti.






L'atrio, davanti al bar e all'edicola. è sempre festoso. Ogni volta che ci passo c'è qualcuno che suona il pianoforte - circondato da un piccolo pubblico -  e le foto di una nuova mostra appese alle grate. 


E' un atrio così enorme da apparire inutile, ma può darsi  che chi lo ha ideato lo abbia visto fin da subito traboccante di vita: magari con  più di una mostra per volta, con un pianoforte a coda e una parete con  una chitarra e un violino; e, oltre ad uno spazio per i bambini, un ampio salotto in cui scambiarsi libri o leggerli ad alta voce per i malati di ogni età. 
Libri di poesie e di racconti da  consultare liberamente e  da portare su, nei reparti, a chi  non ha la forza o la vista o la cultura sufficienti  per cercare la compagnia delle pagine di un libro. 
Piccolo pubblico accanto al pianista.

In un ospedale così grande credo che ci starebbe bene (posto in modo da non disturbare medici e pazienti) anche  un teatro in miniatura in cui allestire brevi spettacoli e concerti e proiettare film e documentari: un modo anche per invitare  la gente "di fuori" a recarvisi, portando le onde buone del proprio vigore e della propria salute a coloro costretti a lunghe degenze e a forzata solitudine. 


E alle pareti - o "sparse" come semi sui pavimenti, come le parole di Verlaine del Florilegio - ci vedrei copie di quadri famosi, poesie, frammenti di poesie, estratti scelti di testi con parole buone. 
Una lista inesauribile di cose inutili - già presenti e immaginate -  se paragonate alle medicine e alle cure. 
Ma che siano poi così inutili? Personalmente sono convinta che siano "energia che circola in forma invisibile", come scrive Pietro Barcellona*, perché "l'inutile produce ciò che ci è più utile [...] al di là del miraggio creato dalla società", come suggeriscono gli psicoterapeuti Miguel Benasayag e Gérard Schmit. 


Tra le letture ad alta voce nell'atrio proporrei anche questa che ho tra le mani ( e da cui ho tratto le frasi sopra citate): "L'utilità dell'inutile", un saggio - manifesto in cui il filosofo Nuccio Ordine spiega come "senza questa energia superflua" - dell'arte e di tutto ciò che è "inutile" in una società utilitaristica - "sarebbe impossibile liberare la vita". 


"...poiché l'alba si spande, poiché l'aurora è qui, e poiché la speranza, perduta da gran tempo, si volge nuovamente verso di me che la chiamo, l'imploro, e tutta questa felicità è per me, i funesti pensieri devono ora finire, devono ben finire i sogni angosciosi...".
(Le parole di Paul Verlaine  incise nel Florilegio di Omar Ronda)

Florilegio: dal lat. rinascim. florilegium, comp. del lat. flos floris «fiore» e tema di legĕre«cogliere», calco del gr. ἀνϑολογία, antologia (da www.treccani.it)


Note: *Nuccio Ordine cita le parole di Pietro Barcellona  da  "Elogio del discorso inutile. La parola gratuita, Ed.Dedalo, 2010, p.15 e lo definisce "un bel libro"  in cui "Barcellona critica quei discorsi orientati a misurare l'efficienza e l'utilità, senza tener conto veramente dei conflitti che agitano gli esseri umani". 

Testo e immagini di Enea Grosso