lunedì 18 luglio 2016

"Tiám": schegge di sole.

"Forse sono persone come tante, oppure persone decisamente speciali, ma hanno lasciato una piccola scheggia di sole nei tuoi occhi e sei felice di averle incontrate".
(da "Lost in translation" di Ella F. Sanders, traduzione di Ilaria Piperno, Ed.  Marcos Y Marcos)




Mi è andato subito dritto al cuore il commento che accompagna la parola in lingua  farsi  "tiám" -  'lo scintillio negli occhi al primo sguardo' - nel libro "Lost in translation". 
Per me 'tiám' ha subito evocato l'ingrediente che deve accompagnare ogni viaggio: quel 'namasté' silenzioso, quell'inchino interiore che non è né sottomissione né adulazione nei confronti delle persone e dei luoghi diversi da noi. 
E' semplicemente  un approccio a mani nude e aperte, dalle quali scivolano via schemi e preconcetti tarati sull'aspetto delle cose a casa nostra o su come ci hanno detto che dovrebbero essere altrove, o su come dovrebbero essere secondo i capricci dell' umore e dell'ego.
Un primo incontro con un bagaglio leggero nel cuore (che nulla ha a che fare con la sprovvedutezza!), così che "il diverso da noi" sia libero di porsi con altrettanta leggerezza, lasciando emergere il meglio di sé senza tensioni, senza doversi sprecare in meccanismi di difesa.  
Credo  che qualunque viaggio intrapreso distogliendo un pochino lo sguardo fisso da noi stessi permetta di cogliere al volo le "schegge di sole" in quello altrui, le stelle negli occhi, lo scintillio dei luoghi,  e che questo sfavillio continui ben oltre la fine del viaggio. 


Sorrisi ...


...a Ouvea...




...e nella Grande Terre



In treno da Delhi a Jaisalmer giocando a carte
Sorrisi a Manali ...
...e a Jespa (India)

Khardungla (18380 piedi, circa 5359 metri)


"Ecco il viaggio, ecco la via, ecco il riposo;
                                       uscire dal proprio io, ecco il compito che ci tocca.
Ahimè, per questo viaggio non c'è mezzo di trasporto,
siamo calati nelle tenebre e non c'è alcuna strada.
Sappi bene che si tratta di una via senza margini,
è una via oscura in cui la fiaccola è la luminosità dell'anima".

(Farid Al-Din Attar citato dal monaco di Bose Sabino Chialà in 'Parole in cammino') 


  

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