martedì 31 gennaio 2017

Quando i suoni raccontano le immagini

I pensieri gli scendono nelle braccia, raggiungono le dita e sfiorano la tastiera per diventare parole e suoni. Vola ad ali dispiegate tracciando nuove traiettorie. Glielo si legge in faccia, anche se lui forse non lo sa. Stefano Risicato, 14 anni, di Cerrione, frequenta il primo anno del Liceo Linguistico di Biella ed è un pianista in erba. E’ anche cieco, questo però conta davvero poco, anzi nulla. Va detto soltanto perché la carica emotiva che porta con sé sprona a riflettere su come a volte certi che dicono di vederci benissimo, poi si comportino da "non vedenti".



Stefano da tre anni frequenta il laboratorio “Storie in musica” di Scuola Sonoria di Cossato dove impara a interpretare i racconti, alcuni dei quali scritti da lui stesso. E’ seguito da Riccardo Ruggeri, docente e talent voice, che spiega: “E’ un ragazzo in gamba e suona discretamente il pianoforte. Dall’esecuzione di musica classica è passato al pop, al rock e al jazz. Stefano ha sviluppato capacità e padronanza con lo strumento, del resto è arrivato a scuola già dimostrando qualità musicali; sente il ritmo, ha la giusta intonazione e possiede orecchio. Partendo da queste sue caratteristiche è nata l’opportunità di sonorizzare i racconti, anche scritti da Steven Spielberg - alias Stefano; in aula si scherza, perché l’atmosfera è sana, leggera nel modo giusto -. Insieme abbiamo elaborato diverse idee; analizziamo i brani che diventano dei mezzi e componiamo canzoni. Lavoriamo in gruppo, perché la musica è un’attività collettiva, sviluppa l’ascolto e migliora le relazioni con gli altri, oltre a far divertire”. 

Stefano ascolta l’introduzione seduto su una sedia. Appena coglie una pausa nel discorso, prende la parola. “Ne ho scritte due di storie. Una racconta di un bambino che vuole andare sulla luna e l’altra parla di un macchina impastatrice che si rompe. Sono vicende che immagino nella mia testa e poi ci aggiungo la musica elettronica, dei rumori, dei suoni”. Fra le mani stringe la master keyboard, la tastiera che permette di richiamare i suoni contenuti nel computer. Alla sessione di studio partecipano le cantanti Giulia Ellena e Matilda Perin, entrambe di 17 anni. La prima suona anche il pianoforte; la seconda viene definita dal prof la polistrumentista. “Partiamo dal testo - nello specifico si prende in esame ‘Il Piccolo Principe’ di Antoine de Saint-Exupéry -; immaginiamo la vicenda e introduciamo i suoni che la possono rappresentare. Registriamo la voce narrante”. L’audio propone Stefano mentre legge un passo del racconto, a cui sono stati aggiunti degli effetti sonori. La sperimentazione entusiasma davvero, anche chi di musica ne capisce poco. L’elettronica permette di accompagnare il testo in modo imprevedibile e si comprende come i suoni possano descrivere le immagini quanto le parole.

“E’ un percorso di ricerca che sviluppa l’immaginazione - prosegue Riccardo -. Diventiamo consapevoli dei parallelismi che esistono fra le emozioni e i suoni, le immagini e i personaggi. Si lavora sulla creatività che interpreta la realtà. L’attività di gruppo stimola l’accordo, la capacità di analizzare e la comprensione dell’altro. Nessuno prevale; si trova sempre un punto di incontro”. Stefano ama la musica e cita diversi autori e gruppi che segue. “Ascolto Biagio Antonacci, Giorgia, Francesco Renga, Ligabue e il gruppo pop rock dei Modà, non dimentichiamoli - dice, con quel sorriso sulle labbra di chi si trova nel posto giusto -. A casa accendo spesso la radio e scarico parecchia musica dal computer. Ho anche la tastiera, ma ultimamente non la uso più tanto”. Per l’appunto, lo riprende Riccardo. “Stefano è bravo quando s’impegna, un po’ meno quando fa l’asinello e salta i compiti”.

Intanto il lavoro svolto in classe verrà registrato e proposto come pubblica esecuzione, proiettando delle immagini. Sarà una sorta di rappresentazione teatrale che segue il filo conduttore de “Il Piccolo Principe”, dove la dedica dell’autore “gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini, ma pochi di loro se lo ricordano” cade giusta. Riccardo, il prof, sbocconcella cioccolata e Stefano lo becca “che mangi?”, ma la lezione prosegue. S’immagina la scena nel momento in cui il pubblico entrerà in sala. “Occorre una nota musicale ripetuta, che crei richiamo senza sviluppare l’azione - incalza Riccardo -. Potremmo proporre una scala enigmatica, usatissima nel cinema. Siamo nel deserto del Sahara; dobbiamo imitare il rumore dei passi che calpestano la sabbia, il soffio del vento, il rombo di un aereo che si avvicina”. E quando tutti saranno seduti, lo stato di attesa creato saprà sorprendere.


Anna Arietti
pubblicato su biellacronaca.it il 31 gennaio 2017
titolo originale: Le storie in musica di Stefano
riproduzione riservata

lunedì 30 gennaio 2017

A suon di belle parole


Tutti almeno una volta dovrebbero assistere alla gara di retorica proposta dagli studenti del Liceo del Cossatese e Vallestrona di Cossato. L'esperienza mette addosso la giusta dose di fiducia che va data ai giovani, affinché credano nel loro enorme potenziale. In una sala eventi di Villa Ranzoni al completo, lo scorso venerdì sera si è svolta la finale d'istituto della competizione.

Le squadre composte da allievi di classe quarta si sono sfidate a suon di belle parole, belle per davvero, dimostrando di possedere buona proprietà di linguaggio, il senso del rispetto per le regole e di essersi impegnate nella ricerca sull'argomento. A raccontare i concitati momenti del dibattito è lo studente Romeo Alberto: "La gara di retorica, che ha visto prevalere la squadra della quarta D, i "21 salti in padella", ha conquistato l'accesso alla fase regionale. In discussione questa volta era l’opportunità o meno di introdurre le quote rosa obbligatorie nelle elezioni politiche. La competizione, a cui il nostro liceo partecipa già da diversi anni, prevede che due squadre, una pro e l'altra contro, si affrontino in un dibattito su un argomento prestabilito. Un capitano e due oratori per parte si alternano con i loro discorsi ed è poi compito della giuria decretare il vincitore. Sperimentato già la scorsa edizione ed entrato ufficialmente in vigore questa, dopo la gara si è svolto anche il 'dibattito libero', dove tutti e sei i partecipanti hanno discusso ininterrottamente per un massimo di otto minuti, prendendo la parola per alzata di mano. La squadra non è composta solo dai ragazzi che salgono sul palco, cioè dai tre oratori e dai tre uditori critici, che hanno il compito di ascoltare i discorsi degli avversari e trovarne le debolezze per suggerire come controbattere: per preparare la competizione lavora infatti tutta la classe, attraverso una documentazione sull'argomento, che comincia molti giorni prima della competizione. I discorsi vengono preparati e poi provati davanti a tutta la classe, cercando di trovare e risolvere i problemi che rendono meno efficaci le orazioni. La gara di retorica è senza dubbio un'esperienza molto positiva: vengono approfonditi argomenti, anche di attualità, che altrimenti difficilmente verrebbero trattati in classe, ma, soprattutto, insegna come affrontare un lavoro di gruppo e la classe ne esce sempre più unita".

Ad assistere alla gara erano presenti i professori, compresa la dirigente Tiziana Tamburelli, le famiglie dei ragazzi e molti compagni di scuola, alcuni dei quali, commentando l'intero dibattimento, hanno dimostrato di aver ben appreso anche la tecnica della "chiacchierata silenziosa".

Anna Arietti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
pubblicato su BiellaCronaca.it il 22 gennaio 2017
titolo originale:  La 4° D vince la gara di retorica

domenica 29 gennaio 2017

Alla scoperta della Valle Cervo, frazione Falletti di Sagliano Micca


La frazione Falletti (800 metri s.l.m.) di Sagliano Micca (580 metri  s.l.m.) in Valle Cervo, dista a circa tre chilometri dal centro del paese.


Percorrendo la provinciale Sp100, sulla destra salendo, poco dopo il Cappellificio Cervo - antica scritta sul muro dello stabile - appare il bivio in fotografia. Si prende la strada più a destra. Il percorso sino a Falletti si può fare anche in automobile.


Al bivio in fotografia si segue la strada a destra.




All'ingresso della frazione c'è un piccolo parcheggio.



Seguendo la via principale, s'incontra un bivio verso destra - immagine sotto.


Sulla scala si vede una "gerla", tipico "scistùn", grande cesta utilizzata anticamente per trasportare il fieno.






Proseguendo sul ciottolato in salita...


... si raggiunge il sentiero che porta in tre quarti d'ora di cammino a Pratetto di Tavigliano, il paese vicino.








Uno dei residenti.




Altro residente attento.


La chiesetta di Falletti.


Fotografie e testo di Anna Arietti
riproduzione riservata

E' soffice la terra - Parco della Burcina con la neve


 
                              
 
E' soffice la terra
quando nevica
e l'anima lo sa
e si tuffa in segreto
in quel mondo fatato.

(Enea Grosso)







Il parco storico della Burcina a Biella - realizzato nel tempo grazie alla famiglia Piacenza fin dalla metà del 1800 - merita una passeggiata in tutte le stagioni,  in particolare a maggio per la fioritura dei rodedendri e in autunno per il fogliame.
Queste foto ritraggono il laghetto all'ingresso del parco durante l'abbondante nevicata del 31 gennaio 2012.








Testo e foto di Enea Grosso. Le informazioni sul Parco sono state prese dal sito 



http://www.atl.biella.it/parco-burcina


 


Alla scoperta della Valle Cervo, Andorno Micca e il torrente Nelva



La storica Panetteria Crovella si trova nel centro storico di Andorno Micca, in via Bernardino Galliari, ed è famosa per i suoi grissini stirati a mano e per le "fiacà", le michette dolci tipiche del periodo di carnevale.


via Don Paolo Gagliardini
Il campanile della chiesa parrocchiale di San Lorenzo,
visto da via Don Paolo Gagliardini.



Monofora della chiesa di San Lorenzo, lato antico, oggi monumento nazionale.


Via Giovanni Battista Bonesio
Affresco sulla piazza Papa Giovanni XXIII, antistante la Chiesa.
L'oratorio di San Lorenzo si trova di fianco alla chiesa
 - immagine cortile interno -.



Percorrendo la via principale del paese, via Bernardino Galliari, s'incontra via Piero Corte, dove inizia la passeggiata lungo il torrente Nelva.



Il torrente Nelva nasce sulle pendici del monte Casto, sulla collina di Tavigliano, e sfocia nel torrente Cervo nella frazione Lorazzo Inferiore (metri 484 s.l.m.) di Andorno.





Antico lavatoio.

Vicolo Margherita Argentero, o "La Rava", è il tratto di strada che riporta su via Bernardino Galliari.


Andorno Micca (metri 546 s.l.m.) conta una decina di frazioni, tutte dall'aspetto storico. 

Partendo da piazza Cantono, in centro paese, seguendo via Desiderio Golzio, in dieci minuti a piedi si raggiunge Locato Superiore (metri 613 s.l.m.), da dove si gode di una bella vista sulle montagne biellesi. 

Volendo, si prosegue su via Carlo Massa di Locato, in venti minuti si arriva alla frazione San Giuseppe di Casto (metri 670 s.l.m.).

fotografie e testo di Anna Arietti
riproduzione riservata