martedì 28 febbraio 2017

Pettinengo


Il paese di Pettinengo gode di una posizione panoramica, tanto da essere conosciuto come "balcone del Biellese". Nella fotografia si vede la chiesa seicentesca dei Santi Stefano e Giacomo.

testo e fotografia di Anna Arietti
riproduzione riservata

Ailoche


Il piccolo paese di Ailoche, immerso nella verde Valsessera, viene descritto dallo scrittore Cesare Bozzo come "un luogo interessante per le escursioni alpinistiche".

fotografia e testo di Anna Arietti
riproduzione riservata

Panorama da Oriomosso


E' uno dei punti più panoramici del Biellese. L'alta Valle Cervo vista dal cimitero del piccolo borgo di Oriomosso, frazione di Quittengo.

fotografia di Anna Arietti
riproduzione riservata

mercoledì 22 febbraio 2017

Se ci muoviamo, qualcosa di positivo accade


Certe donne posseggono una marcia in più, si sa. Ascoltarle però è un toccasana che apre definitivamente la mente. Le noti subito. Si esprimono affermando quanto valgono senza farsi tanti crucci. Sono sorridenti e risolute, magari pure un po’ troppo audaci, ma la vita va vissuta.

In via Mazzini a Cossato da qualche mese ha aperto un negozio che dà nell’occhio, soprattutto se sei donna, a prescindere da quanto badi alla femminilità. E’ uno di quei posti dove prima o poi scivoli dentro. Si chiama “Capelli & Manie”, propone tutto per la cura dei capelli, appunto, e per la persona. Dall’altra parte del banco s’incontra Sabrina, 46 anni. Lei è una di quelle tipe che dall’oggi al domani ha saputo ribaltare la sua vita come un calzino.

“Ho svolto diversi lavori - racconta -. Sono stata anche mamma a tempo pieno, ogni momento ha un suo valore. In seguito ho trovato un impiego parti time di cui però ero stufa per una serie di motivi. E’ stato così, un po’ per sfida, che ho iniziato a guardami intorno e siccome con la famiglia si fanno vacanze in Toscana, ho iniziato a considerare, anzi è stato mio marito Roberto a farmela notare, l’opportunità di aprire un negozio in franchising. Una sera, in un attimo di particolare stanchezza e stufa della vita che facevo, di quelle che trascorri svogliatamente davanti alla tivù, ho fatto una ricerca sul tablet e l’attenzione si è fermata casualmente sull’attività che ho poi scelto di gestire. Ci ho dormito su per qualche notte, infine ho deciso di cambiare. Alla mia età certe scelte vanno definite o abbandonate. Non ci puoi pensare all’infinito”.

Sostenuta dalla famiglia, l’avventura inizia. Sabrina contatta uno dei titolari, Marco, con il quale fa una chiacchierata e un successivo un incontro e il nuovo lavoro inizia.

“Ho lasciato la mia precedente attività a ottobre e a dicembre ho aperto quella nuova. L’incontro in Toscana è andato bene. Sentivo di parlare con persone normali, sincere. Non hanno creato sogni o illusioni. Si sono mostrate decisamente con i piedi per terra. L’investimento richiesto è stato ragionevole, all’incirca come se ci fossimo comprati un’auto nuova. Sarò pure stata un po’ incosciente, ma ho sentito di poterlo fare. Se fosse dipeso dalla mia mamma, più calcolatrice, ragioniera, non avrebbe osato. Diciamo che non mi sono fatta influenzare dai vari ‘ma tu non sei a posto, cosa ti è saltato in mente’ e mi sono lanciata. Che sarà, dico io, se dovesse andare male ci penserò, intanto lavoro in un bel settore dove c’è movimento”.

In negozio arrivano tante donne, anche se gli uomini curano l’aspetto alla medesima stregua, se non di più. Rimanere per un po’ con Sabrina è interessante. L’universo femminile non finisce di stupire e di divertire. In tante vedono nel momento l’opportunità di raccontare di tutto, senza trascurare dettagli intimi che lasciano attoniti i mariti capitati lì per caso. Dalla richiesta di una lacca al rossetto, alla tinta per i capelli, che deve proprio essere quella della volta prima, con tanto di scatola vuota in mano, al decolorante rapido per baffi e sopracciglia, con cui dicono di ottenere un bell’effetto schiarendo pure le parti intime, le donne sono così.

“In negozio mi rilasso, non devo pensare alle mille cose come quando sono fuori. Mi metto a disposizione delle clienti. Le ascolto volentieri, si creano dei bei rapporti, e funziona, senza togliere nulla all’attività dei parrucchieri che rispetto e che tra l’altro vengono anche a servirsi. Da me si fanno soltanto i piccoli ritocchi, che portano ugualmente un notevole risparmio. Gli unici che forse non hanno ancora ben realizzato il cambiamento sono i miei famigliari; non posso più essere a loro completa disposizione. Del resto ho voluto essere coerente. Non sopporto l’andazzo biellese, dove in tanti si lamentano ma non fanno nulla per cambiare. Se tutti ci muoviamo, qualcosa di positivo accade”. Proprio così. Non deve mancare la cura per ciò che si è. A ricordarlo è una donna sulla settantina che chiede la tinta bionda, ma non troppo: “Non vado più a ballare, neh, ma mi piace avere una bella testa. Voglio sentirmi bene”.

Anna Arietti 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
pubblicato su BiellaCronaca il 21 febbraio 2017
titolo originale: Sabrina e la 'marcia in più'



Sabrina
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domenica 19 febbraio 2017

"Sotto un cielo di musica" con Emiliano Toso.



   Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo.
(Alessandro D’Avenia)



  La bellezza è come una gemma preziosa, per la quale la migliore montatura è la più semplice.
(Francesco Bacone)




 L'incontro casuale con la musica di Emiliano Toso avviene poco meno di un anno fa in uno delle mie tante soste alla Libreria Robin  passando a piedi  tra via Gramsci e via Bona in centro a Biella.
 Bastano anche solo cinque minuti attorno agli scaffali di viaggi e di poesie per riprendere il cammino a passi più leggeri!
Quel giorno però è una musica a catturarmi non appena metto piede nel negozio:  una melodia avvolgente come un'onda a cui viene voglia di abbandonarsi. 
Inutile dire che poco dopo il cd è mio.


 A casa leggo il libretto che acconpagna "Wingprinting".  
Vedo tra i riconoscimenti quello del biologo americano Bruce Lipton oltre alla sua foto accanto all'autore, Emiliano Toso, che dev'essere - deduco - un emigrato italiano di successo  negli Stati Uniti... Poi vedo i nomi dei musicisti al violino e al violoncello - Dario Retegno e Lorena Borsetti leggo che la registrazione è avvenuta a Villa Piazzo a Pettinengo e mi rendo conto con sorpresa che si tratta di una produzione interamente biellese!

Per Wingprinting tre musicisti biellesi ed un canavesano:  Emiliano Toso  (pianoforte), Dario Retegno (violino), Lorena Borsetti (violoncello), Dario Vaira (campane tibetane)
Gli acquerelli dei cd sono di Wilma Camatti, la mamma di Emiliano Toso.
Le melodie  sono semplici, ma quella loro apparente semplicità deve essere caduta da molto in alto, perchè trasmette bellezza e una forza delicata che accarezza l'anima.


"Translational music si può rappresentare con un mare di cellule sotto un cielo di musica" si legge nel sito ufficiale del  compositore e biologo Emiliano TosoMusica che  viene registrata "ad una accordatura a 432 Hertz per creare frequenze e armonici che risuonano con le nostre cellule e con le strutture del nostro corpo, con il mondo intorno a noi e l'universo".

Villa Piazzo a Pettinango, sede dell'associazione Pace e futuro.
La sala  concerti a Villa Piazzo
Emiliano Toso all'Auditorium di Gaglianico con Dario Retegno, Lorena Borsetti e il chitarrista Nicola Boschetti

Testo e immagini di Enea Grosso

sabato 18 febbraio 2017

Tutto ciò che è buono matura lentamente



Si dice che tutto ciò che è buono maturi lentamente. Se vale per il frutto quanto per la consapevolezza dell’uomo, a farsi largo nel Biellese, a piccoli passi, è l’amore per il territorio. Lo s’incontra nei cuori delle persone che finalmente iniziano a crederci. E non soltanto a parole, quelle belle, di circostanza, ma anche nei fatti, con progetti alla mano.

E’ così che Quaregna si fa avanti, alza la mano e mette a disposizione un locale in comodato d’uso per ospitare i pellegrini che percorrono l’antico “Cammino Eusebiano”, che collega Oropa a Vercelli, con il proposito di unire alla promozione le tipicità del territorio, dalla produzione di vino alle mele autoctone, all’attività manifatturiera.

Con la presentazione dell'iniziativa anche lo step collaborativo è raggiunto. Oltre al sindaco Katia Giordani, che ha avviato i lavori, alla conferenza di giovedì erano presenti il vicesindaco Edoardo Raffagnato, l’assessore Maria Angela Botta, Ermanno Pizzoglio e Valeria Tonella di “Trekking biellese”, il tour operator di casa esperto di escursionismo, Pier Mario Garbino presidente del comitato di Biella “Uisp sportpertutti”, Franco Grosso, che da anni sviluppa progetti di “cammino” anche in collaborazione con l’Azienda sanitaria locale, e il sindaco di Mottalciata Roberto Vanzi, estimatore di storia locale che nello specifico ha suggerito di sviluppare il “Cammino degli Avogadro”. Lo stesso Pizzoglio, con la metafora delle tre gambe necessarie al tavolino per essere tale, ha sintetizzato il pensiero dicendo: “Il successo della promozione sta nella capacità di collaborare di tre soggetti: commerciale, che veicola le proposte, associativo, che le valorizza, e istituzionale, che apre l’accesso alle infrastrutture”.

L’attenzione si è poi focalizzata sulle potenzialità a tutto campo del progetto. In merito, Grosso, seguendo la “sinergia positiva”, in sostanza la necessità tutta umana di fare più attività fisica, ha spiegato quanto sia vivo il bisogno di riconsiderare i cammini storici che permettono di raggiungere grandi luoghi come Roma, Santiago e la ViaJacobi, che conduce dal Bodensee a Ginevra, quale parte del cammino europeo di Santiago. “Quaregna, in tal senso si fa ’hub’, per utilizzare un termine aeroportuale - ha ancora detto -. E’ un paese facile da raggiungere, che dispone dei servizi necessari e si può quindi utilizzare come punto di riferimento da cui partire alla scoperta del mondo, a piedi e, perché no, anche in bicicletta. Mi piace ricordare la mia formula ‘balenga’, ossia che ogni chilometro camminato corrisponde ad una riduzione dei costi sanitari”. In tal senso, il concetto è stato ribadito da Garbino, poiché l’associazione Uisp sostiene la diffusione della pratica sportiva, non solo competitiva, e sposa le attività di prevenzione proprio in termini di salute pubblica, mediante personale formato che accompagna alla scoperta del territorio.

Il sindaco, sostenuto dalla giunta, delibererà un contributo di 500 euro per acquistare cento tessere associative Uisp da regalare agli ultrasessantenni portatori di patologie, con l’obiettivo di motivarli a muoversi, ad attivarsi e al tempo stesso di sostenere l’iniziativa. “In municipio verrà messo a disposizione del pubblico uno sportello che consenta il contatto diretto, il lunedì o il giovedì, dalle 14.30 alle 18, a partire da marzo”.

Fra le prime proposte di Trekking biellese, Tonella ha ricordato che il 20 maggio si partirà alla scoperta di itinerari che conducono nei luoghi del Giro d’Italia. A giugno si percorreranno i passi di Fra Dolcino, attraverso le bellezze delle Alpi biellesi. A seguire verranno organizzati gruppi per il Cammino Eusebiano, con la collaborazione dell’omonima associazione e del comune di Ternengo. Si penserà poi alle scuole, con proposte didattiche che avvicineranno gli studenti alle valli biellesi e alla vita in alpeggio.


Anna Arietti 

pubblicato su BiellaCronaca.it il 18 febbraio 2017
titolo originale: Una stanza per i pellegrini
© RIPRODUZIONE RISERVATA


"D'ordinario la gloria è tanto più tardiva quanto più sarà durevole, perciocchè tutto ciò che è squisito matura adagio. La gloria chiamata ad esser eterna è pari alla quercia che cresce lentamente dal seme (...)"  Arthur Schopenhauer da "Aforismi sulla saggezza del vivere"

giovedì 16 febbraio 2017

Le coccole vestono caldo e morbido



Non sembra, ma è una questione squisitamente umana. La spesa che si fa di corsa, buttando alla rinfusa di tutto un po’, anche più di quel che serve, nutre solo in parte. L’anima si rifocilla soprattutto di attenzioni. Da che l’uomo esiste, le coccole vestono caldo e morbido, perché a fare la differenza saranno sempre le persone e il contenuto del frigorifero riflette lo stile di vita.

Succede allora di ritrovarsi indecisi fra la robiola all’erba cipollina, o ai pomodori secchi e olive; ma no, la scelta giusta cadrà sulla “crema”, quella che Ornela, 23 anni, da sette alle prese con salumi e formaggi da “Aglietti Carni” di Cossato, ti indica con il dito, tutta sorridente. Perché il formaggio da spalmare è una sua creazione e te lo racconta con entusiasmo. “L’ho sperimentato io, perché sai, sono una buona forchetta e nel fine settimana mi piace andare alla scoperta di tome introvabili, che poi propongo a Federico”. 

Intanto è il turno di una donna; la conversazione vira sul tran tran dei giorni. Fra una battuta e l’altra, Ornela le propone il buon peso di una volta, quella fetta in più, mentre accosta all’offerta “i nostri salamini”. C’è voglia di chiacchierare, ma una ragazza staziona di fronte agli ultimi flan agli asparagi; in pratica se li è già accaparrati. “Te li do tutti, cara? - le chiede Ornela, prima di tornare a menzionare le soddisfazioni -. Il contatto dinamico con le persone mi entusiasma. Non sai mai chi può arrivare e anche il cliente ha molto da insegnarti. Ci si ascolta e dopo si dà il tempo per scegliere”. Ma neppure tutti quei suoi “sì, cara”, oppure “buona giornata, grazie”, guastano.

Fatti alcuni passi s’incontra Mirko, 36 anni, da diciassette referente per il reparto carni. “Di questo mestiere ti deve piacere tutto, sennò vai a fare altro - spiega contento, compreso che si tratta di un attimo di celebrità -. Non è detto che il taglio pregiato vada bene per fare tutto. Conta assegnare il pezzo giusto che soddisfi il desiderio. Ci devi mettere impegno, dalla preparazione alla consegna, ascoltando sempre la persona che hai di fronte”. Alle spalle di Mirko spiccano drappi dai colori vivaci. “Sono la storia di Aglietti Carni - spiega ancora -. Ogni ‘bandiera’ rappresenta un podio nella gara di assegnazione del bue alle fiere di Carrù e di Moncalvo. E non sono neppure tutte, perché non ci stanno. E’ fondamentale conoscere il taglio, informare sulla provenienza. Sono note che danno punti alla carne quando la porti in tavola”. Si avvicina poi un uomo con qualche anno in più, Mirko si rivolge a lui con affetto. “Dimmi pure caro… battuto come al solito?”. La sua mano taglia con fermezza come soltanto l’esperienza consolidata sa fare. “Quando i clienti ritornano, diventa normale legarsi e capita che se non ne vedi arrivare qualcuno per un po’ ti preoccupi. Ti domandi: ué, cosa gli è successo? Come esseri umani abbiamo tutti bisogno di scambiare due parole, di essere ben accolti. Ci fa sempre bene. La spesa fatta con serenità si fa più volentieri e fa vivere meglio. Essendo spesso solo dei numeri, è importante che il tempo dedicato a riempire il frigorifero ci faccia sentire persone”.

Nel reparto frutta e verdura si muove il riservato, ma non troppo, Lorenzo, che di anni ne ha 40 e non vuole dire da quanto tempo è operativo. “Sono come il prezzemolo, dopo due giorni che sta sul banco non invecchia, ma diventa di due bei colori”. Che dire? A modo suo dipinge il racconto e quando si avvicina una mamma con bimba per mano, dimostra di conoscere bene la musicalità delle parole. “Ciao cara, vuoi le mele per fare la tortina? Ho quelle giuste. Senti il profumo - dice, mentre ne allunga due -. Mi dirai tu quanto sono buone”. Un’altra donna chiede delle arance: “Dammi quelle dell’altra volta, Lorenzo”. Lui tutto goduto guarda chi prende appunti: “Senti cosa dice? Scrivi scrivi. Scherzi a parte, cerco di rendere felici le persone, di soddisfare le loro esigenze. Quando poi le rivedi, significa che ci sei riuscito. Vuoi anche delle patate? - stacca sulla cliente -. Ne ho una varietà eccezionale, che non costa neppure tanto”, “Se lo dici tu, mi fido - è la replica -”. “Fidati della patata, non di me - aggiunge lui”. Infine tocca alla Rina, tanto affezionata da poter dire che con il Lorenzo litiga sempre. “Non scriverlo, non sta mica bene - sbotta lui, sgranando gli occhi preoccupato -”. Prima di lasciare il negozio si cerca Federico, Federico Aglietti, il titolare. “Non c’è - dicono -. A volte lo vedi, poi sparisce, dopo un po’ però ricompare sempre”.

Anna Arietti
pubblicato su BiellaCronaca.it il 15 febbraio 2017
titolo originale: La spesa fatta con serenità
riproduzione riservata


mercoledì 15 febbraio 2017

"Col vino raccontiamo noi stessi"


Meticoloso all’inverosimile, dice di essere diventato così a forza di leggere, studiare e, quando non sa, di sperimentare. Trasmette la sua passione anche soltanto con lo sguardo, ma è quando ti porta subito a conoscere la vigna, dove il vino nasce, che dimostra di saper interpretare le potenzialità del territorio. A raccontarsi, con quell’entusiasmo un po’ genato alla Biellese, è Gianni Selva Bonino, 46 anni, titolare della vitivinicola Cascina Preziosa sulle colline di Castellengo a Cossato, che dal 2013 propone tre etichette nobili.

domenica 12 febbraio 2017

La porta nel bosco

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La porta nel bosco non ha serratura; è la delicatezza del sentire che dilata lo spazio.

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*Oasi Zegna, Biella, area naturalistica realizzata a partire dagli anni Trenta per volontà dell'imprenditore Ermenegildo Zegna, fondatore del noto brand. Il progetto iniziale comprendeva la riforestazione delle pendici della montagna, con cinquecentomila fra conifere, rododendri e ortensie, e la costruzione della strada, "Panoramica Zegna". Oggi è meta turistica e sportiva. Fonte Wikipedia.

venerdì 10 febbraio 2017

Luoghi che sono poesia: Salar de Uyuni e 'lagunas' (Bolivia)

E qual è mai una terra così priva di Te
che ti si debba cercare in cielo?
(Husayn Mansur Al-Hallag)


Il carnato del cielo
svela oasi
al nomade d'amore. 
(Giuseppe Ungaretti)

Salar de Uyuni, Bolivia
(10.582 km²)
 La Bolivia è venuta a cercarmi, mi ha chiamata di notte.
E' successo  all'inizio di gennaio nel 2008, tra le due e le tre del mattino.
Mi sono svegliata con una parola in testa: Bolivia. Non saprei spiegare perché.
Da lì ho iniziato a programmare il mio viaggio.

Cactus nel deserto di sale
 Da la Paz di può raggiungere Uyuni in aereo, in treno (più un tratto in autobus) o trascorrendo una lunga notte in pullman con soste nel buio in bar 'di frontiera' dai bagni improponibili, in strade mano a mano sempre più sconnesse e sempre più fredde, fino a svegliarsi all'alba con un dito di gelo al finestrino.
 Davo per scontato che la terza opzione -  la più economica - includesse il riscaldamento a bordo. Invece no. Solo coperte!
All'arrivo a Uyuni manca all'appello il mio zaino. Panico! Lì ci sono i miei occhiali da sole, indispensabile per sostenere la luminosità di quel bianco accecante.
Per sbaglio era stato caricato sul pullman a fianco del mio. Uyuni è un villaggio, per fortuna è facile trovare gli autisti.
Proseguo verso il salar pigiata sul sedile posteriore di una jeep con altre sette persone a bordo (incontrate sul posto) - inclusi l'autista e la cuoca, che regge sulle ginocchia  un cartone pieno di uova.
I miei compagni di viaggio sono semplicemente stupendi fin dal primo istante. 
E altrettanto lo sarà questa breve e faticosa avventura attraverso il deserto gelido di sale, di terra e  di roccia.
Il paesaggio è un susseguirsi di pura poesia.


Isla del Pescado
 L'Isla del Pescado è una magnifica oasi in cui  le tinte scure dei cactus spiccano su di un fondale che sembra di ghiaccio -  ma è sale, la più grande distesa di sale del mondo.

Dopo piste senza fine...

...formazioni rocciose bizzarre...
...montagne dai sette colori...
Durante la traversata si arriva a circa 4800 metri

... ad un tratto  qualcosa brilla tra le pietre e la terra: è la prima delle 'lagunas', un susseguirsi di vere e proprie oasi di bellezza, tra le quali  la magnifica 'laguna colorada' spicca come  una scheggia di paradiso posata in questo nulla da un'enorme mano divina.


Laguna colorada (4278 metri)





Le due poesie sono citate da Sabino Chialà, monaco di Bose, in 'Parole in cammino', Ed. Qiqajon


(Testo e immagini di Enea Grosso)

martedì 7 febbraio 2017

Giochi del cielo

 
Giochi del cielo in inverno a Gressoney

IL cielo ha sempre pronta
una poesia
con cui l'aria disegna
le stagioni del mondo.

(Enea Grosso)




 The sky has always a poem
ready
with which the air draws
the seasons of the world.

domenica 5 febbraio 2017

Con la nebbia



"Non bisogna né rimproverarsi né criticarsi. Basta prenderne coscienza (...). Dentro di noi troveremo infinite risorse. Scrivere significa dissipare le nostre nebbie interiori. Non facciamo calare quelle nebbie anche sulla carta. Anche se di qualcosa non siamo proprio sicuri, esprimiamolo come se ci conoscessimo perfettamente. Continuando a far pratica alla fine sarà proprio così".

Natalie Goldberg
da "Scrivere Zen"
Ubaldini Editore - Roma







La Riserva naturale orientata delle Baragge si estende su 3.980 ettari, su un altopiano che varia dai 150 ai 340 metri s.l.m. fra le province di Biella, Vercelli e Novara.
Le immagini ritraggono la Baraggia biellese.

Fotografie di Anna Arietti
riproduzione riservata