domenica 20 novembre 2016

"A volte mi sento un cappellano"



Quando in un negozio si legge “ogni tre rappresentanti ne uccido uno, due sono già passati” e si vede il tizio con la ventiquattrore appena uscito che torna in fretta e furia con un dito insanguinato avvolto nel fazzoletto, il pensiero malizioso scatta, anche se si è scherzato fino a poco prima sull’ammonimento. Falange schiacciata nella portiera dell’auto a parte, dalla premessa si percepisce la saggezza di chi sa lavorare con serietà, senza togliersi il sorriso, come fa Simone Zanellato, 49 anni, gestore dell’unico negozio di alimentari di Vallanzengo.


“L’attività l’ho rilevata nel 2008, dopo diverse esperienze lavorative - racconta, completati i medicamenti al povero dito -. Sono stato artigiano edile per venticinque anni, poi mi sono fatto male alla schiena. Non potendo più sollevare pesi, ho trovato lavoro in un’azienda tessile che però in seguito ha chiuso. Ho fatto anche il vigilante notturno, finché un giorno mia moglie, che consegna la posta, ha scovato l’opportunità di gestire il negozio, ricavato in uno stabile comunale dei primi del Novecento. Ho deciso di lanciarmi nel mondo del commercio senza saperne nulla, seguendo un corso per avere i requisiti”.

Nella bottega entra Mauro, sicuramente un affezionato. “Vuoi il solito?”, gli domanda Simone. Risposta: “Sì”. Poche parole, grande intesa. A seguire arriveranno altri clienti, pure in pantofole. La comodità di avere un negozio a due passi da casa si nota fin dai piccoli dettagli.

“Il lavoro mi è piaciuto subito - prosegue, imbustando il pane -. I contatti diretti con le persone, che prima mi intimorivano, mi hanno fatto scoprire un mondo nuovo, bei rapporti. Certe volte mi sento un cappellano: ascolto tutti. Sono emozioni a cui un tempo non ero abituato. Anzi, non sapevo neppure dov’era Vallanzengo. Io sono di Pettinengo, ma di origini venete”.

Simone in paese è diventato un punto di riferimento. La sua personale passione per l’informatica sta spopolando. “Arrivano in tanti a mostrarmi il telefono bloccato. ‘Guarda cosa è successo’, mi dicono, e poi scopro che occorre soltanto scaricare l’aggiornamento. Mi fanno sentire protagonista; sarà che il banco è un po’ rialzato da terra, come un palco”.

In un angolo del negozio c’è una biciclettina rossa, super accessoriata, con un improvvisato cestino bianco, una cassetta della frutta, e una vistosa trombetta blu. Simone la utilizza per fare le consegne del pane a domicilio. C’è da immaginarlo a scorrazzare per le ripide viuzze di Vallanzengo, una ventata di vitalità e di colore, nonché di rumore. E ricomincia a raccontare dei suoi clienti, quelli che non ci sono più, a cui era affezionato. “Mi ricordo due donne, vere sagome, che mi facevano divertire un mondo con i loro racconti. Mi trattavano come se fossi un figlio. Si fermavano diverse ore in negozio. Un’altra era di una gentilezza mai vista prima. Qualche giorno fa invece è mancata Benita, aveva 94 anni appena compiuti. Era la mia nonnina”.

Ridendo e scherzando, entrano ed escono clienti, si susseguono una decina di persone; una gli porta pure un regalino. “Le donne arrivano al mattino presto, poi scappano a fare i mestieri di casa. Gli uomini invece arrivano alle undici. Non amo parlare di ottimismo, ma il negozio funziona. La questione è che manca un corretto ricambio generazionale. Spiace per me, che sono affezionato al lavoro, ma ancora di più per il paese. Qui però abbiamo la Michi, uno dei sindaci più giovani che conosca. Ho sperato che la spuntasse lei alle elezioni proprio per questo motivo”.

Arriva l’ora di pranzo e in negozio si presentano gli amiconi, che si ritrovano da Simone per le consuete quattro chiacchiere e che dopo questo racconto avranno nuovo materiale con cui trastullarsi. All’appuntamento però manca il Giova, eppure il suo furgone è parcheggiato fuori dal municipio. “Che fine avrà fatto?” si domandano. Nei paesini, pregio o difetto che sia, non sfugge nulla. Quando finalmente Giovanni entra, il concerto inizia: “Simone è arrivato sul gommone”. “Ma cosa dici? vengo dal Veneto”. “Se ti chiamavi Renato - attacca un altro - saresti l’uomo mascherato”. Un po’ in imbarazzo, Simone si congeda. Qui è sempre così, a volte anche peggio”.

Anna Arietti
(testo e immagini)



Vallanzengo, 450 metri s.l.m. (Valansengh in piemontese) è un comune di 216 abitanti. Si trova a una decina di chilometri da Biella, in Piemonte. Il nome deriva probabilmente dal personale romano Valentius; una delle prime attestazioni medioevale riporta la forma Valanzengus. Gli anziani del paese indicavano il significato di Vallanzengo con il dialetto piemontese "Valle in seno". Circondato da aree ancora intatte da un punto di vista ambientale, a Vallanzengo è possibile percorrere i sentieri del bosco circostante, "la Colma", imbattendosi in varie specie di animali: lepri, caprioli e cinghiali.  - fonte it(punto)wikipedia.org -

Testo scritto per BiellaCronaca il 20 novembre 2016


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