venerdì 28 aprile 2017

Le antiche radici del "Firmino"


Si fa una cucina tipica biellese, vercellese e, perché no, pure torinese, da “Firmino”, la locanda storica dirimpettaia al “cavallo bianco” sistemato nella rotonda alle porte di Cavaglià.

“Facciamo il fritto misto alla piemontese e compagnia bella - te la racconta veloce Isidoro Galetto, 69 anni, il titolare -. Siamo un ristorante, anzi, un osteria di quelle di una volta. I salumi sono di nostra produzione, e poi, con la batosta presa nel 2009 per la crisi, per avere più lavoro abbiamo integrato il servizio con la pizzeria. È così che ci siamo risollevati”.

L’attività è gestita dalla famiglia dal 1999 e ci lavorano tutti, dalla moglie Angiolina al figlio Massimo, che al momento della visita non c’è e spiace tanto da voler quasi rimandare l’incontro, alla figlia Monica, al nipote Andrea, che ha completato da poco gli studi all’Eugenio Bona di Biella, alla nuora Svitlana. A loro si aggiungono cinque collaboratori. “Si lavora sette giorni su sette; chiudiamo soltanto il sabato a pranzo. Siamo sempre qui e siamo stanchi, ma si deve lavorare per pagare i debiti, ‘sennò ‘ambursùmma al tulun', va tutto a rotoli. Siamo diventati proprietari dell’intera struttura e stiamo preparando nuove camere per l’albergo”.

Da “Firmino” si trova tutto quello che occorre al viaggiatore, compreso il bar. La nomea del luogo però porta al ristorante, ormai famoso. La cucina apre alle 12 e serve pasti a oltranza. Nei fine settimana si deve prenotare, oppure attendere che si liberi un tavolo.

L’attività affonda in radici antiche; Isidoro mostra un quadretto appeso al muro. “Qui c’è scritto tutto" dice. Nel documento si legge che fin dai primi del Novecento, “i pranzi e i servizi di mensa delle feste e dei convegni potevano contare su una organizzazione coordinata da Firmino Macchieraldo di Cavaglià” il che la dice lunga sulle abilità culinarie di tal Firmino che dà il nome al locale.

C’è poi da fare il ritratto di famiglia e Isidoro chiama tutti a raccolta: “Suvvia, facciamo una cosa veloce che poi dobbiamo pranzare pure noi”. Alla discussione assai sbrigativa su chi c’è, chi non c’è e chi non ci vuole essere, Isidoro irrompe ancora con un “facciamo ‘sta foto e non se ne parla più”. Risolta poi pure la questione di qualche “non sono ben vestita”, tutti si mettono in posa dietro ai pentoloni fumanti.

Fare una capatina da “Firmino” è così. Ti fanno sentire come quando pranzi a casa, in famiglia, senza tante formalità. Di lì a breve inizia il servizio. Arrivano i primi clienti. Non c’è proprio più tempo per far girare i pollici, tanto meno per la cronista, che è invitata a fermarsi per il pranzo o a levarsi di torno.

testo e fotografie di Anna Arietti 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
pubblicato su BiellaCronaca.it il 31 marzo 2017




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giovedì 27 aprile 2017

Di piola in piola (presentazione)


“Di piola in piola” fa tappa nei locali dove la definizione di “trattoria” o di “ristorante” veste stretta. Perché la “piola” è tutta un’altra cosa. È, a nostro dire, l’esatta interpretazione di quella realtà molto “bielèisa” che va dalla “bassa” alle “bricche”, indistintamente.

Nella “piola” ti accoglie la famiglia, tutti i componenti, pure il nonno con la canna, mentre dalla vicina cucina arrivano profumi che riconosci senza indugio, di quelli che su due piedi ti rimandano all’infanzia. Al tavolo ci arrivi senza tanti convenevoli e ti alzi sempre fin troppo sazio. Il conto poi è dannatamente ragionevole, da farti strabuzzare gli occhi e uscire con un sorriso stampigliato in faccia.

A suo tempo il termine “piola” rimandava l’immaginario a locali dalle connotazioni decise, dove tracannare il bicchiere in più o dire la paroletta fuori dai denti era all’ordine del giorno, quanto bastava per tenere lontane le “madamine".

L’evoluzione invece elegge la “piola” a format imprenditoriale di successo, dove tradizione e passione strizzano l’occhio alla modernità.

testo e fotografia di Anna Arietti
pubblicato su BiellaCronaca.it il 31 marzo 2017
riproduzione riservata

mercoledì 26 aprile 2017

Non posso ignorare


Ci sono altri programmi, ma uno sguardo sfugge verso l'alto.
Non posso ignorare una giornata tanto luminosa. 
Il Mucrone chiama!













Oropa è un santuario mariano dedicato alla Madonna Nera vicino a Biella, 1.100 metri s.l.m, circondato da un anfiteatro naturale di montagne, le Alpi.

Il santuario comprende due basiliche, Antica e Superiore, il Sacro Monte dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco e Riserva speciale naturale, il cimitero monumentale, l'osservatorio meteo-sismico, il museo dei Tesori, le gallerie ex-voto, l'archivio storico e la biblioteca.

L'ospitalità offre diverse soluzioni, dalle aree camper alle camere. All'interno del santuario e nella zona circostante ci sono ristoranti, bar,  alcuni negozi, il giardino botanico e il parco avventura.  Oropa è meta di escursioni a piedi e in mountain bike ed è località sciistica.

A piedi o con la funivia si può raggiungere il monte Mucrone, 2.335 metri s.l.m. e diversi rifugi.


Si battono le mani sulle spalle l’un l’altro


Sono tanti i ragazzi che badano alle vacche alla fiera agricola di Castellengo di Cossato, oggi, martedì. Li vedi a gruppi, in canotta o con la camicia a quadri, con gli scarponi ai piedi e l’immancabile bastone. Parlano in piemontese e mostrano entusiasmo da vendere.

martedì 25 aprile 2017

Viaggiare!



Viaggiare!
Con valigie cariche di sole
e sacchetti di stelle
stropicciate tra i fiori
da posare di notte
sui deserti del mondo.

(Enea Grosso)



 

domenica 23 aprile 2017

Ponti di seta


Viviamo sospesi su ponti di seta
che oscillano fra il cielo
e quanto di più amaro
ha le mani sul mondo.

(Enea Grosso)

L'ex-primo ministro Imre Nagy (nato nel 1896 e giustiziato nel 1958) fissa il maestoso parlamento di Budapest e volta le spalle all'Armata Rossa.














sabato 22 aprile 2017

Le viole degli Alpini a Biella Piazzo


 E' primavera, e il panorama da Biella Piazzo * sulla pianura è illuminato dai colori delle viole 'spuntate' dalle mani degli Alpini del luogo.
Un tocco di bellezza per la città e per tutti.
Un gesto  che, a differenza di un atto vandalico, non fa notizia e non viene condiviso nell'etere con il rischio di essere emulato -  in questo strano mondo al contrario .
Ma il garbo e la gioia hanno vie invisibii,  attraversano  il mondo come acqua silenziosa.


Un .grazie. agli Alpini del Piazzo!
* Il Piazzo è la parte antica di Biella ed è caratterizzato da portici e dimore signorili.  Si può raggiungere facilmente  a piedi  o con la caratteristica funicolare. 
Il ponte nelle foto è accanto a Porta Torrazza (o Porta d'Oropa) costruita nel 1780 in memoria della visita di Vittorio Amedeo III e di sua moglie Maria Antonia Ferdinanda di Spagna.

Testo e foto di Enea Grosso

Fonte delle notizie storiche su Biella Piazzo: "Biella - Tesori del Piemonte" di Claudia Ghiraldello - editris turismo.

L'attimo stellato





Difficile spiegare 
la bellezza
di un  attimo stellato.
Nel silenzio del  mattino
tutto il prato
mi parlava di luce.

(Enea Grosso)


Pian Borgnoz a Pont, Val d'Aosta


giovedì 20 aprile 2017

"Lavoro per avere prodotti sani"


Quando entri nella vita di qualcuno che sta bene con se stesso e con il mondo te ne accorgi, a partire da quel cancello sempre aperto con l’erba cresciuta tutt’intorno, che ti fa sentire gradito, alle parole dette con imbarazzo dove il raccontarsi si rivela una scoperta. Perché coltivare la terra è seguire un istinto, inscindibile dall’averne rispetto, che porta ad amare in silenzio.

giovedì 13 aprile 2017

mercoledì 12 aprile 2017