lunedì 30 maggio 2016

Il cuore antico della transumanza (di Enea Grosso)


Testo e immagini di Enea Grosso   

Nella transumanza batte un cuore antico che si rinnova ad ogni stagione. 
In esso convivono duro lavoro e clima di festa, un gran senso pratico e un pizzico di poesia... come la nascita di un vitellino all'alba,  dalle parti di Pianezze, un'ora e mezza prima d'incontrare il pubblico di amici,  turisti e fotografi, tutti pronti a percorrere il sentiero che  da Camandona sale al Bocchetto Sessera.
E' sempre festoso quest'ultimo tratto del percorso.


La partenza nella notte  invece è un momento più quieto e raccolto.
E' un appuntamento nel buio. La presenza della mandria nei recinti è tradita solo dal suono dei campanacci.
Gli occhi enormi delle mucche brillano per qualche  attimo solo se incrociano la luce di una torcia.
Una lampadina fioca illumina l'interno della casupola a lato della roulotte dove si riposa il pastore Valter prima della partenza - rigorosamente dopo la mezzanotte di venerdì...non un minuto prima !


Nell'oscurità le poche voci sparse raccontano frammenti di vita e ricordi. 
Quasi tutte  le persone qui radunate hanno o hanno avuto un legame con questo mondo.
Ci sono veri pastori, chi le mucche le ha avute in passato e  chi è nato sulla paglia di una stalla come Gesù Bambino. In braccio alla mamma  c'è l'ultimo nipotino di Valter Croso - che con circa due mesi è alla sua seconda transumanza (la prima all'inizio di maggio da Camburzano a Brusnengo)!   
Il figlio del Valter, Lauro, porge ai gruppetti un vassoio con fette di torta. Allungato sull'erba c'è il bravo cane Lippo, per il quale tenere a bada oltre 200 mucche è un gioco da ragazzi.

Il cane Lippo
Foto di Anna Arietti



La mia amica Anna è al suo primo incontro notturno con questo spaccato di mondo rustico, e ne è conquistata.
Se a condividere questa partenza nel buio ci sono anch'io, credo sia perché la nostra eredità del passato - anche quella di cui abbiamo perso dei pezzi per strada - trova le sue vie per venirci a parlare.
Tra le ombre della mezzanotte forse ondeggiano discreti anche il nonno Richin e la nonna Elidia, i loro ricordi, la luce delle loro montagne. 




domenica 29 maggio 2016

Alla scoperta della Valle Cervo, la strada per Oriomosso


La strada è asfaltata, quindi si può percorrere a piedi, o in auto, ma siccome è strettina, mentre la quiete è tanta, è comunque consigliabile parcheggiare al più presto.

sabato 28 maggio 2016

Il selciatore




Graglia, il monumento al selciatore. I gragliesi che hanno pavimentato strade in Italia e in Europa si chiamano "ai ciulin". L'opera è stata realizzata su progetto di Denise De Rocco e dagli studenti del Liceo artistico "Q. Sella" di Biella.

"Mai avrei pensato di poterlo fare"


A volte intraprendere iniziative fuori dall'ordinario spaventa. Poi ci si rende conto che la vera sfida stava soltanto nel decidersi, nell'osare, che sarebbe stata la vita a proporre l'esperienza giusta, tanto da provare gratitudine per averla affrontata. Piera Masuero, 56 anni, di Cossato, sa bene cosa significa. La donna è affetta da una grave forma di fibromialgia e da Mcs ad uno stadio iniziale; due patologie che le creano limitazione motoria, costringendola all'uso di una sedia a rotelle. A fine aprile, non senza timori, ha percorso sulle quattro ruote gli ultimi centoventi chilometri del Cammino di Santiago di Compostela, in Spagna, spinta a braccia dal marito Ivano, dalla figlia Chiara e da un gruppo di amici davvero speciali, incontrati strada facendo.

“In vita mia, nelle condizioni in cui sono, mai avrei pensato di poterlo fare; invece è accaduto e adesso provo un senso di rinnovato entusiasmo. Per questo motivo oggi mi racconto. L'idea è stata di Chiara, ma siccome a lei non piace camminare, il suo desiderio è stato accolto con favore, seguito da mille dubbi e tanta paura da parte mia. Ivano invece, subito convinto, si messo all'opera per attrezzare la carrozzella. Alla fine l'hanno spuntata loro; del resto senza di me non sarebbero partiti. Abbiamo raggiunto la Spagna in aereo. Il percorso è iniziato a Sarria”.

L'itinerario del Cammino di Santiago di Compostela, lungo complessivamente ottocento chilometri, è considerato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco e conduce i pellegrini al omonimo Santuario, dove si conviene sia presente la tomba dell'apostolo Giacomo il Maggiore.

“Nel frattempo avevo visto su internet che, se non ce l'avessi fatta, avrei potuto spostarmi in autobus o in taxi - prosegue -. Il primo giorno abbiamo percorso quindici chilometri e sono stati pazzeschi. Pioveva forte e nonostante le protezioni eravamo tutti bagnati fradici e sporchi di fango. Non soltanto. A un certo punto ci siamo trovati di fronte a un guado. Il passaggio sul ponticello era ostruito da una pianta spezzata. Lascio immaginare lo sconforto del momento, soprattutto da parte mia, che già mi pentivo di aver accettato di fare il viaggio. La buona sorte però ci ha fatto incontrare Angelo, il ragazzo non poteva avere un nome più azzeccato. Ci ha aiutati tanto. Più avanti nel percorso, per affrontare una ripida salita, incredibilmente è arrivato in soccorso anche Benny, diminutivo di Benedikt, di nazionalità britannica. Il suo aiuto è stato provvidenziale. Senza di loro saremmo tornati a casa subito. I ragazzi, come dicono i loro nomi, sono stati i nostri 'angeli benedetti' fino alla fine del cammino. Intanto io mi sentivo davvero demoralizzata per aver messo in difficoltà la famiglia e quei due giovani, che alla fine trattavo come se fossero figli. E' stato a quel punto che è accaduto l'imprevedibile. Rivelando il mio disagio al gruppo, anche Angelo e Benny, che già avevano sulle spalle settecento chilometri, hanno ammesso di non avere più né entusiasmo né energia e che avrebbero interrotto il cammino se non ci avessero incontrati. Aiutando me invece avevano ritrovato la motivazione per proseguire. Devo dirlo, è stato un momento commovente; ci siamo abbracciati tutti”.

Il cammino è quindi ripreso in un clima sereno, fra canti e risate. Strada facendo, al gruppo si è aggregato ancora Marco, anche lui sopraggiunto al momento giusto, quando Chiara ha dovuto affrontare dei dolori per una tendinite.

“Arrivati a Compostela, lo ammetto, ho provato tanta vergogna per non essermi fidata del Signore, che certamente mi avrebbe aiutata ad affrontare il Cammino, così ho pensato di confessarmi. Con la mia storia ho commosso pure il parroco, che dandomi l'assoluzione mi ha chiesto di dare un bacio a tutte le persone che mi avevano aiutata. Beh, anche quel gesto di affetto mi ha avvicinata ancora di più alla famiglia. Viaggiare con il minimo indispensabile è stata un'esperienza utile - conclude Piera Masuero -. Tutto quello che ci serviva lo abbiamo sempre trovato. Quindi è proprio vero che spesso ci preoccupiamo troppo. Il mio desiderio, se guarirò, è di rifare lo stesso percorso con le mie gambe".

testo di Anna Arietti
pubblicato su BiellaCronaca.it il 25 maggio 2016
titolo originale: Il Cammino di Piera
RIPRODUZIONE RISERVATA


venerdì 27 maggio 2016

Roreto, un borgo da scoprire



Roreto, frazione di Quittengo in Valle Cervo, è un piccolo borgo già apprezzato da Camillo Benso conte di Cavour e da Edmondo De Amicis. In primo piano spicca la torre a pianta circolare di Villa Piatti.

giovedì 26 maggio 2016

I voltoni di Rongio Superiore


I caratteristici voltoni di Rongio Superiore, a Masserano. La frazione è conosciuta soprattutto per il falò dell'abbondanza che si svolge il 24 dicembre sul sagrato della chiesa.

mercoledì 25 maggio 2016

Succede di restare senza fiato

Succede di restare senza fiato
di fronte alla bellezza 
di una rosa
 - al suo modo garbato
di protendersi al cielo
come prossima 
a un bacio.

(Enea Grosso) 






 
* * * * * * * 
 Quando ho visto nel grande schermo del computer le foto di questa e un paio d'altre rose dell'archetto in giardino, sono davvero rimasta incantata per qualche secondo! Non saprei spiegare perché. Ci sono senz'altro rose più belle e fotografie migliori, eppure ho avuto un attimo di meraviglia. 



martedì 24 maggio 2016

Leggerezza. Leichtigkeit.

In tasca una rosa
una  nuvola in testa
a portata di sguardo
- è questo il bagaglio.
Non vedo altra cosa
che possa servire
per mettersi in viaggio.

(Enea Grosso)








Ho diverse cartoline appese al muro del mio studio, e questa - comprata a Freiburg in Breisgrau tanti anni fa - è la mia preferita.
"Ich wünsche dir etwas schweres: Leichtigkeit ".
Ti auguro qualcosa di pesante: leggerezza!. 
"Schwer": pesante, ma anche gravoso, difficile.





 Complici la mente stanca  e la gran voglia di leggerezza, stasera le nuvole mi sembravano quasti tutte piume o enormi ali nel cielo.  






Camandona


 Il lago artificiale della diga di Camandona (lago di Ponte Vittorio), costruito nel 1953 per garantire un regolare flusso di acqua alle aziende tessili della Valle di Mosso, oggi è meta di escursioni.

Anna Arietti

lunedì 23 maggio 2016

Pozzanghere

Foto di Anna Arietti
Si pensa spesso
che le pozzanghere
siano un dispetto
ma non è vero.
Posano ai piedi 
di chi le guarda
frammenti di cielo.
(Testo di Enea Grosso, foto di Anna Arietti)




domenica 22 maggio 2016

L'anima in bottiglia (2 versioni)

Paradis d'Ouvea, Ouvea, Nuova Caledonia




 L'anima in bottiglia
ha silenzi che urlano.
La porterò lontano
dove brillano
i pensieri più gentili 
del cielo. 
(Enea Grosso)









Ouvea, Nuova Caledonia

L'anima in bottiglia
grida piano.
La porterò lontano
dove brillano
i pensieri più gentil
del cielo. 
(Enea Grosso)







***

La versione di getto della notte e la revisione alla luce del mattino ! 

sabato 21 maggio 2016

E' bene aver sempre una margherita

E' bene aver sempre
una margherita 
a portata di mano
a un lato del cuore
oppure un papavero
o un altro fiore 
- anche di plastica
o cartapesta.
Portano il garbo
di un raggio di sole
nella tempesta.

(Enea Grosso)




 ***

Non vado matta per i centri commerciali...però dove  avrei potuto altrimenti trovare una margherita gigante in pausa pranzo ?





 

venerdì 20 maggio 2016

Bagneri


Frazione Bagneri di Muzzano in Valle Elvo, uno dei borghi montani più caratteristici del Biellese.

giovedì 19 maggio 2016

Le foglie umide.




Le foglie umide sono un richiamo irresistibile per Corinna; pare le dicano “guarda me! guarda me!”

C'è bellezza in agguato



C'è bellezza in agguato
dietro ad ogni filo d'erba
- ai margini dei fossi
agli angoli del prato
c'è sempre un po' di luce 
che ti guarda 
e ti chiama per nome.
(Enea Grosso)


Prato a Rongio di Masserano
 

lunedì 16 maggio 2016

Baraggia d'argento _Silver "baraggia"

  La baraggia è molto schiva e riservata, solo di rado si presenta nel suo abito di gala. 
Io l'ho vista una volta soltanto, in inverno, quando la galaverna copriva tutti i rami ricamandoli con finissimi fili bianco argento. Sia il cielo che il terreno erano bianchi, e ai due lati della strada - dove gli alberi si inclinavano sotto al peso del freddo - sembrava d'infilarsi in un tunnel di candore fatato che avrebbe potuto condurre a chissà quale mondo segreto, chissà a quale fiaba lontana".
(Enea Grosso, da Fili d'amore, Ed. Fonopoli)



 In realtà ho visto la baraggia* vestita d'argento due volte. 
Solo che la prima - quella cui si riferiscono le righe sopra  - non avevo a portata di mano la macchina fotografica e i cellulari... erano semplici telefoni !
La seconda risale ad una splendida domenica mattina  d'inverno del 2006. 
La baraggia delle immagini è quella tra Castelletto Cervo e San Giacomo del Bosco a Masserano.  Anche il guado di Mottalciata era incantevole.


The "baraggia" is quite introverted and reserved, it seldom shows its  most splendid wedding dress. I saw it only once, in winter, when  hoar-frost was covering all the branches  and embroidered them with very thin silver threads. Both sky and ground were white; and, at both road sides, trees were bending under the weigh of frost creating a fairy  immaculate tunnel leading to who knows which secret world, which fairy tale far away in time and space". (From "Threads of love", Enea Grosso, Ed. Fonòpoli)


Actually I have seen the silver baraggia twice.
The first time is the one described in the lines above - but I did not have my camera in my car and cell phones were at that time just phones!
THe second one dates back to a splendid Sunday morning in 2006, while I was driving through the "baraggia" between Castelletto Cervo and San GIacomo di Masserano.
Also the ford in Mottoalciata looked enchanting. 
(Enea Grosso, words&images)
Il guado tra Castelletto Cervo e Mottalciata
*la baraggia è la tipica savana biellese.

sabato 14 maggio 2016

Fuga a Nosy Be - Profumi e poesia - Da Ottaviano a Biella.




Una voce mi  consiglia
di fuggire a Nosy Be.
Mi hanno detto che il patchouli
cresce accanto alla vaniglia
per creare i profumi più soavi del mondo.

(Enea Grosso)

Rosa di Taif e Patchouli Nosy Be di Perris

Una sosta da Ottaviano a Biella si trasforma quasi sempre in un piccolo viaggio ogni volta sulle note di un profumo diverso.
Si passa dalle coltivazioni di Nosy Be  - l'isola profumata in cui  il patchouli viene coltivato all'ombra dell'ylang-ylang per proteggerlo dal caldo - alle boulangerie di Parigi, dove L'Artisan Parfumeur trae ispirazione dal buon odore della farina impastata sui tavoli di legno per una delle sue creazioni più originali e delicate; poi si vola dall'altra parte del globo, in Nuova Caledonia, dove Gian Luca  Perris ha trascorso circa  tre mesi con la famiglia alla ricerca della migliore qualità di sandalo...


"Nell'isola di Salahit v'è sandalo in abbondanza, giacinti e garofano. La forma della pianta del garofano, coi suoi rami rossi e delicati, a quella della henna s'assomiglia.  Ha un fiore che si dischiude in calici simili molto a quello dell'arancio. Al cadere del fiore quei calici vengono raccolti e messi in infusione nelle acque di là fino a purificarne la parte desiderata. Poi, tiratala fuori, la raffinano sia nel fiore che nel legno, e quindi la vendono ai mercanti che colà convengono per acquistarne e che, così riforniti, la portano in ogni dove".
(Tratto da "Isolario arabo medioevale" , p. 94, Angelo Arioli, Ed. Adelphi)

  La misteriosa isola di Salahit potrebbe corrispondere ad un villaggio lungo la costa della penisola di Sumatra.
Ho trovato questa pagina nell'Isolario un paio di giorni dopo aver scoperto l'esistenza della rosa di Taif.  
Taif è una cittadina a 2000 metri d'altezza nella provincia della Mecca, in Arabia Saudita
Qui la rosa damascena - presente anche in Bulgaria, Turchia e Marocco - sviluppa una fragranza particolarmente intensa  ed unica.
La raccolta dei fiori - solo di quelli prossimi ad aprirsi - ha inizio alle 4 e mezza del mattino; il metodo di lavorazione - completamente artigianale -  ricorda più  quello della misteriosa isola di Salahit che i consueti procedimenti moderni ! I fiori non vengono pesati bensì contati uno ad uno. Da dodicimila rose si ottengono tra i 10 e i 12 grammi di preziosa olio essenziale
E' considerato l'olio più prezioso del mondo arabo.


La rosa pura 

(...)
Mi laverò le mani
tutta una notte intera dentro l'acqua
lenta e lustrale dei fiumi del sogno,
per coglierla al mattino prima
che si risvegli la coscienza,
perché voglio coglierla con le dita,
non voglio coglierla con un pensiero.
(...) 
E io sarò un'ombra,
e tu sarai un'ombra,
senz'altra realtà che quella che crea
l'offrirci una rosa pura.
(Pedro Salinas, La rosa pura, dalla raccolta "Il corpo, favoloso", Passigli Poesia, a cura di Valerio Nardoni)


Me lavaré las manos
toda una noche entera en el agua
lenta y lustral de los ríos del sueño,
papra cogerla de mañana antes
de que despierte la conciencia,
porque quiero cogerla con los dedos,
no quiero cogerla con un pensamiento.
(...)
Y yo seré una sombra,
y tú serás otra sombra,
sin otra realidad que la que crea
el ofrecernos una rosa pura.

(Pedro Salinas, La rosa pura)

SI approda a mondi affascinanti seguendo le scie dei profumi ...



***
Ringrazio il Signor Ottaviano per i racconti sui profumi.  Altra preziosa fonte d'informazione  sono stati  i tre  siti cui rimandano i link nel testo.

(Testo e immagini di Enea Grosso)